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Terremoto, «abbiamo mucche e pecore sfollate». Coldiretti chiama tutti a Roma: «Ripartiamo ora»

Un summit sulla ricostruzione con rappresentanti delle regioni terremotate e la protezione civile nazionale. «Ecco il nostro piano interventi»

Foto F.Troccoli

Interventi immediati per far partire la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma semplificando le procedure burocratiche per dare una speranza alle aziende agricole e stalle in difficoltà nei Comuni terremotati di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. È l’obiettivo indicato dal summit organizzato ieri a Roma dalla Coldiretti con esponenti istituzionali e tecnici delle Regioni terremotate, alla presenza del presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini, in occasione della discussione in Parlamento del decreto legge sul sisma e della Manovra finanziaria. Ha preso parte all’iniziativa una delegazione della Coldiretti Umbria composta dal presidente regionale Albano Agabiti e dal direttore Mario Rossi, con il coordinatore alla ricostruzione post sisma e direttore della Protezione Civile per la Regione Umbria, Alfiero Moretti.

La nota «A tre anni dal terremoto nelle zone terremotate mucche e pecore – ricorda Coldiretti – sono ancora tutte sfollate nelle strutture provvisorie allestite nel 2017, peraltro con gravi ritardi che erano già costati la vita a migliaia di animali, uccisi dalla neve e dal freddo. Una situazione che rischia di peggiorare in vista dell’arrivo dell’inverno e serve dunque un cambio di passo per far partire l’attesa ricostruzione. Ma occorre soprattutto spingere sulla ripresa dei paesi svuotati dal terremoto dove si registra ancora un crollo del 70% delle spesa che sta soffocando l’economia locale e il lavoro, a partire dagli agricoltori e dagli allevatori che sono rimasti nonostante le difficoltà».

Approfondimento Nel corso del summit è stato discusso il pacchetto di proposte ‘La terra non trema – il coraggio dei contadini’ elaborato dalla Coldiretti come annunciato nel corso della manifestazione a Roma del 26 ottobre scorso, organizzata nel terzo anniversario del sisma, alla presenza dei rappresentanti istituzionali nazionali e delle Regioni e dei sindaci dei Comuni colpiti. Si tratta – spiega Coldiretti – di una serie di misure a sostegno del processo di ricostruzione e di rilancio dei territori, finalizzate allo sviluppo economico delle imprese agricole. «Serve ‘ricostruire’ le comunità locali e frenare lo spopolamento garantendo le condizioni necessarie affinché le persone tornino o restino a vivere e lavorare nelle aree terremotate», ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sostenere che «ciò sarà possibile solo introducendo degli strumenti che diano la possibilità di abbreviare i passaggi burocratici nelle ormai non più derogabili opere di ristrutturazione e ricostruzione».

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