mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 22:00

Ternipan, il presidente Cariani si dimette. Settembre caldo per il destino ex Novelli

Atteso pronunciamento tribunali su fallimento Alimentitaliani e comparto Ovito, ultimi mesi di Cigs per gli impiegati di Terni

di M.R.

Un presidente «orgoglioso di rilanciare un marchio locale storico, ricreare occupazione e guidare un progetto di crescita attraverso la forma della cooperazione» dopo pochi mesi dall’avvio dell’attività, lascia la guida Ternipan. Secondo indiscrezioni, le cose all’interno della società non andrebbero per il verso giusto; si parla di conflittualità tra il Cda e il reparto impiegatizio, che di riflesso incide sui rapporti con gli operai e tra questi ultimi. Lo scenario sarà probabilmente più chiaro quando sarà avvenuta una redistribuzione delle cariche al vertice. Per ora, Cariani, raggiunto telefonicamente da Umbria24, conferma di aver rassegnato le proprie dimissioni ma si affretta a sottolineare: «Scelta personale».

Ternipan Oltre alle produzioni di pane fresco in vari formati e tipologie, dal pane comune al cotto a legna, dal biologico all’integrale, Interpan ha anche le linee lunga conservazione. Il fatturato, sotto la gestione del curatore, è stato nel 2018 di 12 milioni di euro all’anno. Ciononostante molti clienti avevano interrotto i rapporti a titolo cautelativo per evitare di correre il rischio di avere l’interruzione delle forniture a causa di risultati negativi nella gestione con conseguente fermo aziendale obbligato dal tribunale. Secondo l’ormai ex presidente però «l’azienda in questo periodo ha recuperato clienti e rapporti con fornitori verso i quali i pagamenti sono a 60, 90 giorni; le farine utilizzate sono 100% italiane. Abbiamo contribuito a creare una nuova mentalità d’impresa e svolto un grande lavoro sulla logistica. Quello stabilimento – dichiara -è un fiore all’occhiello». Eppure il manager, tuttora impiegato nella grande industria chimica nel polo di Terni, Novamont, ha girato i tacchi e se ne è andato: «Ho svolto quanto dovevo con grande impegno».

In attesa che prenda forma il nuovo Cda e si delinei il destino di Ternipan, magari anche ricalibrando il piano industriale sotto la nuova guida, è bene sottolineare quanto la fase attuale, per l’intero gruppo Novelli, sia delicata. Nel mese di settembre sono attesi i pronunciamenti di due tribunali; al solito quello di Terni sul fallimento Alimentitaliani e quello di Castrovillari sulla cessione del comparto aziendale Ovito a favore di Eurovo dopo il ricorso di quest’ultima. Un’operazione alla quale guardano con un certo interesse i circa 20 cassaintegrati del sito di via del Commercio a Terni che a dicembre, salvo proroghe, vedranno scadere l’ammortizzatore sociale col termine dell’esercizio provvisorio dell’attività. La ripresa del ramo aziendale uova sarebbe per loro un’opportunità perché potrebbero essere riassorbiti. Se invece venisse respinto il ricorso di Eurovo, si allungheranno i tempi: ci sarà un altro bando di assegnazione e inizierà così un altro logorante periodo di attesa e sconforto per quei lavoratori. Dei 33 in cassa integrazione iniziali, alcuni sono andati in pensione, altri hanno trovato occupazione temporanea, solo pochi una ricollocazione definitiva. «Due anni e mezzo di Cigs – le testimonianze – sono due anni e mezzo di inattività, due anni e mezzo che sperimentiamo sulla nostra pelle le difficoltà del mercato del lavoro, specialmente per per gli over 50, e le lungaggini burocratiche del nostra Italia».

 

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