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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 08:20

Terni, ThyssenKrupp si riprende le acciaierie: clamoroso colpo di scena nella notte

ThyssenKrupp - AST

di Marco Torricelli

Dice che la notte porta consiglio. Dice. Invece capita che la notte porta scompiglio. Mettiamoci nei panni di uno che lavora alle acciaierie di Terni: va a dormire pensando che la mattina dopo si troverà a dover imparare il francese e, invece, si sveglia la mattina e scopre che, su quella torre dalla quale solo poco tempo fa era stato rimosso, tra breve tornerà a brillare, in tutto il suo splendore, il logo della ThyssenKrupp.

Colpo di scena Perché e proprio così che è andata a finire: le acciaierie ternane (tutto l’ambaradan, ma proprio tutto) tornano sotto il controllo del colosso tedesco, in virtù di un accordo che, semplificando al massimo, può essere spiegato così: tutti gli impianti ternani e quelli della Vdm (duemila dipendenti e un fatturato di 1,3 miliardi nel 2012) passano a ThyssenKrupp, che in contropartita considera azzerato il prestito di 1,2 miliardi fatto ai soci di Outokumpu. La stessa ThyssenKrupp esce da Outokumpu, vende circa il 30% ad investitori istituzionali, mentre Outokumpu stipula un patto di sindacato con le banche per 500 milioni (un prestito a tre anni) e abbassa sensibilmente l’indebitamento. Complicato? Sì, e pure parecchio. Ma mica è colpa mia.

Le quote Per soddisfare i requisiti delle norme europee sulla concorrenza, ThyssenKrupp cederà il suo 29,9% delle quote di Outokumpu ad un gruppo di investitori istituzionali: Solidium, per dire, ha deciso di acquisire una parte delle azioni, aumentando la sua partecipazione in Outokumpu dal 21,8 al 29,9 %, mentre Ahlström Capital ha deciso di acquisire un altro 5,1% di azioni. Guido Kerkhoff, Cfo di ThyssenKrupp, si dimette dal consiglio di amministrazione Outokumpu sabato 3o novembre.

Le condizioni La cessione delle azioni Outokumpu da parte di ThyssenKrupp agli altri investitori istituzionali avverrà «a condizione che tali investitori si impegnino a sottoscrivere nuove azioni emettibili da Outokumpu ed è subordinata al completamento della transazione tra Outokumpu e ThyssenKrupp».

La spiegazione La cessione di Terni, dice Outokumpu, «risponde alle richieste fatte dalla Commissione europea e la transazione include Ast, Terninox, Aspasiel , Tubificio e Societa delle fucine, così come centri di servizio Outokumpu in Germania (a Willich), Spagna (a  Barcellona), Turchia (a Gebze) e Francia (a Tours)». La transazione «è soggetta all’approvazione da parte della Commissione Europea, con la quale le parti hanno avviato le discussioni necessarie. L’operazione costituirebbe anche la definitiva chiusura di tutti gli obblighi preesistenti tra Outokumpu e ThyssenKrupp».

Seitorvita Il Ceo di Outokumpu, Mika Seitovirta, ha spiegato così il tutto: «L’operazione con ThyssenKrupp rappresenta una soluzione positiva per Terni e Vdm e rafforza significativamente il nostro bilancio e sono particolarmente lieto di aver raggiunto questo risultato. I disinvestimenti e le misure relative al capitale rafforzeranno in modo significativo il nostro bilancio. Ora avremo la forza per puntare al ritorno Outokumpu alla redditività».

I tempi Il closing dell’operazione è previsto che avvenga entro il primo trimestre del 2014, dopo una riunione straordinaria degli azionisti di Outokumpu. Consulente finanziario di Outokumpu è Perella Weinberg Partners, mentre  JPMorgan ha agito in qualità di Co-advisor per la transazione Vdm e Bnp Paribas è stato il consulente finanziario per la cessione di Terni.

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