martedì 25 giugno - Aggiornato alle 03:56

Terni, piano industriale Ast è di riorganizzazione: 80 lavoratori in meno

Sindacati: «Incontro deludente», volumi di fuso sotto il milione di tonnellate e nessun progetto per le ex business unit

 

di Marta Rosati

Piano industriale biennale di ‘mantenimento’, questa la proposta con la quale i vertici Ast si sono presentati al tavolo romano di confronto coi sindacati metalmeccanici. «Incontro deludente» è il commento dei rappresentanti delle tute blu che, in virtù degli annunci sulla strategicità del sito di Terni, si aspettavano una programmazione di sviluppo e rilancio complessivo. La ricetta aziendale è invece di riduzione del personale e persino dei volumi di fuso: da qui al 2020, Acciai speciali Terni conta di ridurre di 78 unità l’organico in forza nei propri stabilimenti e di produrre al di sotto del milione di tonnellate, 940 mila all’anno.

Incontro deludente Nessun progetto di rilancio per le ex business unit, quindi Aspasiel, Sdf, Titania e Tubificio, considerate ormai alla stregua di tutti gli altri reparti del sito ma più in generale manca un progetto preciso sugli aspetti produttivi e di mercato dei prodotti inox. Sul piano degli investimenti, l’amministratore delegato Massimiliano Burelli, che non è potuto scendere nei dettagli contabili dell’azienda per via del quiet period Thyssenkrupp, ha parlato di 20 milioni l’anno sull’innovazione impiantistica e non ha nascosto l’intenzione di esternalizzare alcune fasi del processo produttivo.

Piano industriale Ast biennale Deluse in sostanza le spattative dei sindacati, il nuero uno di Ast ha indicato nel prossimo biennio una sostanziale riduzione legata principalmente al contesto difficile di mercato europeo e mondiale. Nel discorso rientra la concorrenza estera e la sofferenza dell’acciaio italiano in termini di competitività nel prezzo. Nonostante le indicazioni Thyssen sul gioiellino di viale Brin, non va oltre il biennio la pianificazione industriale: «Tra due anni sarà la nuova società Materials l’interlocutore di riferimento» ha detto Burelli facendo riferimento alla scissione.

Acciai speciali Terni Tantissimi rispetto alle indicazioni del management aziendale sono comunque ancora gli apetti da chiarire. Le parti al confonto non sono scese nel particolare neppure rispetto alla riduzione dei posti di lavoro. Per questa ragione, un nuovo incontro è già stato calendarizzato per l’ultimo giorno del mese. Il 6 di dicembre Ast e sindacati torneranno poi ancora una volta al tavoolo. Allora di sicuro sarà terminato anche il periodo di silenzio e quindi il confronto sarà anche sulla contrattatzione di secondo livello. I sindacati non mollano sulla redisrtibuzione degli utili. Nei prossimi giorni intanto saranno programmate assemblee con i lavoratori, il clima non potrà che essere teso.

Politica Intanto nells giornata di giovedì è stato votato all’unanimità l’atto di indirizzo sulla siderurgia promosso da Orlando masselli capogruppo Fd’I che impegna l’amministrazione a chiedere al Governo la definizione di una nuova strategia nazionale sull’acciaio che abbia forza per essere considerata sui tavoli dell’Unione Europea. Una rinnovata azione politica verso la multinazionale per delineare i vari scenari possibili, sia nell’ipotesi della cessione del sito, con tutte le garanzie del caso, sia nell’ipotesi del suo mantenimento a Terni. Con l’atto si chiede anche la convocazione di un tavolo allargato alla partecipazione delle diverse istituzioni, delle organizzazioni sindacali e datoriali, dove sviluppare i temi della siderurgia riaffermando la strategicità dello stabilimento di Terni quale sito di eccellenza nel panorama produttivo nazionale, per riconsegnare ad esso un ruolo non più subalterno ma centrale nelle dinamiche virtuose della siderurgia anche a livello globale.

@martarosati28

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