giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 00:20

Ast verso lo spezzatino, una linea smontata e Tubificio non in vendita. Ue: «Valuteremo»

In una nota diramata nelle prime ore di questa mattina Outokumpu conferma la volontà di cedere la Tk-Ast ma non nella sua interezza

Per i lavoratori si profila lo scenario peggiore

 

di Daniele Bovi

I timori sullo spezzatino finlandese diventano realtà: in una nota diramata nelle prime ore di martedì mattina la finlandese Outokumpu conferma la volontà di cedere la Tk-Ast di Terni per ottenere il sì dell’Antitrust Ue, ma non nella sua interezza. Stando al comunicato della multinazionale la linea BA2 da 130 mila tonnellate all’anno sarà smontata e «trasferita in uno dei siti Outokumpu prima della cessione». Il complesso della torre BA2 è quello che produce acciaio lucido, a specchio, dall’alto valore aggiunto: è la parte ricca, quella che assicura guadagni. In più i finlandesi non metteranno in vendita il Tubificio, fiore all’occhiello della Tk-Ast.

Salvi gli impianti svedesi Queste mosse, come si evince sempre dal comunicato della società, permetteranno a Outokumpu di mantenere in pancia i siti svedesi che si occupano di inox, ovvero Avesta, Nyby e Kloster. La cessione di queste produzioni, «che continueranno così ad operare all’interno di Outokumpu», era stata proposta all’Ue non più tardi del 20 settembre scorso. «l’importanza strategica della transazione Inoxum rimane invariata» commenta l’amministratore delegato della società finlandese, Mika Seitovirta. «Con questa operazione – prosegue – avremo un portafoglio completo di prodotti di acciaio inossidabile e in lega ad alto rendimento. Con una struttura produttiva con efficienza di costi e una presenza rafforzata in tutte le regioni chiave saremo in una posizione eccellente per servire i nostri clienti nel miglior modo possibile».

Ue: studieremo proposte La decisione sulle proposte avanzate da Outokumpu spetterà alla Commissione europea e sarà presa entro il 16 novembre. Nel pomeriggio di martedì il portavoce del commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia si è limitato a dire che si «studieranno ora le proposte presentate da Outokumpu, compresa quella che riguarda il sito di Terni». Il portavoce non è entrato nel merito della questione ed ha assicurato che  Bruxelles analizzerà le soluzioni proposte «conformemente« alle preoccupazioni sollevate dall’acquisizione della Inoxum.

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Troveremo buon compratore «Siamo molto dispiaciuti – prosegue – di essere stati messi nella posizione di dover cedere Terni. Questo non è stato fatto per scelta, ma per la necessità di soddisfare le richieste della Commissione Europea». Per quanto possono valere, dal numero uno arrivano rassicurazioni sull’impegno della multinazionale per trovare «un buon compratore» per la Tk-Ast, o meglio, per quello che ne rimane dopo lo spezzatino: «Ci impegniamo a fare del nostro meglio – dice sempre Seitovirta – per trovare un buon compratore per questo eccellente sito, e sono fiducioso che ci saranno diverse parti interessate a dare un buon futuro e portare avanti la storica tradizione nella produzione di acciaio inossidabile a Terni». «Outokumpu – si legge ancora – inizierà ora la pianificazione industriale dettagliata allo scopo di assicurare una struttura produttiva ottimale alla nuova società, tenendo conto della cessione di Terni. Ad oggi la società non prevede di cambiare i propri piani di chiusura delle acciaierie di Krefeld e Bochum, in Germania, come è stato già precedentemente comunicato».

Grande rispetto «Ho grande rispetto – prosegue – per il talento e l’impegno senza pari dei lavoratori dello stabilimento di Terni. Come attività integrata di alta qualità, Terni doveva avere un ruolo centrale nella nuova piattaforma industriale di Outokumpu. Per salvaguardarlo, inizialmente abbiamo proposto altri correttivi alla Commissione Europea. Purtroppo, la Commissione ha respinto la nostra prima proposta, e ora ci troviamo ad affrontare una situazione in cui non abbiamo altra scelta che quella di cedere Terni per ottenere l’approvazione della transazione con Inoxum». Ora la palla passa alla Commissione Europea che potrebbe annunciare la sua decisione entro il 16 novembre. Successivamente all’approvazione, Outokumpu avrebbe sei mesi per completare la cessione di Terni.

Fiom Cgil: blocchiamo tutto La prima risposta dei lavoratori, che in mattinata in oltre 800 si sono radunati in un’affollata assemblea, è durissima: «Già da stamattina – annuncia il segretario generale della Fiom Cgil di Terni, Claudio Cipolla – fermeremo gli impianti e la mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni. Finché non c’è chiarezza sul futuro, qui non si muove un bullone». «I lavoratori – dice la Cgil – hanno dimostrato grande compattezza e determinazione nel respingere l’ipotesi di spacchettamento del sito ternano, avanzata dalla multinazionale finlandese». «Il sito deve essere venduto nella sua interezza e senza mutilazioni»: questo il punto fermo ribadito da Cipolla e sul quale lavoratori e sindacati sono inamovibili. A sostegno di questa posizione, i sindacati ternani e le Rsu, in maniera unitaria, hanno deciso di proclamare subito per la giornata odierna un’ora e mezzo di sciopero per ogni turno (12:30-14:00, 15:30-17:00, 20:30-22:00). Inoltre, sempre oggi, una seconda assemblea in fabbrica si terrà alle 19.  Ma la mobilitazione proseguirà e si intensificherà nei prossimi giorni: per giovedì 11 è già in programma un altro sciopero di tre ore per turno, con manifestazione davanti alla prefettura di Terni dalle ore  9:30 alle 12:30. «Lavoratori e sindacati – conclude Cipolla – sono compatti a sostegno di una vertenza che vuole ribadire l’unitarietà e il profilo internazionale del sito Ast e chiedere chiarezza sulle prospettive future. Lo ribadiamo: finché non c’è chiarezza qui dentro non si muove niente».

 

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