giovedì 16 agosto - Aggiornato alle 13:52

Terni, Neofil il futuro è un’incognita: impianti fermi e tutti gli operai in cassa straordinaria

Nel sito del polo chimico che ha beneficiato di fondi pubblici regna l’incertezza, mancano anche due stipendi e 13esima

Il 'filo' in lavorazione

di Chiara Fabrizi

Incognita Neofil. L’azienda del polo chimico di Terni ha attivato la cassa integrazione straordinaria sulla ventina di dipendenti rimasti in organico (due anni fa erano quasi il doppio) e soprattutto ha fermato la produzione.

Neofil il futuro è un’incognita Ad alzare i riflettori sullo storico marchio di filati sintetici sono direttamente gli stessi operai, che devono ancora riscuotere due mensilità e la tredicesima, rimaste appese durante la progressiva discesa dell’azienda guidata da Marco Mazzalupi, iniziata nel primo scorcio del 2017 con una serie di frizioni tra sindacati e vertici Neofil e conclusasi alla fine dello scorso anno con l’attivazione dell’ammortizzatore sociale per tutti i dipendenti. In servizio al momento risultano tre addetti incaricati degli interventi necessari per la messa in sicurezza degli impianti, gli stessi per i quali all’azienda del polo chimico di Terni sono state concessi nel 2014 circa 1,4 milioni, attraverso Sviluppumbria, proprio per sostenerne il revamping e in parte l’ammodernamento. Significativa, seppur non quantificabile, l’esposizione debitoria verso fornitori, ma se e come si uscirà dal guado al momento non è chiaro. Il futuro di Neofil è un’incognita, al pari di quello di venti famiglie.

@chilodice

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