mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 00:15

Terni, l’allarme del Sappe per il carcere: «Troppi detenuti, siamo al collasso»

Il sindacato autonomo di polizia: «Manca il personale, difficile gestire nuovi afflussi nella struttura»

Il carcere di Sabbione

«Mai come in questo momento siamo costretti a gridare a tutti la nostra rabbia e la nostra protesta
per evidenziare le gravi problematiche che si stanno vivendo nella Casa Circondariale di Terni». E’ la denuncia che arriva da Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria. I rappresentanti degli agenti tornano sulla questione del personale, anche per la struttura di vocabolo Sabbione.

La denuncia «Siamo quasi al collasso – si legge nella nota – e dal mese di giugno Terni subisce passivamente assegnazioni ‘selvagge’ di detenuti, con un picco dalla fine di luglio, che sembra non avere una fine. Con tutte le problematiche legate alla riduzione di personale di Polizia Penitenziaria che, con tre provvedimenti normativi a partire dal 2001 per arrivare alla famigerata Legge Madia, hanno visto gli organici umbri e quello di Terni perdere pezzi, con il piano ferie ancora in atto e con tutti gli eventi critici accaduti in questa estate, è stato e continua ad essere difficile gestire tali afflussi di detenuti».

Le condizioni «Tutti i reparti patiscono la grave carenza di personale nel ruolo agenti e assistenti e ancor più grave nel ruolo di sovrintendenti e ispettori. Si lavora quasi quotidianamente ben al di sotto del livello minimo di sicurezza e l’aumento delle assegnazioni ha portato la popolazione detenuta dai 450 presenti fino al mese di giugno ai 527 di oggi. Quello che preoccupa ancor di più di questo trend ‘colpevole’ e ‘mirato’ – ancora si utilizza l’Umbria ed i suoi istituti penitenziari come deposito della Toscana e anche del resto d’Italia – è l’assegnazione di detenuti Alta sicurezza, molti dei quali in custodia cautelare e di conseguenza soggetti ad essere costantemente tradotti in tutta Italia per i processi e udienze varie a loro carico».

La vista «Il carcere di Terni – prosegue la nota del Sappe – annovera numerose tipologie di detenuti, dei più disparati indici di pericolosità, ristretti nella più totale promiscuità e dediti esclusivamente a minare l’ordine e la sicurezza del carcere. Non è infatti difficile immaginare per chiunque che detenuti comuni di diverse etnie, culture e tradizioni, difficilmente riescono a convivere e condividere gli spazi comuni e quelli di una camera detentiva. Come se questo non bastasse, in questi giorni Terni ha ricevuto la visita della dottoressa Angela Venezia, direttore dell’Ufficio Detenuti del Provveditorato Regionale Toscana e Umbria. Il risultato e l’esito di questo incontro svolto alla presenza dei vertici dell’istituto ternano sembrerebbe essere quello di aggiungere il ‘quarto letto’ in ogni stanza detentiva. Ci auguriamo che se ciò fosse vero, la direzione di Terni abbia rispedito al mittente la proposta. In ogni modo si parla sempre e solo di aumentare la popolazione detenuta nei quattro istituti umbri, ma della Polizia Penitenziaria perché nessuno ne parla? Perché nessuno muove un dito al riguardo?».

Le iniziative Il sindacato, in vista del prossimo futuro, pensa anche a iniziative di protesta. «La stagione autunnale si annuncia critica e calda da un punto di vista sindacale. Se l’amministrazione penitenziaria infatti non darà un segno tangibile di attenzione nei confronti della polizia penitenziaria, questa organizzazione sindacale si vedrà costretta a porre in essere anche iniziative di protesta eclatanti».

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