martedì 11 dicembre - Aggiornato alle 08:56

Terni, la protesta dei Servizi cimiteriali: «Col nuovo bando funerali a rischio: ora ne abbiamo sette al giorno»

I lavoratori dell’Ati sul piede di guerra contro il Comune: «C’è forte preoccupazione per i posti di lavoro»

di Massimo Colonna

«Aspettiamo ancora: alcuni lavoratori sono dovuti andare a Papigno per una tumulazione. Del resto nei sedici cimiteri del comprensorio di Terni ci sono sette funerali al giorno». Inizia con qualche minuto di ritardo la protesta dei venti lavoratori (quindici fissi più cinque a rotazione) dell’Ati che al momento gestisce i servizi cimiteriali del Comune. Insieme ai rappresentanti dei lavoratori, i soci delle cooperative Alis (capofila), Ultraservizi, Gea e Solco (in subappalto), vogliono protestare contro il nuovo bando che il Comune sta per pubblicare, «che taglia il monte ore fino al 43 per cento».

I lavoratori: la testimonianza

I tempi C’è infatti da riassegnare la gestione dei sedici cimiteri nel comprensorio ternano, per cui l’Ati cura sia le operazioni di tumulazione che il decoro degli spazi, verde compreso. Dal primo gennaio il servizio dovrà essere riassegnato e il Comune in questi giorni sta per pubblicare il bando. Ma da quanto emerge dalle determine dirigenziali finora pubblicate o in fase di pubblicazione, c’è qualcosa che non torna ai lavoratori. «In un primo momento – spiega Antonio Sabatini, della cooperativa Ultraservizi – è stata pubblicata una determina con alcuni punti e in una seconda fase è emerso un nuovo documento che di fatto stravolgeva il quadro. Di fatto con il nuovo bando si arriverebbe ad una riduzione sostanziale delle ore di lavoro, e quindi di stipendio, in tutti e tre i settori di intervento dell’Ati, ossia i servizi cimiteriali, quelli di pulizia e decoro, e quelli di manutenzione del verde».

I numeri Secondo i numeri ricostruiti dai rappresentanti dei lavoratori, i servizi di tumulazione e svolgimenti delle operazioni funerarie con il nuovo bando (predisposto con la formula del massimo ribasso, con spesa indicata di 39 milaeuro quando la soglia indicata è 40 mila) arriverebbero ad un taglio del 28,57 per cento; il settore della pulizia invece perderebbe il 40 per cento e il verde addirittura l’87 per cento, con un ribasso complessivo delle ore del 43,37 per cento rispetto alla situazione attuale. Per questo la volontà è di chiedere anche un incontro ai capigruppo in consiglio comunale, anche se il tempo stringe: il servizio attuale scade alla fine dell’anno e il nuovo bando punta a partire il primo gennaio 2019.

@tulhaidetto

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