venerdì 3 aprile - Aggiornato alle 09:44

Terni, emergenza personale al Polo Armi Leggere: ecco il piano del governo

Il caso finisce alla Commissione Difesa: «In arrivo dodici assunzioni». Nevi (Fi): «Troppo poco, siamo preoccupati»

di Massimo Colonna

Dodici nuovi assunzioni di personale per il Polo di Mantenimento Armi Leggere di Terni. Questo il piano del governo per il centro di eccellenza di viale Brin, che da tempo deve fare i conti con una carenza di organico per cui i sindacati hanno anche paventato il rischio collasso. I numeri sono stati esposti in Commissione Difesa alla Camera, dopo l’interrogazione presentata dal deputato Raffaele Nevi di Forza Italia. Un quadro che non soddisfa lo stesso Nevi, che si dice «preoccupato per il futuro del sito, visto che le necessità di organico sono molto maggiori».

I numeri La Commissione ha dunque fatto il punto della situazione sul programma di assunzioni in questo settore della Difesa. Su Terni in totale sono dodici le assunzioni previste, tra quelle appena concluse e quelle in programma nel prossimo futuro. «Nell’ambito della procedura concorsuale tesa ad assumere 10 unità di assistente tecnico per la motoristica, la meccanica e le armi – si legge nel documento del governo – sei erano destinate al Polo Mantenimento Armi Leggere di Terni. A conclusione di detta procedura, quattro vincitori hanno assunto servizio presso l’ente. Pertanto si sta procedendo, anche mediante apposita richiesta di rimodulazione al Dipartimento della Funzione Pubblica, all’assunzione di tutti gli idonei non vincitori al fine di esaurire la relativa graduatoria, ossia tre unità per il Polo di Terni. Con riferimento alle assunzioni straordinarie per il triennio 2019-2021, cinque sono destinate al Polo di Terni».

Nevi «Mi sarei aspettato una risposta più rassicurante su questo importante sito – ha spiegato Nevi dopo la seduta di Commissione – ma ho dovuto prendere atto che le unità aggiuntive previste sono veramente poche. Tutto questo è chiaro non può bastare a trovare una soluzione stabile che guardi al futuro con maggiore tranquillità. Attualmente infatti il sito ternano ha in pianta organica 282 elementi, invece che dei 380 previsti e a questo va aggiunto che 80 dipendenti attuali il prossimo anno andranno in pensione. Spero che venga fatto un ragionamento più complessivo su tutti questi Poli e si ragioni su come assicurare a queste realtà produttive una forza lavoro che gli consenta di esprimere al meglio le potenzialità e trasferire il know-how acquisito viste le lavorazioni di grandissimo livello che vengono realizzate».

@tulhaidetto

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