martedì 17 luglio - Aggiornato alle 13:57

Terni, crisi Iosa Carlo: chiesto dalla ditta il fallimento in continuità di esercizio

Concordato dichiarato inammissibile, ora in ballo il futuro di 140 lavoratori: impresa e sindacati puntano alla loro salvaguardia

 

Amianto (foto archivio)

di M. R.

Cinquantacinque anni di storia al servizio di innumerevoli imprese, anche fuori regione: questa la ditta Iosa Carlo di Terni, l’impresa che smaltisce rifiuti speciali, industriali, amianto e che occupa 140 lavoratori, preoccupati, quanto i loro rappresentanti, per la situazione di crisi finanziaria venutasi a creare un anno fa e la recente doccia fredda del tribunale che ha dichiarato inammissibile la proposta di concordato. Per la Iosa c’è il fallimento, ma l’impresa ha chiesto contestualmente l’esercizio provvisorio.

Continuità produttiva Un know how di eccellenza, un punto di riferimento per Ast ma per gran parte del Centro Italia, anche nell’ultimo anno, nonostante tutto. Nei mesi di pre-concordato infatti l’impresa ha versato regolarmente gli stipendi e prodotto fatturato, ma il debito pregresso con i vari Inps e Agenzia delle entrate si sa tende a lievitare nel tempo e poi in tanti anni di attività non deve essere difficile concatenare cause che possono portare alla crisi.

Iosa Il management ritiene che ad oggi ci siano comunque tutte le carte in regola per continuare a svolgere un’attività nella quale Iosa vanta esperienza, professionalità e qualità. La ditta, come da programma, ha incontrato lunedì i sindacati, i quali a loro volta incontreranno i lavoratori in assemblea come fa sapere Matteo Lattanzi della Filcams Cgil che dichiara: «Restiamo in attesa che il Palazzo di giustizia sciolga il nodo, va scongiurata in ogni modo la perdita di questi posti di lavoro; non se lo può permettere Terni». All’eventuale ok del tribunale seguirebbe la nomina di un uratore e quindi la ricerca di un soggetto in grado di rilevare l’azienda.

 

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