giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:49

Terni, comitato No inceneritori contro privatizzazione Asm: assemblea Sii slitta ancora

Idonei al concorso della multiutility di via Capponi in attesa di chiamata, ricevuti dalla terza commissione

 

di M. R.

«No alla privatizzazione di Asm». Il comitato No inceneritori Terni si schiera contro l’operazione che, secondo indiscrezioni, starebbe escogitando Palazzo Spada. Il tema non è nuovo ma, considerato il dissesto, la nuova giunta potrebbe accelerare sulla cessione dell’azienda per ripianare in fretta il debito. La favorita sarebbe Acea; l’acquisizione, secondo quanto pensano Thomas De Luca (M5s) e Valdimiro Orsini (Pd) farebbe di un accordo tra Comune e Acea di cui ha parlato il sindaco in un post Facebook, senza rendere noti i dettagli.

Patto Comune-Acea Non conoscono i termini del patto neppure i sindaci di tutta la provincia, soci della Sii. È lì che si gioca tutta la partita, sull’acqua. Lo scorso 28 novembre, i primi cittadini, che vantano un credito di 10 milioni con la Sii, hanno rifiutato l’approvazione del bilancio della società e fatto slittare l’assemblea al prossimo 12 dicembre. I giorni che restano serviranno proprio per fare luce sulla partita che sta giocando, pare in solitaria, Palazzo Spada con Acea. «No alla privatizzazione di Asm – spiega Fabio Neri del comitato No Inc –, significherebbe perdere ogni potere sui servizi pubblici essenziali». Acea a Terni ha un inceneritore, gestisce ad Orvieto la discarica Le Crete e vanta già un’importante partecipazione all’interno del Servizio idrico: «Abbiamo visto proprio lì cosa è successo con l’apertura al privato – dice ancora Neri – le tariffe sono salite e la realizzazione del nuovo acquedotto fa ancora discutere». All’assemblea pubblica sul tema hanno partecipato anche alcuni lavoratori di Asm.

Asm Intanto rispetto alla multiutility di via Capponi resta aperta la questione del comitato degli idonei al concorso Asm concluso nel 2016. Gli aspiranti lavoratori sono stati ricevuti dalla terza Commissione del Comune di Terni. «Questo incontro – raccontano – ha offerto l’opportunità di rappresentare ai consiglieri la situazione in cui si trovano gli idonei all’impiego. Il punto centrale è stato quello che a fronte delle aspettative accese dal bando di concorso, la metà degli idonei sta a casa da oltre due anni in attesa di essere chiamata, mentre pare che l’azienda persegue altre vie per soddisfare la necessità di manodopera. Sulla questione tutti i gruppi consiliari presenti hanno espresso la propria solidarietà, assicurando che non mancherà un approfondimento in tempi brevi su tutta la vicenda. La richiesta del comitato che ha destato maggiore attenzione è stata quella relativa all’assunzione degli idonei entro quest’anno, su questo punto la Commissione ha mostrato perplessità per i tempi troppo stretti, comunque il Comune cercherà di trovare una soluzione adeguata».

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