domenica 21 luglio - Aggiornato alle 23:15

Terni, all’ex Fabbrica d’Armi iniziano i tagli ai settori e arriva un generale da Roma

I sindacati rilanciano il nodo organico: «Senza un piano straordinario del ministero il polo è a rischio chiusura»

di Massimo Colonna

«Senza un piano straordinario del ministero si va verso la chiusura di questo insediamento logistico». E’ quanto scrivono in una nota i sindacati di Rsu, Cgil, Cisl e Uil per rilanciare la questione occupazionale alla Ex Fabbrica d’Armi, oggi Polo di Mantenimento Armi Leggere. E intanto nello stabilimento di viale Brin è iniziato l’accorpamento di alcuni reparti e a breve potrebbe arrivare anche un generale da Roma, mandato dal ministero, per guidare l’attuale delicata fase organizzativa. In più, il sistema quota 100 potrebbe accelerare i pensionamenti creando ulteriori disagi.

I numeri Secondo i conti dei sindacati nel giro di tre o quattro anni la pianta organica di 384 dipendenti civili scenderà, per effetto dei pensionamenti, a 280 alla fine di quest’anno, per poi arrivare a 182 nel 2022. La maggior parte dei dipendenti attuali ha preso servizio tra i 35 e i 40 anni fa. «Il tutto senza considerare quota 100 – scrivono i rappresentanti dei lavoratori – che aumenterà i disagi dovuti a ulteriori pensionamenti, causando una disastrosa dispersione del know-how, ma anche gravi conseguenze nel settore amministrativo».

Le ultime assunzioni L’ultimo concorso aperto su questo fronte riguarda l’assunzione di una decina di posti, di cui sei da operaio, arrivato dopo i colloqui tenuti con l’ex ministro Roberta Pinotti anche a seguito degli atti di indirizzo presentati dal consigliere del Partito democratico Francesco Filipponi. La pianta organica futura, quella approvata lo scorso anno e valida per tre annualità, prevede l’ulteriore arrivo a Terni di tre o quattro unità, sui 274 in tutta Italia. Ancora troppo poco dunque per il Polo di Mantenimento. Nel frattempo i tre magazzini all’interno dello stabilimento, quello della ricezione, dello smistamento e dell’invio dei pezzi,  potrebbero diventare uno solo. Con una conseguente limitazione di occupazione, visto che delle sei persone impiegate nei tre settori, ne resteranno soltanto due. «Per questo – scrivono i sindacati –  chiediamo l’apertura di un tavolo tecnico con i rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali».

Il gesto del consiglio Intanto il consiglio comunale di Terni nella seduta di giovedì ha approvato con 17 voti favorevoli, 1 contrario e 9 astenuti, la proposta di delibera avanzata dal sindaco Latini e dalla giunta per il conferimento «della cittadinanza onoraria al Polo di Mantenimento delle Armi Leggere di Terni». «Il 19 marzo 2019 è stato celebrato il 145° anniversario della costruzione della Regia Fabbrica d’Armi, approvata con R.D 19 marzo 1874 del Re Vittorio Emanuele, una ricorrenza che la Città di Terni ha voluto sottolineare tributando la Cittadinanza onoraria a testimonianza dei più alti sentimenti di riconoscenza a questa Istituzione e al personale civile e militare che si è succeduto nei quasi 150 anni di storia i quali hanno contribuito in materia determinante allo sviluppo economico, sociale, industriale e culturale della stessa comunità ternana».

@tulhaidetto  

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