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mercoledì 17 agosto - Aggiornato alle 23:57

Taglio tubi Ast, attività ripresa a pieno regime ma contratto Tct in mano ai legali

Tira e molla tra privati per chi chiede aumento e chi vuole prezzi ridotti: da viale Brin ancora nessuna convocazione per i sindacati

Photo by 𝓴𝓘𝓡𝓚 𝕝𝔸𝕀 on Unsplash

di M.R.

Acciaieria e navette coi prodotti del Tubificio viaggiano dal sito di Acciai speciali Terni al capannone Tct di Gino Timpani ormai con regolarità. Dopo lo stop, alla base del quale ci sarebbe il tira e molla sulle condizioni contrattuali per il servizio di taglio e spedizione tubi al cliente finale di Ast, la mobilitazione sindacale passata per le assemblee dei lavoratori e per la stampa, con dichiarazioni rese anche dai titolari delle due aziende in questione, ha restituito una normalità almeno apparente alla quotidianità degli oltre 50 dipendenti recentemente costretti alla cassa integrazione a rotazione per scarico di lavoro.

Caso Ast-Tct Ad ogni modo, per quel che si apprende, il casus belli tra Arvedi e Timpani non avrebbe ancora trovato soluzione. Alla richiesta di un incremento del prezzo per il taglio dei tubi, Arvedi ha replicato al proprietario della società Tct la propria necessità di rivedere anzi quegli importi a ribasso. Il braccio di ferro consumatosi via mail, sarebbe ora finito in mano ai rispettivi legali delle due aziende e non è escluso che sul tavolo della trattativa possa essere valutata anche l’ipotesi che Ast si faccia in qualche modo carico del servizio magari avanzando proprio la richiesta di acquisire macchinari e manodopera dalla società Tct, che per ora svolge un ruolo essenziale per finire il prodotto del Tubificio.

Avvocati in campo Secondo indiscrezioni, il rapporto tra le parti pare fosse stato rivisto solo lo scorso anno a vantaggio di Tct e la cosa, sotto gli occhi di Arvedi, rischierebbe di mettere in cattiva luce anche qualche dirigente. Intanto ha suscitato l’indisponibilità del cavaliere ad assecondare un ulteriore aumento e anzi dalle dichiarazioni riportate da Umbria24 l’intenzione dell’acciaiere di Cremona è quella di ridurre i costi per taglio e spedizione tubi. Per tale ragione il contratto è in mano agli avvocati e le soluzioni ipotetiche sono diverse. A Fim e Fismic intanto non è ancora arrivata alcuna convocazione in viale Brin ez visto che i dipendenti Tct hanno ripreso a lavorare, il cavaliere potrebbe non ritenere di concedere l’incontro. Strategia questa, che potrebbe disincentivare la richiesta di confronto su tutte le questioni poste da Fiom in questo contesto. Sul tavolo degli uffici della torre Pix comunque, giace già l’istanza di Cgil, Cisl e Uil per approfondire il tema degli appalti. In assenza di riscontro è promessa mobilitazione. Alla vigilia di una lunga fermata produttiva estiva, nessuna novità (almeno sotto il sole) su quell’Accordo di programma che Ast sperava di sottoscrivere con le istituzioni a settembre. La questione scotta: quel patto è la base per accendere gli investimenti di un piano, peraltro, illustrato in mezz’ora in un’unica slide.

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