domenica 23 febbraio - Aggiornato alle 02:45

Taglio del cuneo fiscale, da luglio buste più pesanti per 240 mila umbri: i dettagli

Da luglio cresce il ‘bonus Renzi’ per 181 mila umbri. Ma la platea si amplierà di altri 58 mila lavoratori: fino a 100 euro netti in più in busta paga

di Iv. Por.

Da luglio le buste paga di 16 milioni di italiani saranno più pesanti. La Legge di Bilancio 2020 ha stanziato 3 miliardi di euro per il 2020 per la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti: risorse destinate a rideterminare l’attuale bonus Irpef (meglio conosciuto come “bonus Renzi”), ampliandone l’ammontare ed estendendone la platea. Giovedì sera il via libera definitivo del Consiglio dei ministri che dettaglia il provvedimento.

Più soldi per 240 mila umbri Attualmente in Umbria i beneficiari del bonus Renzi (quindi con reddito fino a 26.600 euro) sono 181.722. Per loro dal primo luglio si passerà da 80 a 100 euro netti in busta, quindi con un aumento di 20 euro. Col nuovo bonus poi la platea si amplierà di altri 58.280 lavoratori che percepiscono tra 26.600 e 40 mila euro. In totale, dunque, a percepire il bonus in busta paga saranno 240.002 umbri.

Fino a 40 mila euro di reddito Chi percepirà un aumento più consistente saranno i lavoratori che percepiscono tra 26.600 e 28 mila euro: per loro ci saranno 100 euro in più al mese in busta paga. Al di sopra di tale soglia, l’importo decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro in corrispondenza di un reddito di 35 mila euro. Superato tale livello, l’importo del beneficio continua a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40 mila euro di reddito.

Gualtieri: «Gesto di equità» «L’accordo con i sindacati sul taglio del cuneo fiscale con cui alzare i salari netti per 16 milioni di lavoratori con redditi medio bassi è molto positivo – commenta il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri -. Aumentiamo gli attuali 80 euro a 100 euro netti in busta paga per tutti gli attuali percettori del bonus fiscale ed estendiamo il beneficio ad altri 4,3 milioni di lavoratori dipendenti che fino a oggi ne erano esclusi. È il primo tassello di una più ampia riforma fiscale con cui il governo vuole sostenere lavoro e crescita in una logica di equità».

I commenti sono chiusi.