martedì 4 agosto - Aggiornato alle 19:59

Taglio del cuneo fiscale, da oggi 100 euro in più nella busta paga di 209 mila dipendenti umbri

Lo studio della Caf Uil regionale: «Integrazione utile ma serve riforma complessiva delle detrazioni fiscali»

Partono dal primo luglio i primi benefici per i lavoratori dipendenti legati alla riduzione del cuneo fiscale, come annunciato dal governo. Una misura che riguarderà 209 mila cittadini umbri, secondo i conti del Caf Uil Umbria. «I benefici sono – spiega il sindacato in una nota – il frutto di un’ampia campagna di mobilitazione promossa dalle confederazioni sindacali Uil-Cgil-Cisl avviata negli scorsi mesi e che ha portato a uno stanziamento di risorse aggiuntive proprio per il finanziamento di interventi di riduzione del  cuneo fiscale».

Le novità fiscali in busta paga La norma prevede nei fatti il superamento del precedente bonus Renzi, un incremento delle cifre erogate ed un ampliamento dei percettori di ulteriori circa 4 milioni di contribuenti lavoratori dipendenti, fino a raggiungere una platea potenziale superiore a 15 milioni di beneficiari. Si tratta di una integrazione esentasse, in quanto non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef ed è sterilizzata ai fini previdenziali ed assistenziali. Da tener presente che queste misure, per il  momento, avranno una durata temporanea, in quanto lo stanziamento di 3 miliardi copre fino a dicembre 2020, mentre la sua proroga al 2021 dovrà essere oggetto di ulteriore intervento.

La cifra Quali sono dunque le novità che riguarderanno le buste paga di milioni di lavoratori dipendenti e, fra questi i 209 mila subordinati  che vivono e lavorano in Umbria? I percettori di redditi lordi fino a 28 mila euro percepiranno su base mensile una integrazione al reddito pari a 100 euro. Per i titolari di redditi fino a 26,6 mila euro in realtà l’importo riassorbe fino a concorrenza l’assegno precedentemente percepito, conosciuto come bonus Renzi, mentre per la fascia da 26,6 a 28 mila euro, si tratta di una novità assoluta e si sostanzierà in un incremento reale di pari importo. La fascia reddituale ulteriore e fino ai 35 mila euro sarà interessata da una correzione progressiva che riduce il beneficio – che però si trasforma tecnicamente da trattamento integrativo dei redditi da lavoro dipendente ed  assimilati in detrazione d’imposta – scendendo gradualmente da 100 ad 80 euro, importo che  verrà raggiunto proprio in corrispondenza della soglia dei 35 mila euro lordi di retribuzione. Infine, oltre i 35 mila euro scatterà un meccanismo di ‘decalage’, con riduzione ulteriore della detrazione d’imposta che si azzererà di fatto al raggiungimento di una retribuzione corrispondente a 40 mila euro.

La fotografia in Umbria Vediamo l’impatto di queste novità nella platea umbra dei 209 mila lavoratori subordinati della regione. Le elaborazioni del Caf Uil dell’Umbria non possono che partire dalla fotografia, per  quanto parziale e non esaustiva di tutte le situazioni lavorative (sono esclusi infatti i lavoratori agricoli e domestici). Un primo dato interessante evidenzia la preponderanza del genere maschile fra i lavoratori dipendenti pari al 57,5 per cento contro il 42,5 per cento, a riprova di un sistema che penalizza l’occupazione femminile. Da un punto di vista anagrafico, se suddividiamo la platea dei lavoratori dipendenti per età emerge la scarsa presenza dei giovani under 29 (20,1%, a conferma delle oggettive difficoltà di entrata nel mercato del lavoro), una presenza maggiore della fascia 30-44 (38,1%), poi dalla fascia 45-54 (26,7%), seguita a gran distanza dal gruppo 55-64 (13,9%). Una curiosità: l’1,2% è costituita da lavoratori attivi ultrasessantacinquenni. Se andiamo a valutare le qualifiche scopriamo che gli operai riguardano il 55,6% dei dipendenti, percentuale che scende al 36,6% per la classe impiegatizia. Se passiamo alle alte professionalità costituite da Quadri e Dirigenti si aggiunge un altro 3,8%, mentre l’ultima fetta che chiude la torta è costituita dagli apprendisti ed altre situazioni professionali residuali che sommano un ulteriore 4%. L’esame delle qualifiche ci consente di verificare come il lavoro operaio sia una prerogativa prevalentemente maschile (il 67% degli addetti), nell’ambito impiegatizio la situazione si ribalta (58% donne), la questione di genere riemerge con tutta la sua problematicità nelle alte professionalità con le donne che si attestano al 27%, per ulteriormente scendere ad un misero 17% nel sotto-segmento dei dirigenti. Se guardiamo ai dati relativi all’andamento delle retribuzioni, principale parametro che verrà considerato ai fini dell’erogazione dei benefici collegati alla riduzione del cuneo fiscale (salvo conguaglio a fine anno), stimiamo che la gran parte dei 209 mila dipendenti umbri, distribuiti per 161 mila unità in provincia di Perugia e 48 mila in quella di Terni, potrà percepire il bonus, totalmente o parzialmente, poiché il dato retributivo medio mensile si colloca a 1417 euro, sensibilmente più basso di quello che si registra nelle regioni dell’Italia centrale (1541 euro) e ancor più rispetto alla media italiana (euro 1595). Il dato ovviamente è una media ponderata che tiene conto sia dei livelli stipendiali della maggioranza dei  lavoratori con contratto a full time, sia del buon terzo di occupati umbri a tempo parziale, dove il confronto è fra i 1708 euro di un tempo pieno contro gli 825 euro di un part-time. In questa classifica a primeggiare sono i lavoratori del ternano che raggiungono una media retributiva mensile di 1436 euro rispetto ai perugini che si fermano a 1411, con una differenza su base mensile pari a +25 euro.

Le valutazioni del Caf «Il taglio del cuneo fiscale – scrive il Caf Uil Umbria – tenderà ad avvantaggiare come è giusto che sia proprio le fasce di lavoratori meno ricche, dove troviamo insieme alla stragrande maggioranza dei giovani anche una buona fetta di lavoratrici dipendenti. Ovviamente il giudizio che diamo come Caf Uil dell’Umbria non può essere che positivo, pur rimanendo convinti della necessità di inquadrare questi provvedimenti all’interno di una riforma complessiva del sistema delle detrazioni fiscali – ce ne sono in circolazione alcune centinaia – molte delle quali sconosciute alla gran parte dei contribuenti. Anche il costante ricorso all’utilizzo di bonus temporanei, pur quando riducono tasse al popolo della ritenuta alla fonte, andrebbe riconsiderato per i potenziali effetti distorsivi sui meccanismi di progressività nell’imposizione fiscale, elemento cardine e costituzionalmente garantito, all’interno del sistema tributario italiano. Si tratta quindi di un primo passo sulla lunga strada di una maggiore giustizia ed equità fiscale, che andrà perseguita tutelando anche l’altra fascia di contributori netti dell’Irpef: i pensionati».

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