venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 19:58

Tagina, si stringe con gli acquirenti. Paparelli: «Qualcosa si muove, giovedì nuovo incontro»

L’assessore regionale risponde all’interrogazione di Smacchi (Pd): «Non posso svelare informazioni riservate ma verifichiamo se ci sono condizioni di rilancio»

Lavoratori Tagina sotto alla Regione © Fabrizio Troccoli

«Ci sono diversi soggetti interessati a Tagina. Giovedì pomeriggio ci sarà un altro incontro. Metteremo a disposizione dei potenziali acquirenti tutta la strumentazione regionale disponibile per lo sviluppo e la riqualificazione e la tutela dei lavoratori. Ci sono altre informazioni di carattere riservato che non posso dire in questa sede, posso dire genericamente che le acque si stanno muovendo e stiamo stringendo per vedere se ci sono concrete disponibilità di voler rilanciare l’azienda». L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Fabio Paparelli, lo annuncia rispondendo a una interrogazione del consigliere Andrea Smacchi (Pd), relativa a «tempi e azioni che si intendono definire nel breve periodo per sostenere il rilancio della Tagina di Gualdo Tadino».

FOTOGALLERY: LAVORATORI AL BROLETTO

La situazione «A partire dal 2010 – ha esordito l’assessore – sono iniziate le difficoltà per il venir meno della domanda interna e di mercati come la Russia, quindi è stato aperto un tavolo di confronto con l’azienda, è stata attivata l’unità di crisi, l’azienda ha manifestato la precisa volontà di cambiare strategia, noi abbiamo assicurato il nostro supporto con investimenti di 8 milioni di euro per il nuovo impianto, sono stati attivati gli ammortizzatori sociali, ma le difficoltà permangono e si cerca di trovare nuovi finanziamenti. Sono in corso trattative che finora non hanno portato a conclusioni positive. La società ha garantito la continuità produttiva, poi dall’8 dicembre c’è stata la chiusura delle attività per manutenzione ordinaria e i lavoratori sono in Cig straordinaria. Diversi soggetti risultano interessati all’azienda. Ai primi di febbraio risale la richiesta di concordato in continuità, che entro 100 giorni porterà a un nuovo piano o alla ristrutturazione dei debiti. Quindi l’azienda è protetta dalle rivendicazioni dei creditori ma ora devono intervenire fattori utili alla ripartenza degli impianti. La Regione svolge un ruolo puntuale di verifica».

Smacchi: «Fare presto» Nella replica conclusiva, Smacchi ha sottolineato come ci sia «un impegno costante sul tema ma vorrei sottolineare che ci dobbiamo dare un tempo: se nel giro di qualche settimana non ci fossero novità, sarà necessario il riconoscimento dello stato di crisi, ma non è questo l’obiettivo primario, che è invece la ripresa delle attività».

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