giovedì 20 settembre - Aggiornato alle 22:53

Tagina, Di Maio va a Gualdo e non invita la Regione. Sindaco: «Saputo da mia cugina»

Il ministro alle 8.30 in azienda. Imbarazzo per lo sgarbo istituzionale. Sul blog M5s: «Nessun ritardo. Se Pd vuole venire…»

Luigi Di Maio ©Fabrizio Troccoli

di Iv. Por.

Il ministro Luigi Di Maio va a Gualdo Tadino, anticipando la visita alla Tagina alla prima mattina di giovedì, anziché al pomeriggio. Orario: 8.30 ma ai lavoratori è arrivata la richiesta di essere già tutti all’interno per le 7.45 per motivi di sicurezza. Una visita che fa seguito all’ormai famoso post Facebook in cui il ministro rivendicava il salvataggio dell’azienda, dopo l’approvazione dell’emendamento al Milleproroghe che apre le porte agli ammortizzatori sociali, post duramente criticato dal vicepresidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, e dal sindaco di Gualdo, Massimiliano Presciutti.

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Sindaco: «Invito da mia cugina» Fra l’altro, Presciutti è stato l’unico esponente delle istituzioni locali a essere invitato, anche se in modo abbastanza inconsueto: «Tramite mia cugina Stefania Troiani, consigliere comunale M5s di Gualdo Tadino, che mi ha detto di parlare a nome della segreteria del ministro». Niente, invece, alla presidente della Regione Marini, tantomeno a Paparelli o all’unico consigliere regionale gualdese, l’ex sindaco forzista Morroni. Imbarazzo per l’esclusione ci sarebbe da parte dell’azienda e dei sindacati (che saranno alla Tagina), anche perché un po’ tutti sono coscienti che le risorse per la cassa integrazione sono state sbloccate sì dal governo, ma provengono da un plafond della Regione Umbria.

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Sul blog Per preparare la strada all’arrivo di Di Maio, ma anche per rispondere alle accuse di fare propaganda politica che gli sono piovute dopo il post, arriva un lungo intervento sul Blog delle stelle dal titolo ‘La vera storia del salvataggio della Tagina’ a firma di Giorgio Sorial, vice capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, dai toni a sua volta abbastanza duri contro sindaco e Regione.

Colpa del Jobs act Dopo aver ricostruito la storia della crisi della Tagina, si arriva fino all’acquisizione da parte di Saxa Gres e alla scadenza della cassa integrazione ordinaria del 3 agosto scorso, motivo delle reiterate richieste di lavoratori e istituzioni di fare presto al ministero per un prolungamento che consentisse di attuare il piano di rilancio (e anche delle accuse a Di Maio di rivendicare i meriti nonostante il ritardo nell’intervento). Ma il prolungamento degli ammortizzatori sociali, spiega Sorial, non era possibile «per colpa del Jobs Act, che ha modificato la normativa eliminando la possibilità – per le imprese che presentavano un programma di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale a seguito di una avvenuta significativa trasformazione del loro assetto proprietario, che avesse determinato rilevanti apporti di capitali ed investimenti produttivi – di non computare eventuali periodi di Cigs già utilizzati prima della trasformazione societaria».

Nessun ritardo Per questi motivi, «fin da primi di luglio – ricostruisce Sorial – vi è stata una corrispondenza tra gli uffici del ministero del Lavoro e l’azienda, a cui è seguito un incontro al ministero dello Sviluppo economico con i titolari dell’azienda per formalizzare il percorso da intraprendere». Che poi è stato quello dell’equiparazione dell’area ex Merloni alle “aree di crisi complessa” bypassando il divieto di estendere gli ammortizzatori. «Chi oggi parla “a vanvera” di ritardi nella cassa integrazione – attacca l’esponente M5s -, chiaramente nonostante il ruolo politico, poco comprende delle tematiche inerenti le politiche dello sviluppo economico, del lavoro e dell’integrazione salariale. Comprendo così la grande frustrazione che stanno manifestando in queste ore dalle parti della giunta della Regione Umbria (a guida Pd) e nei pressi degli uffici del Sindaco di Gualdo Tadino (Pd) nell’apprendere che la situazione di incertezza perpetrata negli anni per un’azienda e per i loro lavoratori, sia conseguente alle controproducenti politiche del precedente Governo nazionale, del loro stesso colore politico. E non vorrei nemmeno essere nei loro panni, nel leggere che proprio l’impossibilità nel fornire la cassa integrazione per accompagnare la società nella ripartenza e nello sviluppo, sia frutto di un provvedimento quale il Jobs Act, così tanto sbandierato e decantato proprio da lor signori. Ma si sa, ormai a seguito degli importanti, e continui risultati che stiamo ottenendo per i lavoratori e per le imprese, a rosicare sono in tanti».

«Se vogliono venire..» Quanto alla mancanza di inviti a Gualdo per la visita di Di Maio «se qualcuno del Pd volesse venire a dirci qualcosa personalmente –  conclude Sorial – saremo ben lieti di vederli uscire dalle pagine patinate dei giornali di partito, da cui dichiarano falsità, e vederli finalmente in mezzo alla gente, magari a raccontare a quegli stessi lavoratori che attendevano risposte, del perché di certi loro provvedimenti che hanno imbrigliato lo sviluppo del Paese e dei lavoratori».

 

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