martedì 11 dicembre - Aggiornato alle 17:14

Tagina, lavoratori dimenticati dal governo scrivono a prefetto: «Pronti a proteste eclatanti»

Lettera con richiesta di incontro urgente: «Vergognoso mettere a rischio il futuro di 150 famiglie»

Una manifestazione degli operai Tagina

Una lettera al prefetto per denunciare il «forte malessere che i lavoratori stanno vivendo a causa dell’incertezza del loro futuro lavorativo». I sindacati la hanno spedita per conto degli addetti della Tagina, la fabbrica di ceramiche di alta qualità di Gualdo Tadino, che dopo l’acquisizione da parte di Saxa Gres si trova in mezzo al guado: a giugno sono riprese le prime attività lavorative, ma per tornare a produrre a pieno ritmo, per fare nuovi investimenti e la relativa formazione per i lavoratori, oggi è più che mai necessario un periodo di ammortizzatori sociali. Ma dal governo sembrano ignorare la situazione.

Lettera al prefetto Nella richiesta di incontro urgente, inviata martedì 7 agosto, i sindacati ricordano come «non più tardi della scorsa settimana, in mancanza di una risposta che tarda ad arrivare dal ministero del lavoro e dello Sviluppo economico vista la scadenza (3 agosto 2018) della cassa integrazione ordinaria, per mantenere i lavoratori in forza ed evitare il licenziamento in massa della maggioranza delle maestranze, abbiamo con sacrificio, sottoscritto un accordo con l’azienda che prevede la copertura del mese di agosto con ferie e R.O.L. fino a capienza e, per i giorni restanti, con permessi giustificati ma non retribuiti. Questo ennesimo sacrificio economico metterà nuovamente a dura prova i lavoratori e le loro famiglie che ormai da tempo stanno soffrendo».

Pronti a proteste Data la situazione, Filctem Cgil e Femca Cisl sottolineano come «in assenza di segnali confortanti dalle sedi opportune, ci vedremo costretti a mettere in campo delle iniziative di mobilitazione presso le stesse sedi ministeriali anche durante la pausa estiva. Riteniamo infatti vergognoso – aggiungono – che non si stia tenendo in giusta considerazione il fatto che i 150 lavoratori e le loro famiglie siano a rischio, in una zona quale quella della fascia appenninica, colpita pesantemente dalla crisi, che non può permettersi una perdita di posti di lavoro di questa entità».

 

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