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sabato 28 gennaio - Aggiornato alle 12:13

Sviluppo economico, dalla siderurgia alla chimica: il settembre caldo della Conca

Governo da rifare e Aiuti-bis da discutere. Sui tavoli istituzionali l’accordo Ast, l’operazione Asm-Acea e il futuro di Treofan

 

di Marta Rosati

Si aprirà con il tavolo Treofan in programma al ministero dello Sviluppo economico il 5, il settembre caldo dell’industria ternana. Il giorno successivo, in piena campagna elettorale dato il voto del 25, il Senato si riunirà per discutere il decreto Aiuti-bis, che prevede disposizioni a supporto degli interventi già previsti da Pnrr. Le risorse potranno essere programmate per il finanziamento di iniziative di particolare rilevanza e tra questi ci sono gli interventi di ambientalizzazione degli impianti siderurgici. Chissà che non rappresenti dunque uno strumento indispensabile agli investimenti annunciati da Arvedi per Acciai speciali Terni, altra partita sotto i riflettori. A tenere banco del resto, come da patto di riqualificazione prorogato sino al marzo del 2024 nell’ambito dell’Area di crisi complessa, sono la chimica e la siderurgia. Ma il prossimo mese a Terni si tornerà a parlare anche dell’operazione Asm-Acea.

Treofan Il confronto tra il liquidatore nominato dalla società indiana Jindal, i sindacati, le istituzioni, Confindustria e la task force del dicastero dovrebbe essere l’occasione per fare finalmente il punto sul futuro del sito che produceva film di polipropilene e che, stando agli ultimi annunci, nonostante il mercato delle pellicole sia in rapida crescita e vi sia l’intenzione di restituire al polo ternano di piazzale Donegani anche un centro di ricerca, è destinato a una società che nulla ha a che vedere con la chimica. Si parla di Hgm, attiva nelle telecomunicazioni. Tale stato di cose, tra le maestranze ormai in cassa integrazione da un anno e mezzo e fino al proossimo febbraio senza ad oggi possibilità di proroga, ha destato più di qualche perplessità; in particolare c’è il timore di rimanere fuori, per effetto di una ricerca di professionalità non in linea col know how sin qui acquisito anche in tanti anni di servizio, se non anche per l’età anagrafica. La speranza dei circa 120 coinvolti è che sia almeno presa in considerazione, e casomai ne sia motivata l’esclusione, anche l’ultima manifestazione d’interesse che, diversamente dall’altra, prevede la continuità produttiva. Ancora rispetto alla chimica, nel Narnese da segnalare la recente proroga al dicembre 2025 concessa ad Alcantara per completare, tramite contributi pubblici, il programma di sviluppo in innovazione del processo produttivo.

Ast Quanto alla siderurgia, dalla quale trae giovamento anche la chimica (nel caso ad esempio di Sangraf, che a Nera Montoro produce ellettrodi di grafite per forni etettrici d’acciaieria), chissà che col nuovo Governo non si raggiunga il tanto atteso Piano, giustamente definito una ‘cartella vuota’ in occasione dell’Agorà Dem di alcuni mesi fa. Di sicuro il cavaliere Arvedi, soprattutto tramite il vcapo delle relazioni industriali Giampiero Castano, andrà a chiedere il conto del patto di territorio richiesto dal suo arrivo a Terni e al quale ha vincolato gli investimenti da un miliardo in cinque anni. Nell’ottica della decarbonizzazione e dell’obiettivo idrogeno, come di tutte le azioni di sviluppo fino alle lavorazioni di finitura dell’acciaio magnetico, un ruolo decisivo lo giocheranno anche le istituzioni locali. Il banco di prova politico, quando le elezioni, almeno le amministrative saranno praticamente ormai a un passo, sarà allora presto servito. Settembre, e i mesi a seguire, non a caso saranno quelli destinati a diverse inaugurazioni, PalaTerni e parco di Cardeto su tutte.

Asm-Acea A ‘scottare’, tra le altre cose (l’atteso piano del commercio compreso), sul tavolo del Comune di Terni c’è poi l’operazione Asm-Acea. Il dibattito nell’aula di Palazzo Spada è destinato a riprendere presto, dopo che la società romana ha sciolto i nodi riservatezza che avevano fatto volare stracci in Terza commissione. Al comsiglio comunale spetta l’ultima parola su quella che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato definisce ‘acquisto da parte di Acea del controllo esclusivo di Asm Terni S.p.A. e che le istituzioni al governo della città salutano come rafforzamento finanziario e industriale del gioiellino di via Capponi, la multi-utility oggi interamente posseduta dal Comune di Terni, attiva nel settore dei servizi pubblici locali sui quali l’antitrust si è già espresso: settore idrico, della produzione e distribuzione di energia elettrica, della gestione integrata dei rifiuti urbani, della distribuzione gas, della vendita di energia elettrica e gas, del trattamento dei fanghi e dell’illuminazione pubblica (per la quale ci sono degli aggiustamenti da fare). Il rafforzamento della compagine societaria, stando alle indiscrezioni, dovrebbe valere stabilizzazioni e nuove assunzioni, per le quali si farà riferimento a graduatorie a scorrimento, stilate in fase concorsuale. Da questo punto di vista, visto che a più riprese anche il sindaco Latini ha parlato di impatto sociale positivo, va sottolineato come, con l’ingresso di Acea, cadrà il vincolo dei concorsi per il quale, come denunciato dai vertici Asm, si finisce spesso per tenere fuori mercato giovani freschi di laurea e maggiormente preparati rispetto a coloro che hanno la pensione come obiettivo nel breve-medio termine. Per come sono iniziate le discussioni, il dibattito interno alla massima assise si preannuncia particolarmente acceso e poi su tutta la partita c’è l’occhio vigile dei sindacati.

 

 

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