martedì 24 ottobre - Aggiornato alle 11:46

Spoleto, cresce l’impegno dei profughi per il decoro in centro storico e nei cimiteri

Nuovo patto tra Comune, Ase e coop Il Cerchio: cinque giovani tutte le mattine all’opera in giardini e piazzette

di C.F.

Diventano cinque i profughi impegnati in servizi di pubblica utilità in città. Arrivati a Spoleto nell’ambito dell’Emergenza sbarchi, il gruppo dei 42 richiedenti asilo allarga il proprio impegno in città, non soltanto in termini numerici ma anche di raggio d’azione: dai due migranti da tempo impegnati in attività volontarie al cimitero monumentale, infatti, si passa ai cinque che eseguiranno manutenzioni leggere e interventi di decoro urbano in 35 campi santi e in varie zone del centro storico.

Più profughi impegnati in lavoretti di pubblica utilità È questa la sostanza del patto siglato giovedì mattina dal vicesindaco Maria Elena Bececco, dall’ingegnere Giovanni Scatolini a capo dell’Ase e da Costantino Cacciamani e Patrizia Costantini, per l’associazione Il Cerchio e I miei tempi che gestiscono l’accoglienza coi progetti Emergenza Sbarchi e Sprar (in cui sono inseriti un’altra quarantina di richiedenti asilo). I cinque giovani sono stati selezionati principalmente sulla base della conoscenza della lingua, preferendo quindi chi già da tempo frequenta i corsi di italiano. Tutti hanno subito dato disponibilità per essere operativi dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13, orario stabilito per le attività previste, nelle quali saranno comunque affiancati da personale Ase.

Patto tra Comune e Cerchio Non è stata prevista alcuna retribuzione, né rimborsi, come in tutti gli altri territori in cui queste attività sono state realtà da tempo, così come non potranno maneggiare attrezzi particolari né tanto meno macchinari: «È la parola dignità a contraddistinguere questo protocollo – ha detto Bececco – ed è un segnale importante perché si tratta di un accordo che permetterà ai ragazzi ospitati a Spoleto di svolgere attività socialmente utili a favore della comunità». A entrare nel merito è l’ingegner Scatolini: «Fanno e faranno manutenzioni leggera nei luoghi dove, come Ase, siamo chiamati ad effettuare altri tipi di lavori. Stiamo cercando di inserirli all’interno di un ciclo di lavoro che può aiutare a rendere migliore la città, specialmente nel centro storico, anche se in questa prima fase ci concentreremo sui trentacinque cimiteri di Spoleto». Il vicepresidente della coop Il Cerchio ha poi parlato di «ragazzi che hanno voglia di dare un contributo alla comunità, da parte nostra c’è uno sforzo per far sì che tutto questo avvenga all’insegna della dignità».

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