di Letizia Biscarini, Maria Sole Giardini, Giorgia Olivieri e Maria Giulia Pensosi
Le tasche degli umbri pesano poco e, metaforicamente parlando o forse no, anche per spingere il carrello della spesa ci vuole meno forza. Famiglie in crisi per le bollette, per i prezzi dei carburanti e ora anche per i prodotti alimentari. Insomma il caro vita allarma dal Perugino al Ternano e costringe a fare scelte diverse sulla tavola. Occhio al risparmio, agli sconti, alle promozioni e paura per il futuro: «È in arrivo un periodo fatto di rinunce».
Voci perugine Per il momento, secondo le testimonianze raccolte da Umbria24, i consumatori del capoluogo di regione non sembrano aver modificato le loro abitudini alimentari in termini di dieta; ciò che è cambiato invece, è l’approccio con cui si va a fare la spesa. Occhio di riguardo alle offerte nel Perugino e c’è chi non nega di fare sempre più affidamento ai discount piuttosto che ai grandi supermercati di marca. È comunque impossibile rinunciare ad alcune categorie alimentari: «Indispensabili frutta e verdura – spiega una cittadina – mentre sui latticini cerco di tagliare». A fare la differenza nel carrello della spesa sono le quantità. I consumatori, infatti, spiegano di voler «stare attenti agli sprechi». Anche i responsabili dei supermercati hanno notato una significativa contrazione nella mole degli articoli acquistati. Come testimonia Daniele Soccolini, direttore punto vendita Conad di Sant’Erminio, «la spesa è diminuita in termini di quantità, più cose essenziali e meno marche». Sia da parte dei consumatori che degli esercenti arriva la previsione di una stagione autunnale fatta di rinunce, specialmente per via degli aumenti delle bollette: «Se dovesse capitare una crisi grave sarebbe un problema, c’è da aspettarsi di tutto». «Le abitudini della gente cambieranno veramente andando avanti – conclude Soccolini – in particolare quando questo inverno arriveranno le mazzate delle bollette del gas».
Voci ternane «I prezzi non sono aumentati, sono raddoppiati». È la triste testimonianza riportata dai cittadini ternani che sono costretti ora più che mai a stare maggiormente attenti a cosa mettono nel carrello della spesa. Tra i consumatori spiccano rinunce e preoccupazioni: «Gli stipendi restano gli stessi – spiega una cittadina – ma i prezzi aumentano sempre di più». C’è anche chi, soprattutto anziani pensionati, sembra non si sia accorto dell’aumento dei costi: per alcuni addirittura «non è cambiato molto», ma per la maggior parte le abitudini sono diverse eccome. Si fa ora più che mai attenzione alle offerte di volantino ma c’è anche chi decide di testare diversi supermercati per creare un vero e proprio “schema di risparmio”. Insomma anche i ternani sono preoccupati per il futuro, stanno attenti a dove e come fanno la spesa, i discount si riempiono mentre le catene più “famose” si svuotano, i prodotti in offerta finiscono rapidamente e si rinuncia sempre di più a qualcosa ora “troppo caro” che prima, invece, ci si concedeva.
Il dato nazionale L’inflazione sta colpendo il mercato alimentare italiano con un ritmo sempre più incalzante: l’aumento dei prezzi è infatti intorno al 10 per cento. Nonostante ciò i rincari sono, almeno per il momento, inferiori rispetto ad altri Paesi europei. Per esempio la Germania segnala un aumento del 13,7 per cento e la Spagna del 13,5. I dati a cui si fa riferimento sono raccolti nel rapporto Coop 2022 Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani. Va segnalata la tendenza a rinunciare ai marchi leader presenti nei supermercati: «Rispetto al 2019 hanno registrato una contrazione della quota di mercato passando dal 14,9 per cento di quell’anno – si legge nel documento Coop 2022 – al 13,1 per cento del 2022». I prodotti “di marca” invece sono stati sostituiti a favore degli articoli del distributore, «con una quota di mercato che nel 2022 sfiora il 30 per cento». Facendo i conti quindi, secondo Coop, l’inflazione a fine 2022 costerà alle famiglie italiane circa 2.300 euro.
I dati in Umbria Danno un quadro ben delineato dell’inflazione nella regione le rilevazioni per conto dell’Istat sui prezzi al consumo riferite ai comuni di Terni e Perugia, che si fermano al momento al mese di luglio. Per quanto riguarda i beni del carrello della spesa nel ternano i prezzi, su base annua, sono cresciuti dell’11,5 per cento. Le categorie che hanno subito il maggior aumento sono stati: gli oli alimentari (+75,2%); il burro (+37%), la pasta (+31,5%); il riso (+28,9%); carne e pesce (+10%). L’indice di inflazione su Perugia, invece, rispetto allo scorso anno, sfiora l’11 per cento (+10,9), con un aumento congiunturale rispetto al mese di giugno dello 0,3 per cento. Anche nel perugino aumenti record per gli altri oli alimentari, che arrivano a +64,5 per cento, a cui seguono: farina e altri cereali (+25%); pasta (+20,9); riso (+20,7%); gelati (+20,6%) e pollame (+20%). Per far fronte alle difficoltà dei cittadini umbri le amministrazioni di alcuni Comuni, tra cui Todi, hanno previsto la concessione di buoni spesa a favore dei nuclei familiari che versano in stato di disagio economico o che hanno riscontrato gravi difficoltà economiche a causa della crisi.
