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mercoledì 25 maggio - Aggiornato alle 12:17

Sorsi di felicità e di Umbria al Vinitaly: il vino umbro punta all’unità e ad una nuova identità

Piace l’Enoteca regionale con il più ampio spaccato del comparto vitivinicolo regionale. Si lavora ad unire tutte le cantine a Verona sotto lo stesso ‘tetto’. Umbria Top già si prepara per il Prowein

Umbria al Vinitaly 2022 (foto Metelli)

di Danilo Nardoni

L’edizione 54 di Vinitaly si è chiusa segnando il solco più profondo degli ultimi anni di una manifestazione sempre più orientata al business. Vinitaly 2022 registra il record storico di incidenza di buyer stranieri in rapporto al totale ingressi: i 25.000 operatori stranieri (da 139 Paesi) rappresentano infatti il 28% del totale degli operatori arrivati in fiera (88.000). L’Umbria del vino ha fatto la sua parte con i soggetti coinvolti e la Regione Umbria sempre più impegnati per dare ancora più spinta e slancio alle potenzialità di identità, sviluppo e crescita del settore vitivinicolo umbro. Al Vinitaly sotto lo slogan “Umbria, Sorsi di felicità” non sono mancati anche focus sul turismo enogastronomico, con le presentazioni delle edizioni 2022 di Cantine Aperte e Frantoi Aperti. Ed ora Umbria top wines che firma lo stand umbro insieme alla Regione sta già lavorando per tornare in presenza all’estero: prossimo appuntamento in Germania a maggio per il Prowein.

Scommessa vinta Una scommessa vinta quindi quella del Vinitaly anche per l’Umbria, che aveva puntato da subito, seppur con tempi ristretti, a fare di questa 54esima edizione della fiera veronese un trampolino di lancio verso il futuro della promozione del comparto vitivinicolo regionale. Numerosi, infatti, i contatti avuti dalle cantine umbre presenti con i buyer italiani e internazionali (provenienti da Germania, Polonia, Usa, Brasile, Belgio, Giappone, Canada, Europa baltica, Scandinavia e Corea del Sud), con una media di oltre venti operatori a cantine e punte, per alcune di esse, anche di 40, soprattutto nelle giornate di lunedì 11 e martedì 12 aprile. Domenica 10, i visitatori sono stati soprattutto winelovers, comunque preparati e attenti, desiderosi di conoscere da vicino non solo l’offerta enologica delle cantine, ma anche quella enoturistica, a testimonianza di come il binomio vino e territorio possa essere strumento ottimale di promozione della regione.

500 calici al giorno “Le cantine presenti sono soddisfatte dell’andamento di questo Vinitaly – spiega Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top Wines -. All’inizio eravamo tutti curiosi di sapere come sarebbe andata, vista la situazione. In conclusione possiamo dire che è stato importante esserci e che il grande sforzo fatto per partecipare ha ottenuto i risultati sperati. Le cantine hanno particolarmente apprezzato il nuovo allestimento e i nuovi servizi, in particolare la novità dell’Enoteca Regionale, in cui sono stati degustati oltre 500 calici al giorno, e gli appuntamenti calendarizzati con i buyer. Ritengo – ha aggiunto – che la strada intrapresa sia quella giusta, adesso dobbiamo continuare a lavorare in rete per il bene della vitivinicoltura regionale e per tutto il territorio. La soddisfazione di essere tornati in presenza in questa edizione di Vinitaly – ha concluso Sepiacci – ci ha dato più fiducia nel futuro. Auspichiamo che anche Prowein possa confermare questa situazione, come Umbria Top Wines stiamo lavorando per questo”. E’ piaciuta quindi la novità dell’Enoteca, primo passo verso il lavoro che prosegue a tutti i livelli per unire finalmente tutte le cantine umbre presenti a Verona sotto lo stesso “tetto”.

Vetrina regionale A conclusione dell’esperienza veronese, il vicepresidente della Regione dell’Umbria e assessore alle Politiche agricole, Roberto Morroni ha ribadito il forte interesse al settore quale opportunità per lo sviluppo di una filiera di valore economico, sociale e ambientale: “Il successo di Vinitaly è uno stimolo ulteriore a promuovere una fase di confronto con le imprese del comparto, con l’obiettivo di attuare politiche di crescita grazie, in primo luogo, all’alta qualità della nostra produzione. L’Umbria deve essere ancora più protagonista in questo mercato, per competere forte della distintività e ricchezza del territorio del quale il vino è ambasciatore. Come Regione auspichiamo di poter essere nuovamente presenti a Vinitaly 2023 con ancora più incisività insieme alle nostre cantine, per presentare e comunicare la nostra migliore offerta in una straordinaria vetrina”.

Prowein Nel frattempo, Umbria Top Wines si prepara per un altro importantissimo appuntamento, quello con il Prowein di Dusseldorf, dove a rappresentare l’Umbria saranno, nello spazio espositivo regionale, 27 cantine con i loro vini. Proseguirà, quindi, l’attività di sostegno alle aziende socie nell’ambito del progetto OCM 2022 e di formazione e aggiornamento per l’internazionalizzazione e il miglioramento delle vendite in cantina.

Temi sotto i riflettori I vitigni autoctoni, le azioni di filiera per il vino, ma anche sostenibilità economica e ambientale del comparto enologico regionale, il miglioramento della promozione del vino umbro e una sua più convinta internazionalizzazione sono stati alcuni dei temi trattati nello stand dell’Umbria al Vinitaly. L’assessore Morroni ha tenuto a ribadire l’importanza del ruolo svolto dal settore vitivinicolo umbro. “La Regione vuole adoperarsi per dare ancora più spinta e slancio alle potenzialità di sviluppo e crescita del settore – ha annunciato -. La rinnovata attenzione data al settore in occasione di questa 54esima edizione del Vinitaly, troverà ancora più spazio nel prossimo futuro. È dal confronto con i produttori che vogliamo capire in che modo si può imprimere questa forte spinta in avanti al settore, che sarà fondamentale per lo sviluppo della produzione vitivinicola stessa, ma anche del territorio nel suo complesso”.

Identità Nel corso dell’incontro con i giornalisti e i blogger di vino, che si è tenuto presso lo stand Umbria, quindi, è stato approfondito il tema della ricerca di una identità forte per il vino umbro quale strumento di crescita e sviluppo del settore nel prossimo futuro. “In questo contesto, accelerato dai drammatici eventi internazionali, – ha precisato il Professor Manuel Vaquero, docente dell’Università degli Studi di Perugia – l’Umbria sarà chiamata a confrontarsi con i cambiamenti in atto e in tale direzione si deve collocare l’opportunità di esplorare nuove soluzioni macro, come “i distretti del cibo”, le filiere agro-alimentari integrate o i piani di ammodernamento previsti dal PNRR. Tutto ciò richiederà l’azione congiunta di attori pubblici e privati. Sessanta anni fa, con la legge sulle denominazioni, la scommessa fu vinta, adesso partendo da posizioni molto più solide, si dovrà costruire il futuro”.

Turismo enogastronomico Anche il turismo enogastronomico è stato protagonista al Vinitaly umbro, grazie all’incontro curato da Assogal Umbria, tra i 5 Gal regionali e alcuni operatori turistici specializzati, a cui sono stati presentati territori, appuntamenti e iniziative delle diverse aree della regione, ma anche grazie all’approfondimento che il Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria 3A ha dedicato all’enoturismo e alla presentazione delle edizioni 2022 di Cantine Aperte e Frantoi Aperti. A questo appuntamento, in particolare, hanno preso parte anche il presidente regionale del Movimento Turismo del Vino Giovanni Dubini e il presidente delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, Paolo Morbidoni. L’Umbria, del resto, è stata pioniera, a livello nazionale, dell’enoturismo di qualità con l’esperienza della certificazione del “Decalogo dell’Accoglienza” in cantina da parte del Movimento Turismo del Vino. Tale esperienza ha senz’altro ha contribuito all’attuale normativa nazionale (Legge n. 205 del 27 dicembre 2017 commi 502,503,504 e 505, attuata con il decreto Centinaio del 2019), recepita in Umbria con DGR n. 815/2020. Ma, in questi anni l’enoturismo si è evoluto diventando vero e proprio turismo culturale, in grado di promuovere non solo il vino, ma anche il territorio e le sue tradizioni, oltre che un’importante fonte di reddito per le cantine stesse. A livello nazionale sono stati raggiunti nel 2019, in base alle stime del 16esimo Rapporto dell’Osservatorio sul Turismo del Vino almeno 15 milioni di presenze (tra turisti ed escursionisti) e almeno 2,65 miliardi di euro di fatturato. A livello regionale si è potuto contare su affluenze intorno alle 80.000 presenze, con un indotto in termini di vendite importante per le cantine, ma anche per tutte le attività coinvolte nel settore turistico (alberghi, ristoranti, agriturismi, attività ricreative, ma anche servizi e mobilità). “Oggi i tempi sono maturi per dare stabilità a questo tipo di accoglienza, tutto l’anno -ha spiegato Paolo Morbidoni, Presidente delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori- coniugando la produzione e il prodotto con il territorio che c’è dietro. Questo, d’altro canto, è un elemento che si sta affermando con grande forza e che richiede la capacità di un territorio di organizzarsi per dare ai visitatori il miglior livello di servizio possibile. I numeri -ha concluso- sono in grande crescita, la motivazione enogastronomica del viaggio è sempre maggiore, ma anche la competizione è alta e, per questo, dobbiamo lavorare e cercare di non fare errori”. Dello stesso avviso anche Giovanni Dubini, Presidente MTV Umbria, per il quale l’enoturismo è sempre più importante per le cantine, per far conoscere tutto quello che c’è dentro una bottiglia di vino. “È quindi fondamentale -ha detto- che si sappia fare rete e che si pianifichi da subito, seppur in mezzo a tanta incertezza dovuta alla situazione pandemica prima e alla guerra poi, dove vogliamo andare domani. Il turista del vino -ha concluso- non è più quello di vent’anni fa, oggi quando viene in cantina vuole fare un’esperienza completa, conoscere un vino si ma anche un produttore e un territorio che non conosce”.

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