mercoledì 16 ottobre - Aggiornato alle 21:46

Ast fa slittare il confronto sulla cassa integrazione per l’anti dumping sull’Indonesia

Novità da Bruxelles potrebbe ridimensionare l’impatto sociale dello stop impianti. Confermato sciopero reparto Acciaieria, Usb voce fuori dal coro

di M. R.

Si allungano i tempi per conoscere la verità sulla cassa integrazione richiesta da Acciai Speciali Terni, che ha già infuocato il dibattito cittadino e messo in allarme sindacati e istituzioni. «Causa sopraggiunte esigenze interne aziendali – è il messaggio che circola tra i lavoratori – l’incontro di lunedì 16 settembre è rinviato».

Ast prende tempo In una nota Ast spiega di aver «richiesto di posticipare di un paio di giorni l’incontro» sulla cassa integrazione ordinaria «alla luce delle notizie arrivate in questi giorni da Bruxelles, secondo cui la Commissione europea avrebbe deciso di includere anche l’Indonesia nell’elenco dei Paesi in via di sviluppo soggetti alle misure di salvaguardia a tutela dei produttori di acciaio inossidabile». In questo senso lo slittamento del confronto in Confindustria coi sindacati «nasce dalla necessità di approfondire con attenzione tutti gli impatti che – dicono da Ast – potrà avere questa decisione sul nostro mercato, contribuendo a definire nella maniera più adeguata la richiesta di cassa integrazione ordinaria, la sua durata e il relativo numero di dipendenti interessati».

Cassa Ast Già nei giorni scorsi l’azienda ha chiarito sulla necessità di ‘sparare alto’ sui numeri di attivazione dell’ammortizzatore sociale, anche se  c’è chi sospetta che i clienti possano aver sospeso gli ordinativi presso solo Ast proprio a seguito dell’apertura della cassa integrazione per timore di ritardi nelle consegne. Sull’annuncio delle misure europee antidumping nei confronti dell’Indonesia a partire dal primo ottobre, c’è il rischio della corsa alla scorta sui mercati asiatici, magari a dispetto della qualità e incuranti delle mancate misure di salvaguardia ambientale di quei Paesi. L’esame congiunto, convocato per lunedì ma slittato, servirà a fare piena luce su tutto questo, ma c’è da spettare.

I rappresentanti delle Tute blu Le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl, rispetto al rinvio dell’esame congiunto «evidenziano ancora una volta l’ennesimo atteggiamento superficiale che vede criticità di forma e di sostanza, soprattutto nelle modalità in cui si intendono gestire le relazioni industriali e sindacali. È paradossale che l’incontro previsto per la data odierna, a fronte di tante notizie confusionarie uscite a mezzo stampa, venga rinviato; poteva rappresentare un momento utile per chiarire tutte quelle paure che la comunicazione ufficiale ha generato. È sconcertante – proseguono i dindacati – che a tre mesi dall’accordo e dagli impegni sottoscritti al Mise, non si sia sentita la necessità del confronto sui temi aperti, rispetto agli scenari futuri del sito siderurgico. Si ribadisce da tempo che la gestione complessiva sta portando solo ed esclusivamente ad un rinvio delle questioni, ad un prendere tempo nell’affrontare temi che non trovano soluzione, o tardano ad arrivare, ma che stanno generando difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi annunciati».

Acciaieria di Terni Rispetto alle problematiche di gestione interna -proseguono i sindacati – è motivata ampiamente l’azione che la Rsu di Ast sta mettendo in campo in questo momento per tentare di arginare e risolvere le problematiche esistenti e mettere in condizioni AST di sfruttare il potenziale che ha pur nelle difficoltà di mercato globale. «Auspichiamo che tale rinvio avvenuto oggi in merito alla Cassa sia propedeutico a mitigarne l’impatto sociale della cassa integrazione nei numeri e nei tempi, anche a fronte di modificati scenari che nelle ultime ore stanno emergendo a livello globale e di mercato». Crediamo che utilizzare lo sciopero della Rsu di Ast, su temi interni, introducendo questioni di carattere generale ancora non discusse è una pura operazione di visibilità di basso profilo, che rischia di generare più confusione di quella che c’è già oggi.

Lavoratori a braccia conserte Confermato nel frattempo lo sciopero di 4 ore del reparto Acciaieria, per le giornate di martedì e mercoledì: un modo per dire no alle modifiche apportate dall’azienda ai livelli di forza lavoro occupati nell’impianto di colaggio Bramme 3. Alla comunicazione aziendale di rinvio del vertice in Confindustria però, la federazione provinciale dell’Unione sindacale di base  e i sindacati lavoratori della stessa sigla Usb estendono la mobilitazione a tutti gli stabilimenti dell’acciaieria ternana. Per chi volesse aderire le modalità di sciopero saranno le seguenti: martedi’ 17 settembre 4 ore di sciopero a fine turno, per tutti gli operai ed impiegati (1° turno dalle 10 alle 14; 2° turno dalle 18 alle 22; 3° turno dalle 02 alle 06; operai, impiegati e quadri che effettuano l’orario 8-17 scioperano dalle 12 alle 17; tutti gli altri lavoratori che effettuano turnazioni diverse, scioperano le ultime 4 ore del turno di appartenenza); mercoledi’ 18 settembre, quarta squadra dalle 10 alle 14.

Sindacati spaccati «Crediamo – tuonano le altre sigle – che utilizzare lo sciopero della Rsu di Ast, su temi interni, introducendo questioni di carattere generale ancora non discusse è una pura operazioni di visibilità di basso profilo, che rischia di generare più confusione di quella che già oggi c’è».

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