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giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 17:17

Sindacalisti invadono i binari a Città di Castello: «Arretratezza infrastrutturale, serve un piano per l’Umbria»

Viadotto Puleto, rete ferroviaria ed E78: Cgil, Cisl e Uil chiedono a Regione e governo investimenti «per stagione di crescita e di tenuta»

«La stazione di Città di Castello è il simbolo dell’arretratezza infrastrutturale dell’Umbria: la Regione investa in un grande piano infrastrutturale e il governo metta a disposizione le risorse per una nuova stagione di crescita e di tenuta dell’Umbria». Il messaggio forte e chiaro è arrivato martedì mattina dai tre segretari sindacali Filippo Ciavaglia per la Cgil, Antonello Paccavia della Cisl e Claudio Bendini della Uil, che hanno simbolicamente invaso i binari dello scalo ferroviario dell’Alto Tevere evidenziando, però, anche la «pesante criticità del viadotto Puleto sulla E45, dove è aperta una sola corsia», e «l’incertezza sulla realizzazione della E78».

Problematiche legate alla rete ferroviaria e viaria che rappresentano «uno dei temi più discussi a Città di Castello e in Umbria, ma che non trova soluzioni e anzi continua ad aggravarsi», motivo per cui le sigle sindacali chiedono alla Regione e al Governo «di prendere atto della gravità della situazione procedendo subito alla realizzazione e alla sistemazione delle infrastrutture necessarie al territorio». In particolare, per i tre segretari «non è più tollerabile la drammatica inefficienza della ferrovia, con tratti dismessi dopo investimenti per l’elettrificazione, percorsi di poche decine di chilometri che hanno tempi di percorrenza lunghissimi, mancanza di un orario unico regionale che faciliti l’utilizzo dei mezzi pubblici».

Nel mirino dei sindacati, però, c’è anche il viadotto Puleto della E45 che considerano «inaccettabile che si marci ancora a una corsia, dopo la chiusura del 2019 durata mesi: si tratta – tornano a evidenziare – di un’arteria fondamentale per l’Umbria, da anni sottoposta a lavori di sistemazione dei quali però non si vede mai la fine, con disagi enormi per il traffico e seri problemi di sicurezza». Per l’Alto Tevere, poi, i sindacalisti sbottano anche per le sorti della E78, per la quale «di governo in governo si prevedono i finanziamenti per il tratto umbro che poi scompaiono o non vengono spesi, rimandando sempre il varo dell’infrastruttura che dovrebbe collegare Grosseto e Fano con le importanti ricadute positive per l’economia dei territori interni di Toscana, Umbria e Marche».

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