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venerdì 23 ottobre - Aggiornato alle 11:05

Siderurgia, piastra logistica e Sin: ecco come Terni entra nel Piano di ripresa e resilienza

Sei missioni del governo, la commissione Ambiente della Camera pone l’accento su temi prioritari per la Conca

 

FOTO MONIA CANAVARI

di M. R.

All’esame delle commissioni parlamentari lo schema di relazione sull’individuazione delle priorità nell’utilizzo del Recovery Fund, e quando passa per l’ottava commissione della Camera, con delega ad Ambiente, territorio e Lavori pubblici, ecco che le osservazioni sembrano richiamare direttamente i temi più caldi della Conca.

Green new deal Nel piano nazionale di ripresa e resilienza, elaborato dal governo le missioni, per macro-aree sono sei: 1. Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo 2. Rivoluzione verde e transizione ecologica 3. Infrastrutture per la mobilità 4. Istruzione, formazione, ricerca e cultura 5. Equità sociale, di genere e territoriale 6. Salute. Lo strumento di cui si doterà il governo prevede risorse per 672,5 miliardi di euro e individua tra le priorità il sostegno alle transizioni verde e digitale. Per i profili di competenza dell’VIII commissione di Montecitorio, assumono rilievo la missione Rivoluzione verde e transizione ecologica e quella che indica Infrastrutture per la mobilità. Due questioni chiave per la Conca ternana; da un lato infatti il governo punta a favorire la realizzazione di investimenti al fine di conseguire gli obiettivi dello European Green Deal, dall’altro punta a finanziare le principali priorità infrastrutturali, ivi inclusi gli interventi sulla rete stradale e autostradale, compresi ponti e viadotti, e sulla promozione dell’intermodalità logistica integrata per le merci, come la struttura presente tra Terni e Narni.

Gli standard ambientali «Tutte le attività beneficiarie di sostegno – sottolinea l’organismo parlamentare – presieduto dalla Dem Alessia Rotta – dovrebbero essere realizzate nel pieno rispetto delle priorità dell’Unione in materia di clima e ambiente in un’ottica di prevenzione dell’inquinamento atmosferico, in costante aumento in molte aree urbane italiane, dove si registrano superamenti rilevanti del particolato o dell’ozono». Valutato favorevolmente lo schema sul tavolo, la stessa commissione chiede inoltre delle integrazioni. Tra queste, alcune interessano in modo diretto Terni o solo potenzialmente. Quando ad esempio si dice:  “appare urgente investire nella transizione verde del sistema produttivo, che si fondi, da un lato, sulla promozione di una produzione e di un uso puliti ed efficienti dell’energia e, dall’altro, sull’affermazione di modelli di economia circolare” viene in mente tra gli altri il progetto scorie in essere tra Tapojarvi e Acciai Speciali Terni, il quale necessita ad esempio del superamento di un gap in prospettiva di commercializzazione del prodotto finito che uscirà dal trattamento degli scarti produttivi del sito di viale Brin. Poco dopo, nello stesso documento elaborato da Rotta e gli altri commissari, si legge anche “risulta necessario il sostegno alle strategie aziendali di adeguamento ai più elevati standard ambientali (di prodotto e di processo) e di investimento in tecnologie e impianti che riducano le emissioni, nonché i consumi energetici e di materie prime”.

Siti di interesse nazionale Ma in termini ambientali, alcuni problemi ternani sono ‘radicati’, ebbene l’VIII commissione della Camera aggiunge anche che c) occorre prevedere adeguate risorse finanziarie e una semplificazione normativa al fine di garantire la conclusione dei procedimenti di bonifica delle principali aree Sin. Ai fini dell’utilizzo delle risorse del recovery fund, i criteri per la selezione e l’individuazione dei siti e delle aree da bonificare, possono essere individuati in relazione ai tempi di intervento, alle varie fasi procedurali e alla presenza di progettazione definitiva, o comunque in stadio avanzato, delle medesime operazioni di bonifica”. Si arriva poi direttamente all’industria: “Occorre investire le risorse del Recovery fund per la ricerca nel settore di produzioni e prodotti bio-circolari nonché nella Chimica verde, per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture di trattamento dei rifiuti organici, su cui l’Italia ha un primato, anche a tutela della fertilità dei territori; il sostegno alla transizione ecologica per l’agricoltura, l’industria e la siderurgia richiede misure finalizzate a favorire l’uso delle fonti energetiche rinnovabili, e, in termini più generali, richiede l’adeguamento e l’attuazione del Piano nazionale dell’energia e del clima in funzione del processo di decarbonizzazione e dello sviluppo dell’idrogeno verde.

Terni Viste le questioni poste in discussione, è chiaro che anche Terni, dalle risorse europee possa, come auspicato da alcune forze sindacali intraprendere il Green new deal contribuendo all’obiettivo europeo della neutralità climatica 2050 e della riduzione delle emissioni del 55 per cento al 2030, assunto tra gli impegni della Commissione europea ed esplicitato nel discorso sullo stato dell’Unione del 16 settembre 2020 dalla presidente Ursula von der Leyen.

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