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giovedì 6 ottobre - Aggiornato alle 20:34

Siccità e caldo non compromettono la vendemmia: in Umbria +10% e «qualità ottima»

Le previsioni di Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini: 380 mila gli ettolitri che saranno prodotti

Vigneti a Torgiano

di D.B.

Siccità e caldo non sembrano aver compromesso la vendemmia in termini qualitativi e quantitativi. Secondo le previsioni vendemmiali dell’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, presentate mercoledì al Ministero delle politiche agricole, in Umbria saranno prodotti 380 mila ettolitri contro i 346 mila dell’anno precedente, con un aumento quindi del 10 per cento. Stime elaborate sui primi dati ufficiali e valide sino a fine ottobre, quando saranno presentati i numeri definitivi. Per quanto riguarda la qualità invece si parla di un’annata «ottima».

SICCITÀ, IN UMBRIA SITUAZIONE ANCORA GRAVE

I dati «Sarà una vendemmia – è detto nel report – di grande apprensione a causa degli ormai cronici mutamenti climatici e di un andamento meteorologico molto incerto, che può creare anche in territori limitrofi importanti differenze qualitative e quantitative». «Le alte temperature raggiunte – è detto ancora – che hanno ricordato da vicino i picchi del 2003, unitamente alla carenza idrica, hanno spinto verso l‘alto i consumi evapotraspirativi della vite». I dati raccontano di un anno da record – negativo – per quanto riguarda le precipitazioni e le temperature: «I primi sette mesi dell’anno – è detto nello studio – proiettavano il 2022 come l’anno più caldo di sempre nel nostro paese, solo le piogge di agosto hanno fatto rientrare le temperature nella norma e hanno riportato i livelli idrici a una soglia meno critica».

Resilienza I vigneti quindi in tutta Italia sono stati messi a dura prova dalle condizioni climatiche e metereologiche, dimostrando «la grande resilienza per la quale si distingue nel panorama ambientale». Per quanto riguarda l’Umbria viene sottolineato che l’andamento climatico somiglia a quello del Lazio, con un inverno caratterizzato da poca pioggia, qualche acquazzone ad aprile e poi una lunga stagione siccitosa con temperature ben al di là della media. Grandinate hanno prodotto danni giudicati molto gravi tra Orvieto e Montefalco mentre in generale i vigneti non irrigati «soffrono di stress idrici importanti», con produzioni per pianta cha appaiono basse e con altrettanto basse rese uva/vino. In compenso, la salute dei grappoli è buona. A fine ottobre si traccerà un bilancio più preciso.

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