lunedì 18 dicembre - Aggiornato alle 19:44

Siccità, agricoltura in sofferenza: «Contiamo i danni, stato di calamità a fine settembre»

L’assessore Cecchini riunisce il ‘Tavolo verde’: «Raccolte segnalazioni per oltre 4 milioni». Irrigazione: «Ci sono i soldi per finire anello Trasimeno»

«Lo stato di calamità naturale per l’agricoltura, questo può essere richiesto dalle Regioni solo alla fine dell’evento, cioè quando si avrà un quadro chiaro delle mancate produzioni, dai seminativi al vino, dall’olio ai frutteti, alla zootecnia. Alla richiesta occorre infatti allegare la quantificazione dei danni. Verosimilmente alla fine di settembre avremo una visione chiara del fabbisogno umbro». L’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, lo ha sottolineato durante la riunione del ‘Tavolo verde’ alla presenza di rappresentanti delle associazioni di categoria, che da tempo chiedono l’attivazione di questa opzione.

SICCITA’: TUTTI GLI APPROFONDIMENTI

Perimetrazioni in corso «Dalla fine di giugno – ha ricordato l’assessore – gli uffici territoriali delle ex comunità montane e le associazioni agricole stanno raccogliendo le segnalazioni dei danni da parte delle aziende che, a fine luglio, ammontavano ad oltre quattro milioni di euro, per procedere con le perimetrazioni. Ciò ci permetterà, non appena le norme ce lo consentiranno, di fornire al Ministero la delimitazione delle aree danneggiate e quantificare il danno con una delibera di Giunta e con il conseguente invio al Consiglio dei ministri».

DOSSIER SICCITA’: FIUMI – SORGENTI E FALDE – ACQUEDOTTI

Deroga sulle assicurazioni Tuttavia, secondo l’assessore «la richiesta dello stato di calamità da parte della Regione dell’Umbria non permetterebbe comunque di compensare i danni agli agricoltori per perdite di produzioni, in quanto la normativa (Legge 102/2004) prevede che gli agricoltori debbano assicurarsi per questa tipologia di eventi ricevendo appositi aiuti per le assicurazioni. Tuttavia – ha aggiunto Cecchini – vista l’eccezionalità di questo periodo siccitoso e dietro richiesta delle Regioni il Governo, con un apposito provvedimento, ha previsto la deroga all’attuale normativa».

Irrigazione e Montedoglio Relativamente alle questioni legate all’irrigazione, Cecchini ha evidenziato tra l’altro come, «oltre al potenziamento delle reti e degli invasi, si è lavorato per accrescere il rilascio da Montedoglio del 30 per cento, così da garantire un maggiore flusso d’acqua sia a fini irrigui e soprattutto per la tutela ambientale e la salvaguardia della fauna e della flora. Laddove l’acqua non viene captata da pozzi e falde si garantisce una migliore protezione dell’ambiente e questo avviene in diverse parti dell’Umbria, a cominciare dall’area nord della regione e della zona del Trasimeno. Un importante aiuto per fronteggiare la siccità – ha proseguito – arriva anche dal Governo con uno stanziamento di 700 milioni di euro, di cui 300 già finalizzati attraverso un bando per gli investimenti irrigui, all’interno dei quali contiamo di soddisfare anche le esigenze poste dall’Umbria, tra le quali il completamento dell’anello irriguo attorno al Lago Trasimeno, interventi per il rafforzamento degli invasi e del sistema di irrigazione della Valdichiana Romana e della Val di Peglia, la definitiva operatività della diga di Valfabbrica e la realizzazione di una nuova stazione di pompaggio per Montedoglio, così da consentire una distribuzione contemporanea dell’acqua proveniente dall’invaso. A Montedoglio – ha aggiunto l’assessore – non abbiamo problemi di carenza d’acqua. Nella diga ci sono oltre 50 milioni di metri cubi di acqua ed il fabbisogno stagionale è stato calcolato in 12 milioni, ma l’attuale stazione di pompaggio non è in grado di distribuirla contemporaneamente a tutti».

Stato emergenza Infine, Cecchini ha ricordato anche il recente riconoscimento dello stato di emergenza idrica da parte del Consiglio dei ministri per l’Umbria, ricordando come non riguardi l’agricoltura, bensì l’approvvigionamento idropotabile nelle aree dove si presentano le maggiori criticità. «In particolare – ha spiegato – due milioni di euro verranno impiegati per interventi di primo soccorso, a sostegno delle spese dei gestori del servizio idrico per rifornire i serbatoi con autobotti, e quattro milioni di euro per operare interventi su acquedotti minori, opere che dovranno essere realizzate nel giro di pochi mesi perché le risorse debbono essere spese entro 90 giorni. Per quanto riguarda l’approvvigionamento idropotabile l’Umbria ha una situazione migliore rispetto a quella di altre regioni italiane. A seguito della crisi idrica del 2001 più dell’80 per cento degli umbri aveva problemi di approvvigionamento, oggi siamo a meno del 15 per cento della popolazione ubicata prevalentemente nelle periferie, nelle zone montane e collinari servite da acquedotti rurali, con sorgenti dalla portata limitata. Una situazione critica che è stata circoscritta negli ultimi anni anche grazie a 200 milioni di investimenti per la tutela e l’utilizzo delle risorse idriche ad uso potabile. Di questi, 120 milioni sono stati investiti nel Piano regolatore degli acquedotti regionali, praticamente in via di ultimazione, che ha consentito di razionalizzare il sistema e di procedere in direzione di un sempre maggiore risparmio idrico».

 

 

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