martedì 17 gennaio - Aggiornato alle 22:28

Servizio idrico, Acea si rafforza nella regione acquisendo il 64% di Umbriadue

Il pacchetto di azioni era nelle mani di Severn Trent Italia, la società deteneva già il 34%. Affare da 400 mila euro

La sede romana di Acea

di D.B.

Acea, multiutility che è ormai un colosso del settore idrico, di quello del gas e non solo, rafforza ulteriormente la sua posizione in Umbria. Nella giornata di martedì infatti la società ha comunicato di aver sottoscritto i contratti preliminari per l’acquisizione dal Gruppo Severn Trent Plc del cento per cento di Severn Trent Italia al prezzo di 400 mila euro; quest’ultima possedeva il 64 per cento di Umbriadue servizi, dentro la quale Acea era già presente con un 34 per cento di quote. La multiutility in questo modo controllerà la quasi totalità (98 per cento) del pacchetto azionario di Umbriadue, società consortile che in provincia di Terni si occupa del servizio idrico e che è proprietaria del 25 per cento di Sii, l’attore più importante per quanto riguarda il settore in tutta la provincia.

Rafforzamento Acea dunque con questa ulteriore acquisizione rafforza la sua presenza in Umbria, dove detiene il 40 per cento del pacchetto azionario di Umbra Acque (l’altro 60 è in mano ai Comuni dell’Ato2), ovvero il soggetto che gestisce il servizio idrico in 38 comuni del centro-nord della regione, raggiungendo circa 500 mila persone e gestendo 230 mila utenze e settemila chilometri di rete idrica. Le novità però per Acea non si fermano qui: «Nell’ambito della strategia di crescita del Gruppo che prevede – scrive l’azienda -, tra l’altro, il consolidamento della presenza della società nel settore idrico», Acea ha sottoscritto i contratti preliminari per l’acquisizione da Veolia del cento per cento di Idrolatina, che a sua volta detiene una partecipazione del 49 per cento di Acqualatina al prezzo di 22 milioni di euro.

Toscana L’espansione di Acea va avanti anche in Toscana dato che sempre martedì e sempre da Veolia l’azienda ha acquisito il 19,2 per cento di Geal (Gestione esercizio acquedotti lucchesi) al prezzo di due milioni di Euro. Geal della quale la multiutility deteneva già il 28,8 per cento attraverso Crea SpA; di conseguenza la partecipazione in Geal aumenta al 48 per cento. Quanto all’assetto di Acea, al centro nel corso degli anni di molte battaglie di potere, il 51 per cento è nelle mani del Comune di Roma, il 23,3 per cento in quelle dei francesi di Gdf Suez, il 5 in quelle di Francesco Caltagirone e il restante 20 per cento è diviso tra azionisti di minor peso.

Twitter @DanieleBovi