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venerdì 12 agosto - Aggiornato alle 17:39

Sciopero a Eurospin, sindacati: «Minacce ai lavoratori. Siamo pronti a denunciare»

Denunciano turni massacranti e dipendenti costretti a pulire bagni e parcheggi, oltre a trasferimenti coatti. In Umbria 500 dipendenti in 30 negozi

Foto generica archivio

La mobilitazione tra i dipendenti di Eurospin, che ha determinato il blocco degli straordinari, continua, in vista dello sciopero del 16 agosto. Ma ora i sindacati mettono nero su bianco «minacce per possibili ritorsioni». Lo denunciano in una nota i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dell’Umbria che non solo rilanciano lo sciopero, ma mettono in guardia Eurospin rispetto a «possibili comportamenti antisindacali prima e durante lo sciopero».

Cosa denunciano i sindacati Lo stato di agitazione è stato proclamato a livello nazionale e, in questi giorni, si stanno svolgendo le assemblee dei lavoratori che i sindacati riferiscono essere «molto partecipate», in queste occasioni oltre a essere ribadita una condizione di difficoltà dei lavoratori sarebbero state rappresentate ai sindacati «pressioni da parte degli ispettori che vogliono sapere chi sciopererà, con anche minacce velate su possibili ritorsioni». In Umbria, parliamo di circa 30 negozi con approssimativamente 500 addetti. Hanno denunciato «carichi di lavoro eccessivi, turni massacranti, obbligo per gli addetti di farsi carico anche delle pulizie di bagni e parcheggi, utilizzo improprio delle clausole elastiche e flessibili senza che vengano retribuite, irregolarità nei livelli di inquadramento, trasferimenti coatti in sedi lontane»

La nota Sullo sciopero i sindacati sottolineano che «parliamo di un diritto costituzionale sacrosanto e non accetteremo pressioni né tantomeno minacce, così come non tollereremo lo spostamento di addetti nel giorno dello sciopero per riuscire a tenere aperti i punti vendita o la richiesta di straordinari al personale che non dovesse aderire alla protesta. Si tratta, come è noto, di comportamenti antisindacali e come tali saremo pronti a denunciarli».

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