lunedì 28 settembre - Aggiornato alle 08:34

Sase: «Cobrex? Non è colpa nostra. Ci possono cacciare i soci, non i politici». Ma è bufera

«Fioroni? Questo non è un club ma una spa, mettano soldi». Chiesta commissione d’inchiesta, critiche le agenzie di viaggio

Solimeno, Cesaretti e Agostini

di Daniele Bovi

«Leonelli non conta niente, in caso devono dircelo i soci se dobbiamo andare via». È una difesa dura e su tutta la linea quella fatta venerdì dai vertici dell’aeroporto di Perugia il giorno dopo il flop Cobrex, la compagnia rumena che ha deciso di non fare partire i voli per Bucarest e Barcellona. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente Ernesto Cesaretti, il membro del cda Mauro Agostini e il direttore Umberto Solimeno. La linea difensiva è chiara: «Non è colpa nostra se una compagnia decide di non far partire più i voli promessi». Secondo quanto riferito da Solimeno la Cobrex ha spiegato di aver venduto solo nove biglietti, «ma non abbiamo elementi per capire se è vero. Il nostro lavoro è quello di assistere passeggeri e compagnie nel modo migliore, mentre lo sviluppo delle rotte non è il compito primario; le società decidono sulla base delle loro esigenze di profitto e non esistono penali per obbligarle a partire».

VIDEO – SOLIMENO: «ORA COMPAGNIE CONSOLIDATE»

Non siamo un club Sase si dice pronta a dialogare con tutti e a riferire, ma non accetta di essere messa sul banco degli imputati. Agostini da parte sua ha rivendicato i numeri del bilancio, per la prima volta positivo nel 2017 dopo anni di passivo, e ha risposto così alle critiche all’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni: «Il Comune dice che non viene coinvolto abbastanza? Questo non è un club, è una società per azioni, se vuole mettere sul tavolo ad esempio 200 mila euro il Comune potrà esprimere tutto quello che vuole. Di sicuro chi non fa ha sempre ragione». Insomma, il caso Cobrex provoca anche una battaglia tra i soci. Il direttore di Sviluppumbria ribadisce «totale e indiscutibile fiducia negli organi, e ora siamo arrivati al punto che la misura è colma».

L’IMPROVVISO ADDIO DI COBREX

Misura è colma Secondo Agostini «la critica è giusta e stimolante, a non andare bene è l’atteggiamento pregiudiziale, di quelli che mettono insieme le cose solo per attaccare. Se British Airways chiude il Londra-Fiumicino o Ryanair se ne va da Trapani se la prendono con la società di gestione dell’aeroporto? Ci vuole più equilibrio e l’aeroporto non si gestisce come una succursale di Facebook». Anche da parte di Cesaretti è arrivata una difesa a spada tratta: «Dobbiamo tutti difendere l’aeroporto. Bisognerebbe riflettere prima di dire certe cose: ci attaccano anche politici – il riferimento è ovviamente a Leonelli, che aveva chiesto alla presidente Catiuscia Marini interventi radicali – dello stesso colore della giunta. Tutte queste accuse non le capisco». Il presidente ha ricordato il suo percorso personale di imprenditore, la voglia di «dare qualcosa all’Umbria» come numero uno dello scalo sottolineando poi che «non ci sono società importanti che vogliono venire a Perugia, quindi qualcosa con le piccole si rischia».

Compagnie più solide Alle domande dei giornalisti i vertici hanno risposto che sì, a loro avviso la compagnia è solida e con tutte le carte in regola, e che l’obiettivo è quello di far crescere il numero dei passeggeri, il problema è come e sul punto Solimeno prova a tracciare una strategia: «Da oggi in poi – dice – ci focalizzeremo su compagnie già consolidate; ho avuto modo di presentare lo scalo ad alcune e c’è interesse. Bisogna però capire quanto saremo in grado di investire con compagnie che non chiedono poco vista la concorrenza». Secondo il direttore bisogna aspettare la prossima stagione, «quando ci saranno grandi opportunità di crescita». Quanto alla possibilità di avere un aereo qui di base «ciò è difficile. Si può invece pensare ad avere più compagnie che operino su una singola tratta».

Leonelli e Squarta La bufera però non si placa. Leonelli si dice «sorpreso» dalle parole di Cesaretti, sostenendo che nessuno «si deve sentire su un piedistallo, in particolare chi è stato nominato per gestire una funzione di pubblico interesse». «L’atteggiamento di insindacabilità di quanto avvenuto – continua – preoccupa, soprattutto perché ho semplicemente chiesto alla presidente di svolgere con decisione un ruolo, rispetto a una priorità, come l’aeroporto, che tutti riconosciamo». Il portavoce del centrodestra Marco Squarta invece chiede. oltre a un approfondimento sul ruolo svolto da Sviluppumbria, «l’istituzione di una Commissione d’inchiesta che faccia luce sulla gestione dello scalo». Secondo Squarta «a poco servono le scuse del presidente Cesaretti, gli umbri non meritano trattamenti tanto umilianti». A difendere il ruolo dei consiglieri regionali è anche la presidente dell’assemblea Donatella Porzi: «Sono stati eletti – dice – per dare risposte alle istanze dei cittadini umbri e la Sase, pur rispondendo giuridicamente all’assemblea dei soci che dispone del futuro dei vertici, è una realtà di pubblico interesse, della quale i consiglieri regionali possono e debbono interessarsi». «Non ci sono tribunali, imputati o condanne ma c’è un legittimo interesse da parte di un rappresentante dell’Assemblea».

M5s e Ricci All’attacco anche i consiglieri regionali del M5s, Andrea Liberati e Maria Cristina Carbonari, che chiedono le dimissioni di Agostini e Cesaretti e che annunciano di aver depositato un’interrogazione «riguardante un’altra vicenda segnalata a tutti i consiglieri regionali via email in merito a delle offerte che Sase avrebbe ricevuto da investitori privati. Chiederemo risposte esaurienti dalla Giunta, affinché sia data prova che i soci dell’aeroporto abbiano potuto esprimersi in merito a questa ed altre offerte, chiedendo altresì dettagli sugli effettivi progetti futuri per il rilancio dell’aeroporto». Claudio Ricci chiede invece un «incontro ricognitivo» in cui affrontare la possibilità di garantire più risorse allo scalo, mentre in un altro post su Facebook Fioroni parla di Agostini come di un «noto frequentatore dei salotti buoni. La informo che ho la triste abitudine di parlare ed occuparmi di sviluppo quello, che in teoria, dovrebbe fare anche lei».

Le agenzie di viaggio Ma l’affondo arriva anche da parte della Fiavet Umbria, l’associazione delle agenzie di viaggio aderente a Confcommercio, che esprime «forte preoccupazione» per quanto successo. La presidente, Ivana Jelinic, ricorda come le agenzie abbiano promosso in questo periodo le rotte e che quindi la decisione di Cobrex ha prodotto «un serissimo danno all’immagine e alla credibilità dell’aeroporto», ma anche alle agenzie; un danno anche a lunga scadenza dato che i consumatori scottai ci penseranno «due volte prima di tornare a utilizzare il San Francesco». La Fiavet chiede rassicurazioni a Sase a proposito dei rimborsi che dovranno garantire e si toglie un sassolino dalle scarpe: «In passato le agenzie di viaggio sono state spesso accusate di non contribuire alla crescita dell’aeroporto, di non promuovere adeguatamente voli e tratte. Accusa che abbiamo sempre respinto».

Twitter @DanieleBovi

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