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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 02:05

Sangemini-Amerino, Ami al Mise scopre le carte: spinta commerciale e «uscite solo volontarie»

Sindacati pronti a valutare situazioni favorevoli all’esodo in cambio di incentivo: il piano industriale e l’impegno della Regione

Miglioramento di performance e ingresso di capitale sono le principali linee di azione messe nero su bianco dal gruppo Acque minerali d’Italia nel piano industriale illustrato al mise giovedì mattina. «Pronti a valutare la possibilità di uscite (visto che l’azienda prevede esuberi  Ndr), purché siano volontarie e incentivate», la posizione dei sindacati di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Umbria mentre la Regione si è dichiarata disponibile a mettere a disposizione i propri strumenti per salvaguardare i lavoratori di Sangemini e Amerino. «Il piano di risanamento e rilancio di Ami – ha detto l’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni – non può passare solo attraverso i tagli dei costi, ma deve concentrarsi anche sul rilancio e il riposizionamento dei marchi storici dei nostri siti». In questo senso si sono espresse tutte le organizzazioni sindacali, sia a livello nazionale sia a livello territoriale. I vertici aziendali dal canto loro hanno annunciato non a caso una spinta commerciale immediata, i cui effetti dovrebbero essere visibili già il prossimo giugno.

Sangemini-Amerino «Il piano industriale – per come ci è stato brevemente presentato scrivono i sindacati di categoria al termine del tavolo di confronto – prevede una doppia azione: il miglioramento di performance e l’ingresso di capitale. In questo momento è centrale razionalizzare i costi, tramite l’utilizzo della cassa covid e delle ferie (sicuramente quelle post concordato, su quelle pre concordato persistono alcuni problemi formali che i commissari stanno cercando di superare). L’importanza di questa azione è anche dettata dallo step previsto per fine giugno 2021, infatti gli investitori hanno posto la condizione di sostanziale pareggio del bilancio alla data di cui sopra per l’ingresso di capitale.  Si sta tentando anche di agire dal punto di vista commerciale, sono state modificate alcune agenzie che dovrebbero portare i primi risultati a giugno. Venendo ai siti, come già sostenuto in alcuni tavoli locali, le parti sociali si sono dette aperte a valutare la possibilità di uscite volontarie e incentivate, specialmente di coloro che possono agganciarsi alla pensione».

Crisi del gruppo Ami Dall’incontro è emersa la volontà (una volta che verranno accertate le risorse disponibili per accompagnare le uscite) di provare a intraprendere la strada dell’accordo quadro nazionale su pensionamenti e uscite su base volontaria con anche l’apporto attivo del mise (che ha accordato l’impegno a porsi come facilitatore dell’accordo). L’uscita anche agganciata al pensionamento come ribadito dalle parti sociali dovrà essere solo e soltanto volontaria. Abbiamo apprezzato l’intervento dell’assessore regionale Fioroni che, pur sempre nel rispetto del tavolo nazionale, ha dichiarato che la regione è disponibile a mettere a disposizione i propri strumenti per salvaguardare i lavoratori di Sangemini e Amerino. Inoltre, ha ricordato che il piano di risanamento e rilancio di Ami non può passare solo attraverso i tagli dei costi, ma deve concentrarsi anche sul rilancio e il riposizionamento dei marchi storici dei nostri siti». In questo senso si sono espresse tutte le organizzazioni sindacali con forza, sia a livello nazionale sia a livello territoriale, prima di parlare di numeri è necessario avere chiaro il percorso e la strategia di rilancio del gruppo, che passa ovviamente attraverso le specificità di tutti i marchi territoriali. Si chiede, dunque, chiarezza su programmazione della stagione corrente, data la necessità di una strategia commerciale che aumenti le vendite e i volumi.
Il piano, come chiarito dall’azienda, si svilupperà su cinque anni, «come organizzazioni sindacali territoriali – scrivono Fai, Flai e Uila – abbiamo ribadito il nostro impegno alla salvaguardia occupazionale e al rilancio di due siti, Sangemini e Amerino, così importanti per tutto il territorio circostante».

 

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