lunedì 17 febbraio - Aggiornato alle 18:04

San Valentino, tremila imprese coinvolte in Umbria: business tra fiori e dolciumi

La festa del patrono traina il commercio: quasi 500 aziende in più registrate in un anno

di Lorenzo Pulcioni

Cioccolatini, fiori e cene a lume di candela. Per i ternani e per gli umbri, dopo Carnevale ecco San Valentino a trainare le oltre tremila imprese legate a vario titolo alla festa del patrono degli innamorati. Per la precisione 3.491 (di cui 2.622 a Perugia e 869 a Terni) quelle indicate da Registro Imprese della Camera di Commercio di Terni nel 2019, in crescita rispetto alle 3.043 del 2018. Si tratta per lo più di ristoranti (in Umbria sono 2.350 di cui 1,773 a Perugia e 577 a Terni), fioristi e negozi di preziosi (rispettivamente 359 e 199 sul suolo regionale).

In dettaglio Delle 3.491 imprese legate ai festeggiamenti di San Valentino, 869 operano a Terni mentre 2.622 sono attive in provincia di Perugia. Se si considera l’andamento del numero delle imprese registrate, il trend di questi comparti commerciali non ha conosciuto flessioni, ma un incremento piuttosto interessante. Negli ultimi dodici mesi, in particolare al terzo trimestre 2019 la variazione in positivo è piuttosto marcata passando le imprese legate al business di San Valentino dalle 710 del terzo trimestre 2018 alle 869 registrate un anno dopo.

Dolciumi e balocchi Tra le oltre 800 imprese ternane attive nei settori interessati dalla festa degli innamorati, si contano complessivamente 577 ristoranti, 109 fioristi 54 negozi di preziosi, 79 negozi di torte, dolciumi, confetteria, pasticcerie e gelaterie e 50 attività di commercio al dettaglio di articoli da regalo, tra cui bigiotteria e oggetti dell’artigianato. «Con il secondo Festival Terre di San Valentino, imprese enogastronomiche e dell’artigianato locale potranno far conoscere i loro prodotti con punti di esposizione e vendita che si snoderanno tra piazza Tacito, corso Tacito e piazza Europa – sottolinea il segretario generale, Giuliana Piandoro – l’obiettivo insieme al Comune e alla Fondazione Carit è di legare strettamente il nome del Santo Patrono di Terni al territorio circostante per costruire una direttrice di sviluppo, quella turistica, che può dare risultati interessanti».

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