lunedì 6 aprile - Aggiornato alle 13:56

Rocchetta, Regione impugna sentenza sulla proprietà delle sorgenti: «Tenteremo mediazione»

L’assessore gualdese Morroni annuncia il ricorso davanti alla Corte d’appello e intanto si propone di ristabilire un «clima costruttivo»

Roberto Morroni - FI

La Giunta regionale dell’Umbria ha deliberato di impugnare davanti alla Corte d’appello di Roma-Sezione Usi civici la sentenza n.18/2020 del Commissario per la liquidazione degli usi civici relativa alla proprietà di alcuni terreni dove avvengono prelievi di acque minerali da parte della società Rocchetta, nel territorio comunale di Gualdo Tadino. Lo rende noto l’assessore regionale all’Ambiente e alle Acque minerali, Roberto Morroni. «Si ritiene – spiega – che la sentenza presenti alcuni punti assolutamente non condivisibili». Ma l’assessore, peraltro ex sindaco di Gualdo Tadino, si propone col difficile ruolo di mediatore e paciere nel ginepraio di una disputa che si trascina dal 2017.

Mediazione «In rappresentanza della Giunta regionale, mi adopererò – aggiunge – per ristabilire nella città un clima proficuo e costruttivo di confronto e di collaborazione, nel rispetto di tutte le parti coinvolte. Occorre superare un clima di contrapposizione tanto aspra quanto sterile nella consapevolezza della necessità di creare, in un territorio profondamente segnato dagli effetti di una crisi economica e sociale che perdura da tempo, le condizioni idonee a favorire nuove prospettive di crescita e di sviluppo. In questa direzione – ha concluso Morroni – andranno gli sforzi e l’impegno della Regione Umbria».

I commenti sono chiusi.