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venerdì 21 gennaio - Aggiornato alle 21:26

Rivoluzione trasporti Tk-Ast col taxi train, ora acciaieria di Terni verso locomotori a idrogeno

Emanuele Sinibaldi, logistic manager: «Piastra di Maratta e tratta ferroviaria Orte-Civitavecchia farebbero comodo»

 

di Marta Rosati

Sessanta operatori logistici, attivi 24 ore al giorno; una squadra che muove, attraverso quattro locomotori, tra le 500 e le 600 mila tonnellate all’anno di materiale spedito e altrettanto in ingresso. Questi i numeri di Acciai speciali Terni che su rotaia ha vinto in largo anticipo la scommessa con l’obiettivo italiano. Ad oggi il 60% dei prodotti di Ast, l’acciaieria ternana di proprietà Thyssenkrupp, destinata al gruppo italiano Arvedi, viaggia sui treni invece che su gomma, contenendo così i costi dei trasporti e le emissioni inquinanti nell’ambiente. Nel periodo recente ha raggiunto anche picchi del 70-75%.

Emanuele Sinibaldi A fornire i dati a Umbria24 è il logistic manager della stessa acciaieria, Emanuele Sinibaldi: «Negli ultimi anni, e in particolare nel corso della gestione Burelli – sottolinea – il volto della fabbrica è notevolmente cambiato, innanzitutto sulla parte produttiva perché l’utilizzo del rottame in ingresso nei forni, quindi di materiale di riciclo, è raddoppiato, passando dal 40 all’80-85% e poi sul fronte delle spedizioni dei prodotti finiti, sempre meno su gomma, sempre più su rotaia». La combinazione delle due nuove strategie, economicamente vantaggiosa da un lato, e ambientalmente apprezzabile dall’altro, ha avuto ovviamente impatto sulla logistica: «Nonostante le difficoltà che il settore ha riscontrato nell’ultimo periodo, come la carenza di mezzi e operatori, la nostra organizzazione interna ci ha consentito al contrario di non avere alcun problema e anzi essere molto efficienti». In tempi di pandemia di Covid-19 addirittura Ast ha organizzato un viaggio record, per 4 cilindri per laminatoi di propria produzione, da Terni verso varie destinazioni del mondo. Nel dicembre del 2020 dalla Divisione Fucine sono partiti dei manufatti del peso ciascuno compreso tra 180 e 230 tonnellate. Pezzi unici, il cui trasporto raggiunge costi molto elevati.

Acciai speciali Terni L’intuizione di sperimentare nuove soluzioni da parte di Ast è nata proprio durante il primo lockdown, quando la chiusura delle frontiere e le difficoltà generalizzate nel reperire camion durante la prima ondata hanno determinato problemi rilevanti nel trasporto merci. Per questo Ast ha deciso di incrementare sia in Italia che all’estero il trasporto ferroviario e il trasporto intermodale, ovvero una modalità di movimentazione delle merci che combina due o più mezzi di trasporto con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti su gomma: «Rispetto al passato – spiega Sinibaldi -, quando le spedizioni su rotaia erano riservate a clienti con ordinativi dai volumi importanti, con treni completi, oggi col concetto taxi train riusciamo a servire anche i più piccoli sfruttando al meglio le piastre logistiche a disposizione (Milano, Mannheim, Dortmund e Maastricht)».

Tk-Ast Acciai speciali Terni lavora con tre imprese ferroviarie: Mercitalia Rail, Dp Cargo e Cfi: «I macchinisti Ast – garantisce Sinibaldi – sono abilitati non solo per la percorrenza dei binari interni ma anche per raggiungere l’interscambio ferroviario di Terni. Le patenti come richiesto dalle normative vigenti sono state adeguate agli standard europei». All’orizzonte, nonostante Thyssenkrupp stia per cedere il sito ad Arvedi, ci sono diversi investimenti: «Tra i prossimi obiettivi c’è l’ammodernamento della flotta dei locomotori e si guarda con interesse a quelli alimentati a idrogeno visto che ne siamo produttori nonché all’adeguamento dell’infrastruttura per rendere il collegamento con la stazione di Terni sempre più fluido. Delle interlocuzioni in tal senso sono già in atto».

Infrastrutture Domanda delle domande quella sulle infrastrutture che esulano dalle competenze Ast, quelle pubbliche: «Civitavecchia per lo scambio di merci resta il nostro porto di riferimento quindi il completamento della tratta ferroviaria da Orte sarebbe senz’altro utile. Ci riguarda da vicino. Ma ancor più importante forse – osserva – sarebbe l’attivazione della piastra logistica di Maratta, perché diversamente dal sito di viale Brin raccordato alla stazione ferroviaria, il Tubificio e il Centro di finitura sono isolati quindi avere a poca distanza quel servizio, senza dover necessariamente attraversare la città con trasporti eccezionali tutta la città, sarebbe senza dubbio molto vantaggioso, per noi un ulteriore salto di qualità. Il nostro obiettivo è 100% su rotaia, ambizioso, forse utopistico ma vogliamo raggiungere un livello tale di flussi merci in entrata e uscita per cui il trasporto su gomma sia marginale». La bretella stradale tra Ast e San Carlo resta comunque utile. Sinibaldi conferma.

 

 

 

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