giovedì 18 luglio - Aggiornato alle 02:41

Rimborso dei costi, volo per Roma e marketing: «Vi spiego il piano per far decollare l’aeroporto»

Parla Enrico Paolini, presidente di quello di Pescara che ha presentato al Governo tre proposte insieme a Perugia e Ancona

Un aereo decolla dal San Francesco (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Un piano in tre mosse per far decollare gli aeroporti di Perugia, Pescara e Ancona, intesi come strumenti di rilancio per tre economie che devono fare i conti con il post terremoto. Nei giorni scorsi è stato inviato sulla scrivania del sottosegretario ai Trasporti, il leghista Armando Siri, il dossier preparato dai tre aeroporti che, da dicembre, hanno deciso di unire le forze. Fra gli scali delle tre regioni è infatti nato un coordinamento per iniziativa di Enrico Paolini, presidente di Saga (la società aeroportuale abruzzese) ed ex vicepresidente della Regione tra il 2004 e il 2009; lo scopo è quello di fare massa critica e parlare con una voce unica nei confronti del governo, al quale le tre realtà hanno fatto delle proposte, volte essenzialmente all’incremento del numero dei passeggeri. A oggi quello di Pescara è il più ‘pesante’ dei tre coi suoi 671 mila passeggeri, a fronte dei 470 mila di Ancona e dei 223 mila di Perugia.

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Cambio di prospettiva A spiegare a Umbria24 quali sono i motivi che hanno portato al coordinamento e in cosa consistono, concretamente, le proposte inviate a Siri nei giorni scorsi è proprio Paolini: «Gli ultimi studi – dice – hanno capovolto la prospettiva. Nei prossimi anni i grandi hub saranno saturati da decine di milioni di passeggeri ogni anno, e la conseguenza è che scali piccoli e medi come i nostri diventeranno importanti in un paese come l’Italia. Il secondo motivo riguarda la mia esperienza di amministratore: ho conosciuto il terremoto dell’Aquila e se con il primo elemento facciamo un discorso di prospettiva, con il secondo ci mettiamo sul piano dei finanziamenti straordinari per il rilancio dei territori colpiti dai terremoti». La proposta dei tre aeroporti è proprio quella di attingere da questi fondi «alcune decine di milioni, di quelli diretti alla ripresa economica, e spenderli per aumentare il traffico, in special modo quello internazionale».

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Il piano La prima idea è quella di farsi rimborsare per cinque anni i costi dell’handling, cioè di tutti quei servizi per l’assistenza a terra agli aerei e ai passeggeri. Costi pagati dalle compagnie alle società aeroportuali che, modulandoli, provano ad attirare traffico. «Per Pescara – sostiene Paolini – valgono circa 4 milioni, per Ancona due e per Perugia 1-1,5; in totale non si arriva a 10 milioni all’anno. Il rimborso dei costi potrebbe attirare le compagnie e spingerle a incrementare i voli». La seconda idea consiste nel ripristinare la connessione con l’aeroporto di Fiumicino, con Alitalia o con un altro vettore, così da permettere ai viaggiatori di raggiungere in modo più comodo e veloce le destinazioni internazionali e, ovviamente, i territori delle tre regioni: «Stimare un costo non è semplice – risponde sul punto Paolini – ma potrebbe non superare i 10 milioni di euro per tutti e tre gli aeroporti».

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Risposte in tempi rapidi L’ultima proposta consiste in un piano di marketing congiunto che, per un anno, potrebbe costare all’incirca un milione di euro: «Un piano straordinario – sottolinea il presidente di Saga – in grado di posizionarci in particolare in quei paesi esteri che consideriamo particolarmente importanti, dal Nord Europa agli Stati Uniti; in questo modo si potrebbero studiare anche dei pacchetti ad hoc». Depositato il progetto, Paolini dopo l’ultimo incontro romano si aspetta in tempi rapidi la convocazione di un tavolo tecnico al quale dovranno partecipare gli aeroporti, il commissario per la ricostruzione delle zone terremotate, le Regioni e alcuni Ministeri: «I tempi – conclude – possono essere brevissimi e bisogna evitare che si dilatino; in due mesi si potrebbe fare tutto. Tre regioni attendono delle risposte concrete».

Twitter @DanieleBovi

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