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martedì 6 dicembre - Aggiornato alle 11:01

Riforma trasporto: «Quattro lotti, tagli per milioni di euro e nubi su Savit e lavoratori»

Servizio essenziale, Fiom Cgil: «A rischio il futuro dell’azienda su Terni e rischi per le maestranze». Pd: «Da salvaguardare»

«La suddivisione della gara per il trasporto pubblico locale in quattro lotti, il tetto massimo di due aggiudicazioni per ogni operatore economico ammesso e tagli per milioni e milioni di euro, sono scelte politiche che rischiano di mettere a repentaglio il futuro di svariate unità occupazionali, con condizioni lavorative peggiorative. Ma c’è di più. Tale operazione rischia di spazzare via l’azienda Savit da Terni, dove è nata e cresciuta fino ad aprire officine in altre regioni di nord, sud e centro Italia». Questo il grido d’allarme lanciato mercoledì mattina dalla Fiom Cgil di Terni e Perugia, nel corso di una conferenza stampa dedicata, relativamente alle ultime comunicazioni dell’assessore regionale competente, Enrico Melasecche, che sull’argomento è già stato contestato aspramente da alcuni lavoratori coinvolti e poco più di un mese fa sollecitato all’apertura di un confronto dal numero uno di Cgil Umbria, Vincenzo Sgalla. Parallelamente alla vertenza più generale sul Tpl, la battaglia della quale la Fiom ha dato notizia è quella dei metalmeccanici, coloro che si occupano di manutenzioni degli autobus.
Riforma del Trasporto pubblico Savit è stato spiegato è controllata al 100% da Busitalia che oggi detiene il Tpl in Umbria ed è a totale capitale pubblico. Con i suoi 93 dipendenti, la maggior parte dei quali concentrati nella sede principale di Terni (39), Savit è oggi una realtà regionale con proiezioni di carattere nazionale e possibilità di ulteriore espansione: ha officine in Veneto, Campania e Lazio e rischia oggi di perdere aderenza col proprio ‘territorio di nascita’: «La riorganizzazione del Tpl annunciata dalla Regione Umbria rischia di azzerare anni di crescita e consolidamento di questa importante realtà industriale – hanno spiegato oggi in una conferenza stampa Alessandro Rampiconi, segretario generale della Fiom Cgil di Terni, e Marco Bizzarri, segretario generale della Fiom Cgil di Perugia -. Infatti, lo spacchettamento in quattro lotti porterebbe come conseguenza quasi certa lo spostamento della sede legale dell’azienda da Terni, con una grave perdita per il territorio. Oltre a questo – hanno spiegato i sindacalisti – nell’eventuale passaggio dei lavoratori, attualmente inquadrati in gran parte con contratto metalmeccanico, alle nuove aziende appaltatrici, ci sarebbe il rischio concreto di un peggioramento sostanziale delle loro condizioni lavorative, visto che buona parte delle attività attualmente svolte dall’azienda potrebbero venire meno, a causa delle economie e delle razionalizzazioni che le aziende vincitrici andrebbero necessariamente a fare in futuro dati i tagli imposti da Palazzo Donini al servizio».
Il futuro dei lavoratori Savit Secondo quanto l’assessore Melasecche avrebbe riferito ai sindacati pochi giorni fa, per le maestranze è previsto il passaggio alle società che subentreranno «ma questo non basta – sottolineano dalla Fiom – perché sarebbero è vero inquadrati con contratto autoferrotranvieri (Ccnl che di per sé offre garanzie), ma è necessario avviare una trattativa sindacale approfondita su profili professionali, orari e organizzazione del lavoro che si potrà aprire solo dopo l’eventuale passaggio alle nuove realtà aziendali che si aggiudicheranno l’appalto. Ad oggi non c’è nemmeno bando. E chi lavora in appalto per i servizi di rifornimento e pulimento non è stato sin qui nemmeno preso in considerazione. Abbiamo chiesto a questo proposito, senza esito, un confronto con l’assessore, che per ora ha escluso la Cgil da qualsiasi tavolo politico – hanno aggiunto Rampiconi e Bizzarri – per chiedere conto di decisioni che rischiano di penalizzare fortemente la nostra regione ed in particolare il territorio ternano. Quei lavoratori allo stato attuale non sono coperti dalla clausola sociale. Come Fiom – hanno concluso i due segretari provinciali – anche in vista delle elezioni comunali che interessano la città di Terni, sollecitiamo tutti i soggetti politici ad alzare l’attenzione sulla possibile perdita di una realtà industriale fondamentale come Savit, che avrebbe conseguenze drammatiche per il territorio».
Il Dem Filipponi Sull’argomento arriva dal capogruppo Pd Terni in Comune Francesco Filipponi: «Facciamo nostra  – scrive il Dem – la preoccupazione per la Savit, azienda metalmeccanica controllata da Busitalia, attiva per le manutenzioni degli aubotus del tpl, ed in particolare per i quaranta lavoratori su novanta dipendenti coinvolti, che lavorano a Terni. Al prossimo consiglio comunale utile – annuncia – presenteremo un atto di indirizzo per chiedere la salvaguardia dell’azienda, della sede legale ternana e dei lavoratori. Riteniamo che il grido d’allarme sindacale sul rischio di azzerare anni di crescita e consolidamento di questa importante realtà industriale sia assolutamente fondato. La riorganizzazione del trasporto pubblico locale annunciata dalla Regione Umbria, sulla quale ci siamo più volte espressi contrariamente, con lo spacchettamento in quattro lotti causerebbe probabilmente lo spostamento della sede legale dell’azienda da Terni, con una grave perdita per il territorio. Ci batteremo affinché ciò non accada».

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