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sabato 28 gennaio - Aggiornato alle 11:11

Riciclo scorie dell’Acciaieria, dalla Bei 18 milioni a Tapojärvi: «Creiamo 500 posti di lavoro»

Finanziati anche test per la trasformazioni in prodotti edili. Caro energia, Arvedi annuncia prolungamento fermata

La Banca europea per gli investimenti (Bei) ha concesso un finanziamento di 18 milioni di euro all’azienda finlandese Tapojärvi per l’impianto di lavorazione e valorizzazione delle scorie dell’inossidabile dell’Acciaieria di Terni, che attualmente finiscono in discarica. Col via libera, incardinato ai fondi del Piano di investimenti per l’Europa, vengono sostenute anche le fasi preliminari necessarie per testare ed espandere la trasformazione delle scorie in sottoprodotti utilizzabili nell’edilizia, riducendo così il loro smaltimento nelle discariche. In una nota viene spiegato che il «progetto contribuirà a creare 500 posti di lavoro» e che «sarà funzionale al passaggio ad un’economia circolare e contribuirà a ridurre l’impronta ambientale di un’industria altamente inquinante». La notizia arriva dal Lussemburgo poche ore dopo che Giovanni Arvedi ha annunciato il prolungamento della fermata dell’Acciaieria di Terni a causa del caro energia.

TUTTO SULLE SCORIE DI AST

Scorie dell’Acciaieria: dalla Bei 18 milioni a Tapojärvi  Per la vicepresidente della Bei, Gelsomina Vigliotti, «operazioni come quella firmata con Tapojärvi sono fondamentali per favorire il passaggio a un’economia più circolare e sostenibile in quanto contribuiscono a ridurre l’impronta ambientale degli impianti per la produzione di acciaio inossidabile attraverso il recupero di valide materie prime». Obiettivo del progetto di recupero delle scorie Ast è logicamente un modello di economica circolare, che Vigliotti considera «uno strumento chiave per la lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione della dipendenza delle imprese dalle importazioni». A parlare del progetto per le Acciaierie di Terni come di «un innovativo impianto industriale per sviluppare nuove soluzioni e trasformare le scorie in validi sottoprodotti, che quindi non andranno ad ingrossare le discariche» è anche il commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni, secondo cui «il progetto – ha proseguito Gentiloni – non solo sosterrà l’economia regionale e la creazione di 500 posti di lavoro nella fase di attuazione, ma al tempo stesso aumenterà la quantità di materiale riciclato riducendo così il consumo di risorse naturali e materie prime nelle industrie estrattiva e siderurgica».

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