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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 01:10

Reindustrializzazione Treofan Terni, in lizza anche Acea e spunta l’ipotesi idrogeno

Novità prima di Natale, oltre Novamont altre aziende interessate ai fondi per la green economy

di Marta Rosati

La produzione e lo stoccaggio di idrogeno non sono esclusi. Per il polo chimico di Terni, la reindustrializzazione Treofan potrebbe passare anche per questo vettore energetico ‘del futuro’. Questa una delle ipotesi che circolano quando mancano ormai giorni alla verità sul destino della fabbrica e probabilmente anche dei lavoratori che tra la possibilità di una proroga della cassa integrazione e ancora poche informazioni sui tavoli di confronto, vivono di fatto uno stato di incertezza che si trascina da un anno. Nessuno sin qui si è sbilanciato sui livelli occupazionali che le iniziative industriali avanzate comporterebbero e la questione è cruciale.

Treofan Terni Nel corso dell’ultima riunione di confronto con i segretari nazionali dei sindacati di categoria è emerso che parallelamente al progetto Novamont, incentrato sulle bioplastiche, ce n’è un altro in una fase di sviluppo molto avanzata, e prossimo a vedere la luce, che porterebbe tra gli altri il nome di Acea. La società italiana non sarebbe capofila dell’iniziativa ma comunque parte integrante del piano complementare a quello con la griffe dell’azienda guidata dall’Ad Catia Bastioli, in un discorso di filiera tanto ricercato e in linea con l’idea della sustainable valley lanciata dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Michele Fioroni.

Dicembre mese decisivo Prima di Natale è il timing annunciato dalle organizzazioni sindacali perché tutti i soggetti in campo scoprano le carte, anche perché secondo indiscrezioni, i player in lizza per la reindustrializzazione di Treofan, sarebbero interessati a fondi del Pnrr in scadenza a fine anno, a conferma che non dovrebbe mancare molto per conoscere la verità. Per quel che si sa, tutto quello che è innovazione dal punto di vista energetico, è potenzialmente realizzabile. I sindacati, dopo gli aggiornamenti forniti dal liquidatore, attendono la chiamata del ministero, non più tardi della prossima settimana.

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