mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 22:46

Recupero evasione tasse statali: solo quattro Comuni umbri ce la fanno

Bilancio 2018 meno di 20 mila euro, Uil: «Deludente». Nell’elenco c’è Perugia, ma non Terni

Palazzo Spada (foto Marta Rosati)

di C.F.

Soltanto quattro comuni umbri su 92 nel 2018 hanno compartecipato alla lotta all’evasione fiscale, incassando complessivamente neanche 20 mila euro. Tra questi c’è Perugia, ma non Terni, mentre a mettere in cassa la maggior quota è il Comune di San Giustino, che da solo ha raggranellato oltre 11 mila euro del bilancio umbro sulla lotta all’evasione fiscale dei Comuni per imposte non proprie, come l’Iva, che poi resterebbero in cassa.

I dati sono contenuti nell’ultimo dossier del Servizio politiche territoriali della Uil, secondo cui, «su base nazionale, solo 393 Comuni (5,1 per cento) hanno attivato nel 2018 l’attività di contrasto recuperando 11,4 milioni di euro, in diminuzione del 14,1 per cento sull’anno precedente». Gli enti locali nella lotta all’evasione faticano anche a per i tributi di propria competenza, come l’Imu, e l’arretramento italiano sulla partecipazione dei Comune si sovrappone a quello umbro. Terni nel 2016 aveva incassato appena 515 euro, scesi a 100 euro nel 2017 e azzerati lo scorso anno. A Perugia, invece, nel 2017 si erano introitati 7.075 euro, quest’anno non si è andati oltre 6.041 euro.

Da qualche parte, però, il recupero dell’evasione è una degna voce di bilancio: Torino (821 mila euro), Genova (760) e Milano (746), ma anche Asiago (650), Prato (417), Bergamo (310) e Modena (246). Cifre ben lontane anche dal bilancio umbro del 2018 che, oltre Perugia e San Giustino, conta anche i municipi di Orvieto e Tuoro sul Trasimeno che hanno raggranellato poco più di 500 euro ciascuno, mentre c’è il numero zero accanto a Foligno, Città di Castello e Spoleto. Per il segretario della Uil di Terni, Gino Venturi, dall’analisi emergono risultati «deludenti, soprattutto se paragonati agli alti tassi di evasione fiscale e irregolarità lavorativa italiani: è un problema certamente di volontà politica, ma – dice – occorre anche intervenire con una diversa e più adeguata organizzazione dei Comuni».  Da Roma la richiesta di Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil, secondo cui governo e al Parlamento dovrebbero rendere strutturale, o almeno prorogare nella prossima legge di Bilancio, il provvedimento che attribuisce il 100 per cento  del recuperato agli stessi Comuni che compartecipano al contrasto all’evasione».

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