giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:19

Recupero evasione tasse statali: solo sei Comuni umbri ce la fanno

Studio Uil rileva entrata totale di neanche 50 mila euro, male Terni con appena 100 euro «per casualità»

Lavoro in ufficio, foto archivio

di M.C.

Nel 2017 appena sei Comuni dei 92 umbri hanno compartecipato al recupero dell’evasione fiscale dei tributi nazionali (Irpef, Ires e altri), che gli resterebbe al 100% in cassa. Tra la modesta pattuglia compaiono sia Perugia che Terni, ma con cifre molto distanti e comunque estremamente contenute, tanto che non appaiono frutto di politiche mirate.

Solo sei Comuni umbri A rilevarlo è uno studio di Luigi Veltro del Servizio politiche territoriali della Uil, secondo cui il Comune di Terni lo scorso anno ha recuperato appena 100 euro di evasione fiscale dei tributi nazionali, «probabilmente per casualità – evidenziano dal sindacato – e non per politiche specifiche». Fa meglio il Comune di Perugia ma la cifra non impatta minimamente: nel 2017 il municipio ha infatti recuperato 2.727 euro: complessivamente i sei municipi umbri lo scorso anno hanno incassato 48.849 euro, «una miseria» per Gino Venturi, segretario della Uil di Terni.

Malte in tutta Italia La partita della compartecipazione al recupero delle imposte statali, introdotta nel 2010, sarebbe ghiotta per gli enti locali che potrebbero mettere le mani su somme significative, tuttavia questi stessi municipi spesso arrancano anche nel recupero dell’evasioni dei tributi di propria competenza, come Imu e Tari. E in questo senso, la graduatoria dei Comuni elaborata dal Servizio della Uil diretto da Ivana Veronese rileva che da Nord a Sud i municipi faticano a “giocare” la partita aperta sette anni fa: nel 2017, infatti, appena il 5,7 per cento dei municipi è riuscito a dotare il proprio bilancio della voce di entrata relativa alla compartecipazione al recupero delle imposte statali e, conseguentemente, a rimpolpare la spesa di qualche risorsa in più. Nel dettaglio, 433 Comuni italiani hanno rastrellato complessivamente 13,3 milioni di euro: nel 2010 erano stati poco più di 1,1 milioni, mentre il record risale al 2014 con quasi 21,2 milioni.

Milano unica a sei zeri In cima alla graduatoria dei Comuni che hanno incassato di più c’è nel 2017, comunque, c’è Milano con 1,3 milioni, ma è l’unica città che realizza un’entrata a sei zeri, segue Genova con 967 mila euro, Prato con 752 mila, San Giovanni in Persiceto (Bologna) con 635 mila euro, Torino con 517 mila e Bergamo con 505 mila: «I sindaci – commenta Gino Venturi, segretario della Uil di Terni – invece di limitarsi sempre solo a piangere per la scarsità di risorse, dovrebbero e potrebbero invece fare molto in chiave anti evasione non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse al livello locale, ma anche perché una lotta serrata all’evasione fiscale e contributiva permette di ristabilire equità e giustizia sociale».

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