lunedì 27 maggio - Aggiornato alle 01:14

Rating di legalità per le aziende: All food ottiene tre stelle dall’Antitrust

Punteggio massimo per l’azienda di Albano Laziale attiva anche in Umbria: «Per noi motivo di orgoglio»

Una mensa

All Food spa ottiene il massimo del rating di legalità dall’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato). Sono tre le stellette riconosciute all’azienda della ristorazione collettiva che, così, ottiene l’indice più alto in termini di di affidabilità e correttezza per il suo comportamento etico e legale. Il “certificato”, come si legge in una nota dell’azienda, è stato rilasciato il 7 marzo scorso dall’Antitrust e, come previsto, ha una durata biennale, dopodiché sarà nuovamente verifiche. «Tre stellette – dice l’azienda con sede legale ad Albano Laziale ma attiva anche in Umbria – è motivo di orgoglio per un traguardo che ci spinge al continuo impegno e ad una costante crescita sul terreno etico, innovativo e di qualità produttiva». Il rating di legalità, come noto, è stato introdotto nel 2012 per le imprese che hanno un fatturato superiore ai due milioni di euro e che, questo il punto, rispettano una serie di requisiti. In particolare per il punteggio massimo serve «rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, delle linee guida che ne costituiscono attuazione, del Protocollo sottoscritto dal Ministero dell’Interno e dalla Lega delle Cooperative e a livello locale dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria; utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge; adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizioni normative applicabili all’impresa o un modello organizzativo ai sensi del d.lgs. 231/2001; adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility; essere iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa; avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria».

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