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lunedì 18 gennaio - Aggiornato alle 20:17

Raddoppio Orte-Falconara nel Recovery Plan. I sindaci: «Subito commissario e no variante»

Nota congiunta dei primi cittadini di Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Valtopina e Fossato di Vico: «Adottare modello Genova»

Il treno e l'incidente di Giuncano

«Ora si proceda la nomina del Commissario sul modello “Genova” nel più breve tempo possibile». Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Recovery Plan, insieme i sindaci di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, di Nocera Umbra, Giovanni Bontempi, di Valtopina, Lodovico Baldini, di Fossato di Vico, Monia Ferracchiato, sono intervenuti sul potenziamento della ferrovia Orte-Falconara, inserita nell’elenco delle priorità per quanto riguarda lo sblocco delle infrastrutture pubbliche da cantierare e realizzare perché considerate strategiche per il Paese.

Modello Genova «Nell’esprimere soddisfazione per l’inserimento nel piano nazionale che verrà portato alla partecipazione dei portatori di interesse e del parlamento nazionale prima ed europeo poi, di un’opera strategica per l’intero territorio regionale e nazionale – si legge nella nota dei sindaci – auspichiamo la nomina del Commissario sul modello “Genova” nel più breve tempo possibile ed allo stesso tempo ribadiamo con forza la necessità di avviare la fase di gara per l’affidamento dei lavori rispetto al tracciato esistente ormai da tempo individuato e per il quale tutte le municipalità interessate si erano espresse già da tempo in modo favorevole».

No a varianti Per i sindaci «chi oggi continua strumentalmente a riproporre ipotesi di variante rispetto al tracciato esistente ed immediatamente cantierabile, rischia seriamente di compromettere per sempre la realizzazione di un’opera che l’Umbria aspetta ormai da troppo tempo e che bisogna portare a compimento senza se e senza ma, così come è stata pensata e progettata. Se vogliamo spendere presto e bene ed in maniera produttiva le ingenti risorse che arriveranno dall’Europa, dobbiamo farlo anche in Umbria in maniera seria, veloce, ascoltando le istanze del territorio, perdere un’occasione come quella che abbiamo di fronte per inseguire una fantomatica quanto cervellotica variante di cui da troppo tempo si parla, tutta da progettare con costi di gran lunga superiori e tempi non compatibili con le esigenze dei cittadini e delle imprese umbre, significherebbe creare un danno irreparabile all’Umbria ed al paese, che vedrebbero archiviata per sempre un’opportunità di sviluppo che tanti territori aspettano ormai da decenni, proprio nel momento in cui invece servirebbe correre e di gran lena verso la realizzazione del raddoppio».

Melasecche Sul tema era intervenuto proprio ieri l’assessore regionale ai trasporti Enrico Melasecche, sottolineando che «si sta anche avviando con rigore lo studio dell’ipotesi di variante della tratta Foligno-Fossato di Vico in modo che la Politica possa poi laicamente dire la sua, una volta per tutte.  Siamo alla ormai alla quarta riunione del tavolo tecnico, con implicita forte valenza strategico-progettuale, in cui è stato previsto per la tratta Spoleto-Terni l’adeguamento del vecchio progetto di tredici anni fa ad una canna trasformandolo a due canne. Una lunga galleria di 19 km su 22 km totali di percorso. L’incidente di tre giorni fa in Val di Serra, sulla gola di Giuncano – ricorda l’assessore Melasecche -, che avrebbe potuto essere ben più drammatico, non sarà quindi tra pochi anni più possibile perché il nuovo progetto, già in corso di definizione da parte di RFI, ridurrà la pendenza massima dal 22 per mille dell’attuale tracciato, con frequenti problemi, al 12 per mille, e sarà molto più sicuro e veloce potendo raggiungere velocità fino a 175/200 km l’ora».

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