domenica 18 agosto - Aggiornato alle 22:35

Prezzi ai minimi storici e compravendite ferme: «Il mercato immobiliare umbro è ancora incerto»

Venerdì a Perugia è stato fatto il punto sul comparto: «La crisi ha portato a una mutazione radicale della filosofia di acquisto»

Un cantiere a Perugia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Prezzi al minimi storici, compravendite sostanzialmente ferme e una «mutazione radicale della filosofia di acquisto dello spazio residenziale». In estrema sintesi è questo il quadro che emerge dall’analisi fatta venerdì, a Perugia, dalla Borsa immobiliare dell’Umbria a proposito del mercato immobiliare regionale. La giornata è servita a tracciare lo stato di salute del comparto che rappresenta «una componente decisiva e trainante per l’economia e il tessuto sociale della nostra regione». Partendo dai dati più recenti, nel primo semestre 2018 in Umbria sono state 5.392 le compravendite, con un incremento inferiore al punto percentuale (+0,7%) e ben lontano dalla media italiana (+10,7%, con 334 mila fabbricati scambiati).

Umbria in fondo alla classifica Molto lontane anche le performance delle altre regioni del Centro: nel Lazio nello stesso periodo dell’anno la crescita è stata del 15,65, in Toscana dell’8,68 e nelle Marche addirittura del 36%. «E sì che anche le Marche – è stato detto venerdì – seppur con un mercato immobiliare molto più vasto e diversificato, hanno subìto, come l’Umbria, il contraccolpo del terremoto». Dati peggiori si registrano solo in Basilicata e in Calabria. «Nei primi sei mesi del 2018 – ha commentato Mauro Cavadenti Gasperetti, componente del comitato di vigilanza della Borsa immobiliare – la piccola crescita dell’Umbria supera soltanto quella di Basilicata e Calabria, le uniche due regioni con un dato negativo. La casa cerca di ripartire, ma il mercato è ancora incerto».

Le compravendite Delle quasi 5.400 compravendite oltre 2.200 riguardano il settore residenziale dove c’è stato un incremento dell’acquisto di prime case di quasi il 3% rispetto all’anno precedente: «Risultato da ritenersi positivo – è stato detto venerdì – per una regione che nel 2016 è stata colpita da un evento sismico che ha bloccato la compravendita degli immobili nei territori del cratere». Al palo poi i prezzi degli immobili, fermi attorno ai minimi storici toccati nel post crisi, con differenze sostanziali tra il nuovo e l’usato da ristrutturare. In media nella regione si va dai 900 ai 2.700 euro al metro quadro per il nuovo, dai 700 ai 2.800 per un ristrutturato, dai 300 ai 1.900 per un abitabile e dai 200 ai 1.300 per una casa da ristrutturare.

I prezzi a Perugia e Terni Ovviamente le cose cambiano da città a città. Limitando l’analisi ai due capoluoghi di provincia, a Perugia si va dai 1.300 ai 2.300 euro al metro quadro in centro ai 900-1.200 per un appartamento nuovo in zona agricola, passando dai 1.000-1.500 per un’area semicentrale. A Terni, sempre per quanto riguarda il nuovo, in centro storico servono dai 2.000 ai 2.700 euro, in zona agricola dai 900 ai 1.000, in semiperiferica dai 1.500 ai 1.750 e in quella nei dintorni del centro dai 1.600 ai 1.850. Prezzi più bassi ovviamente per immobili da ristrutturare e per l’usato.

Dopo la crisi Nel corso dei lavori poi è stato sottolineato come la crisi abbia prodotto cambiamenti profondi anche in questo settore. «Bisogna essere attenti – ha detto Gasperetti – a una mutazione radicale della filosofia di acquisto dello spazio residenziale, sia nella forma che nella dimensione rispetto all’ante crisi. Oggi, gli acquisti di abitazioni si orientano su superfici medio grandi con il 29% dei compratori che ha scelto una superficie da 85 a 115 mq, il 43% oltre 115 mq, mentre gli appartamenti di piccolo taglio, fino a 50 mq, occupano solo un 6%». Oltre a ciò la domanda pare prevalentemente alla ricerca di una qualità che «non si concretizza più solamente nelle finiture e nelle buone ristrutturazioni, ma l’evoluzione culturale privilegia gli acquisti di abitazioni parsimoniose dal punto di vista energetico, evolute dal punto di vista strutturale e con notevoli pregi architettonici».

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.