lunedì 25 maggio - Aggiornato alle 04:07

«Io, precaria, mi sono messa ad allevare lumache. Vi spiego come si fa»

A Corciano Valeria Zito dà vita a ‘La lumaca Zibellina’: «Serve tempo e pazienza ma così recuperiamo il nostro terreno incolto e lo mettiamo a reddito»

Valeria Zito e le sue lumache 'Zibellino'

Una vita da precaria, quella di Valeria Zito, insegnante di inglese e madre di due bambini di 8 e 4 anni. E allora ha deciso di dare una svolta e, insieme al marito Andrea Bellino, dipendente dell’Università degli studi di Perugia, ha deciso di scommettere sulle lumache mettendo a frutto i terreni di famiglia. «Ci siamo trasferiti a casa di mia madre da un paio d’anni – racconta – nella campagna di Taverne di Corciano. Il terreno era incolto e ci sembrava un peccato lasciarlo così. E’ stato mio marito ad informarsi, cercando come poterlo sfruttare, e da lì è nata l’idea di adibirlo ad allevamento di lumache». È nata così “La lumaca Zibellina”, primo allevamento del genere in zona ([email protected] – tel. 339 6449015 per chi volesse contattarlo).

Come si allevano le lumache Da lì la coppia ha cominciato a lavorare la terra (intanto 4 mila metri, destinati a salire presto a 6 mila, degli oltre 2 ettari disponibili) in primis iniziando a coltivare le piante giuste. «Dopo il grande lavoro di creazione dei recinti, le reti vanno interrate per almeno 20 cm, il lavoro quotidiano è meticoloso – prosegue Valeria –. Ogni mattina va controllata la vegetazione dentro i recinti e anche la corrente a bassa tensione che passa attraverso le recinzioni per evitare che le lumache scappino, va anche messa in atto un’attività preventiva contro i possibili predatori (topi, uccelli, ecc.) e predisposta l’irrigazione serale. Poi, occorre aspettare con pazienza».

La raccolta Intorno alla metà di giugno Valeria e suo marito hanno inserito i primi riproduttori. «Dopo l’accoppiamento e la gravidanza di un mese contiamo di iniziare a raccogliere i frutti del nostro lavoro tra settembre e ottobre – spiega -. Si tratterà di un momento altrettanto impegnativo in quanto la raccolta andrà effettuata a mano, mediante bancali inseriti nei recinti, sfruttando l’attrazione delle lumache per il legno. Quindi le lumache saranno spurgate in maniera naturale in magazzino e poi vendute pronte per essere cucinate». La sfida è interessante, visto che l’elicicoltura da qualche tempo viene individuata da molti aspiranti imprenditori come uno dei possibili settori in cui crearsi un lavoro ed ottenere un reddito. Benché non abbiano esperienza, Valeria e il marito sono attenti a non commettere errori. «Siamo consapevoli che stiamo cominciando ora, al momento abbiamo intenzione di aumentare la produzione, sperando di non venire bloccati dal tasso di mortalità di questi gasteropodi o di non vederli andare in letargo troppo presto perché non annaffiamo abbastanza le piante».

Per sagre e per casa Chiamata a delineare un futuro del suo business, la neo imprenditrice riconferma di pensare all’utilizzo commerciale della lumaca come carne, tant’è che sono stati già allacciati contatti con ristoratori e organizzatori di sagre. «Speriamo di vendere le lumache anche attraverso supermercati per il consumo in casa – afferma -; a breve lanceremo un video promozionale nel quale uno chef consiglia qualche piatto. Perché non sposare questa produzione a Km 0 mettendo in campo la creatività? Continuando a sognare si potrebbe anche pensare di sfruttare la bava delle lumache, una sostanza ricchissima di proprietà e per questo molto richiesta sul mercato e impiegata in farmacia o nella cosmesi naturale, per il suo effetto rigenerante sulle cellule della pelle».

Auguri del sindaco Davanti a tanto entusiasmo, l’in bocca al lupo viene dal sindaco di Corciano, Cristian Betti. «Ero curioso di vedere un allevamento di lumache – dice -. Quando mi hanno chiamato sono andato subito. È importante mostrare le esperienze positive, le esperienze di chi si rimette in gioco cullando i propri sogni».

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