mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 22:54

Povertà, Regione prepara ‘reddito per il lavoro’: «Affiancherà quello di cittadinanza»

Paparelli annuncia la nuova misura attivabile con le risorse della cassa integrazione non spese: «Dedicata ai giovani senza occupazione»

Paparelli a Villa Umbra

Si chiama ‘Reddito per il lavoro’ la nuova misura per il contrasto alle povertà che la Regione Umbria è pronta a varare, affiancandola al ‘Reddito di cittadinanza’ . Ne ha parlato il presidente Fabio Paparelli a Villa Umbra nel corso dell’incontro denominato “Il contrasto alle povertà in Umbria: stato dell’arte e programmazione futura”, promosso da Palazzo Donini.

Reddito per il lavoro Si tratta di una misura «finanziabile – ha spiegato Paparelli – con le risorse della cassa integrazione in deroga non spese e che lo Stato ci deve restituire, rivolta ai giovani che avendo concluso il loro ciclo formativo non hanno ancora trovato lavoro e hanno un Isee tra 6 e 12 mila euro anno. Un reddito di inclusione accompagnato da un’esperienza lavorativa, formativa sul campo e da un incentivo alle aziende ad assumere».

Piano regionale Al centro dell’iniziativa: le azioni previste dal Piano regionale per il contrasto alla povertà e le prospettive nella nuova programmazione europea 2021 – 2027. Confronto voluto dalla Regione Umbria con il mondo del lavoro, dell’associazionismo e del terzo settore. «Un passaggio importante per tracciare un puntuale bilancio di ciò che è stato fatto finora e per disegnare i prossimi interventi tenendo in considerazione i futuri indirizzi europei» ha dichiarato Alberto Naticchioni, amministratore unico della Scuola umbra di amministrazione pubblica, in apertura dei lavori. «Le azioni previste dal Piano regionale per il contrasto alla povertà si integrano – ha ricordato Paparelli – con quanto già attivato dalla Regione Umbria per promuovere interventi di inclusione sociale e lotta alla povertà, per sostenere l’inclusione attiva, l’occupazione e le pari opportunità tra i cittadini, che ha visto lo stanziamento nel settennato 2014-2020 di oltre 55 milioni di euro di fondi comunitari Fse e regionali. Per il prossimo settennato 2021-2027, l’Europa mette finalmente al primo posto la persona e il pilastro sociale. E’ necessario affrontare la fase 2, traghettando verso le opportunità europee le esperienze positive maturate e in atto ed un modello di governance efficace, che vede insieme Regione, Enti locali, istituzioni religiose e terzo settore, come recita la campagna di comunicazione in atto».

I lavori Il Piano regionale per la lotta alla povertà, finalizzato a promuovere un sistema di welfare integrato e a contrastare fenomeni di esclusione sociale, è fondato su tre pilastri: sostegno al reddito, contributo economico attraverso la misura nazionale di contrasto alla povertà Reddito di cittadinanza; inclusione sociale e lavorativa, attraverso l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro delle persone più vulnerabili; servizi sociali di qualità potenziando i punti di ascolto e la rete sociale sul territorio. Lo stato di attuazione del Piano e le prospettive future sono state approfondite da Serenella Tasselli, responsabile Sezione Inclusione sociale, contrasto alle povertà e anziani della Regione Umbria, da Luigi Rossetti, direttore regionale Welfare e Salute, da Andrea Bernardoni, esperto in cooperazione, da Pier Luigi Grasselli, direttore dell’Osservatorio sulle povertà, Caritas Diocesana di Perugia.

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