giovedì 20 settembre - Aggiornato alle 22:32

Polvese lab, Trasimeno modello di unione: sviluppo e ambiente la sfida. «Moscerini abbattuti del 50%»

Raduno alla Polvese che diventa laboratorio tra cittadini, studiosi, operatori turistici e istituzioni. Ecco i risultati sui chironomidi

«Siamo qui per rappresentare l’impegno della Regione per lo sviluppo del territorio, in particolare attraverso un programma specifico territoriale di investimenti su questa area, in collaborazione con l’Unione dei Comuni del Trasimeno, con risorse finanziarie importanti della programmazione comunitaria 2014-2020». L’ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo questo pomeriggio a ‘Polvese Lab. Innovazione e ricerca per lo sviluppo del territorio’ che si è svolta oggi a Isola Polvese. «Importante e assai significativo – ha detto – che questa giornata si svolga in questo luogo, dove grazie al lavoro svolto con decisione e determinazione dalla Provincia per la riqualificazione dell’isola e alle concessioni esterne, è stato recuperato e riqualificato un patrimonio importante, sia la parte del complesso che è sede del Centro su cambiamenti climatici e biodiversità dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, sia nella parte data in concessione per lo sviluppo delle attività legate al turismo. Gli investimenti regionali – ha proseguito – riguardano il versante delle imprese, ma anche la valorizzazione di questa area e del lago, di cui è evidente il pregio ambientale e paesaggistico e che rappresenta un volano economico centrale per questo territorio e per l’intera regione, basti pensare che da solo attrae il 35% dei flussi turistici. Il laboratorio di oggi è volto anche a pensare innovazione di tipo economico e sociale perché un territorio vive se ci sono potenzialità di crescita, occasioni di lavoro sul territorio, e potenzialità che le imprese dei vari settori, agroalimentare, pesca, turismo, agricoltura, possano mettere insieme per dare maggiore forza. Per questo – ha rilevato la presidente della Regione – abbiamo messo risorse per potenziare le infrastrutture e accanto agli investimenti dell’Iti Trasimeno, lo strumento dell’Investimento territoriale integrato, abbiamo costruito un piano con 1 milione di euro per la riqualificazione di tutte le aree spondali e di tutte le infrastrutture connesse alla sua fruizione e alla navigazione».

Bartolini «Nel corso della giornata – ha sottolineato l’assessore regionale alle Riforme, innovazione e semplificazione Antonio Bartolini – il primo importante successo è stato quello della partecipazione dei cittadini. Sono state poste varie questioni che richiedono una forte unità politica e siamo convinti di aver trovato soluzioni per dare risposte in tempi celeri. Nelle prossime settimane svilupperemo alcuni temi fondamentali per il territorio, con un convegno sull’urbanistica e un altro sul marchio del Trasimeno nell’ottica di una politica di rilancio del brand territoriale», Iti Trasimeno. Un approfondimento è stato dedicato allo strumento comunitario Iti (Investimento territoriale integrato) che la Regione Umbria ha scelto per realizzare il ‘Progetto integrato d’area del bacino del Trasimeno’, partendo dagli elementi identitari e di forza del comprensorio, da mettere a valore: ambiente, paesaggio, acqua, cultura, un’economia legata all’agricoltura, alla pesca, al turismo, piccole e medie imprese. Una nuova strategia di sviluppo sostenibile, finanziata con tutti e tre i programmi operativi dei fondi strutturali europei per un totale di 15 milioni di euro (5,5 mln a carico del Por Fesr per lo sviluppo regionale, 2 mln a carico del Por Fse, il fondo sociale europeo, e 7,5 mln con i fondi Feasr del Programma di sviluppo rurale). Motore dello sviluppo dell’area è l’Unione dei Comuni del Trasimeno costituita nel luglio 2016 dai Comuni di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro e Tuoro sul Trasimeno, 8 Comuni individuati in quanto hanno una lunga storia di collaborazione, iniziata con il Piano regionale di sviluppo 1982-85 e più recentemente rinnovata con un “Contratto di paesaggio”, strumento di programmazione negoziata che costituisce il contesto urbanistico e paesaggistico per l’Iti Trasimeno.

Tappe Dopo la sottoscrizione della Convenzione tra la Regione Umbria e l’Unione dei Comuni del Trasimeno, il 21 luglio 2017, si è dato avvio concreto agli interventi previsti che riguardano vari ambiti, dalla tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali (con risorse per 7 milioni di euro) alla competitività delle piccole e medie imprese (si prevede che tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 saranno aperti bandi per 2,2 milioni di euro) dall’inclusione sociale (2 milioni di euro) allo sviluppo delle tecnologie di informazione e comunicazione legate all’infrastruttura a banda ultralarga, a misure per la migliore efficienza della pubblica amministrazione, comprese le funzioni unificabili fra le amministrazioni. Particolare attenzione per il settore del turismo: il bando a favore delle imprese turistiche del Trasimeno per 1,8 milioni di euro è in fase di elaborazione da parte dell’Unione dei Comuni del Trasimeno con il supporto dei servizi della Regione e si prevede possa essere emanato entro ottobre. Per il Trasimeno la Regione prevede anche l’impiego di fondi Fsc (fondo sviluppo e coesione), per finanziare fra l’altro interventi di manutenzione e dragaggi, per la cui attivazione sono necessari accordi di programma quadro fra Regione e ministeri competenti.

Lotta ai chironomidi Nel corso della sessione pomeridiana sono stati illustrati i risultati del primo anno di attività (estate 2017-estate 2018) del progetto di ricerca sulla gestione dei fastidiosi chironomidi del Trasimeno cui concorrono l’Università di Perugia-dipartimento di Chimica, la Usl Umbria 1, Regione Umbria, Provincia di Perugia e Unione dei Comuni del Trasimeno, con il sostegno della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli. La ricerca, del cui gruppo di lavoro fa parte il professor Arshad Ali dell’Università della Florida, è mirata alla valutazione e individuazione di metodi per il controllo biologico e per l’attrazione e la cattura meccanico-luminosa da impiegare per il contenimento delle popolazioni di chironomidi nell’area del lago Trasimeno «dove è necessario evitare l’uso di insetticidi chimici responsabili di contaminazione del territorio con effetti negativi su ecosistemi e salute umana». Il progetto di ricerca si inserisce in un quadro di interventi ecocompatibili di controllo, iniziati nel 2004 e proseguiti ogni anno, con un sistema di diversione luminosa attuato con le ‘tofo-lamp’ e l’impiego di prodotti biologici basati sull’utilizzo di un batterio larvicida. L’attività è stata svolta anche questa estate e finanziata dalla Regione Umbria con uno stanziamento di 50mila euro a favore della Provincia di Perugia da fondi per la sanità pubblica e fondi per l’ambiente derivanti dall’ecotassa. Alessandro Maria Di Giulio, della Usl Umbria 1, ha presentato i risultati del questionario sottoposto a dieci attività turistiche distribuite nei comuni rivieraschi per verificare il loro parere sulle attività di controllo dei fastidiosi chironomidi effettuate quest’anno e raccogliere suggerimenti per possibili azioni aggiuntive. «È emerso – ha detto – un quadro complessivamente positivo, con un apprezzamento degli esercenti sull’attività sviluppata. Nel 70% dei casi è stato valutato un miglioramento rispetto all’anno passato e all’unanimità gli esercenti hanno detto che il progetto di controllo deve essere continuato anche con una più attenta programmazione degli interventi, con l’indicazione prevalente di iniziarli quanto prima nel periodo primaverile e di proseguirli durante tutta l’estate anche con quantitativi maggiori di prodotto larvicida. Per quanto riguarda le lampade attrattive ‘tofolamp’, la valutazione è positiva per tutti coloro che hanno l’attività vicina ai punti di installazione. Inoltre, per l’80% degli esercenti è importante che venga sviluppata una nuova campagna di informazione sui chironomidi destinata ai turisti. Ad integrazione del questionario sull’attività di controllo dei chironomidi sono state poi raccolte opinioni sulla godibilità complessiva del Lago Trasimeno: «Gli esercenti ritengono che sia importante una politica di manutenzione del bacino stesso, dalla pulizia delle sponde, dei fossi e dei canali che portano l’acqua al lago, al completamento della pista ciclabile e alla realizzazione di moli per piccole imbarcazioni alle isole, il tutto per una migliore accoglienza dei turisti». «Il Lago Trasimeno – ha detto il professor Enzo Goretti, dell’Università degli studi di Perugia – presenta una buona qualità ambientale sia per le acque che per i sedimenti, mentre la catena alimentare dell’ecosistema non è in equilibrio e questo favorisce lo sviluppo di intensi sciami di chironomidi. Si tratta di insetti molto abbondanti nelle acque dolci, ‘moscerini non succhia-sangue’, indicatori biologici delle acque interne e che svolgono un importante ruolo alimentare nell’ecosistema lacustre quale fonte di cibo per pesci e invertebrati nella fase larvale e da adulti per anfibi, pipistrelli e uccelli». Sono stati fatti campionamenti sulle larve e sui chironomidi adulti, associati a trattamenti biologici con il batterio larvicida effettuati dalla Usl Umbria 1 con l’uso di mezzo anfibio hovercraft. Con la pilotina in uso alla Usl sono stati fatti da maggio ad agosto di quest’anno anche campionamenti sulle larve a centro lago che hanno evidenziato una densità massima di 685 chironomidi a metro quadro a luglio fino a scendere a circa 541 al metro quadrato ad agosto con una densità media di circa 513 al metro quadro. Nel campionamento larve del maggio 2017 sul litorale di Castiglione del Lago il numero di chironomidi risultava di oltre 1220 a metro quadrato. Cosa fare per limitare, oltre a quella delle larve, la popolazione di adulti, che reca disagi a residenti e turisti? Oltre alla barriera luminosa lungo le coste con circa 80 Tofolamp installate, una ulteriore strategia prevede il prelievo delle femmine di chironomidi con masse ovigere (una sola femmina depone in media 350-400 uova), attratte dalle fonti luminose, per ridurre notevolmente il successo riproduttivo delle popolazioni moleste al Lago Trasimeno. È stata scelta come tecnica di prelievo l’attrazione luminosa – aspirazione che evita l’uso di insetticidi chimici e permette anche di monitorare la formazione degli sciami. In collaborazione con un’azienda di Castiglione del Lago sono state costruite macchine per attrarre e aspirare gli adulti di chironomidi sia lungo il litorale che in centro lago: la ‘chirotrap’ che in media attira e cattura 18mila esemplari (180 grammi – peso umido) a notte e, in via di sperimentazione, la ‘chiroboat’ che in una sola notte di test ha catturato circa 125mila esemplari (1257 grammi – peso umido). Per la lotta biologica ai chironomidi si punta anche sulle ‘bat-box’, rifugi artificiali per i pipistrelli che riescono a mangiare un centinaio di insetti in poco più di un’ora. Tra maggio e luglio di quest’anno ne sono state posizionate 170 nel territorio del Trasimeno, proseguendo nel progetto portato avanti dal 2009 in collaborazione con lo studio naturalistico Hyla, e in autunno si farà il monitoraggio della colonizzazione.

Approfondimenti «Il Lago Trasimeno e il suo territorio hanno grandi potenzialità da mettere a leva per costruire un modello per lo sviluppo futuro: per questo abbiamo voluto organizzare una giornata interamente dedicata all’approfondimento e al confronto delle tematiche fondamentali per il comprensorio, un laboratorio di idee, promozione e progetti che trova a Isola Polvese, sede del Centro Arpa su cambiamenti tematici e biodiversità, il luogo ideale». È quanto ha sottolineato l’assessore regionale alle Riforme, innovazione e semplificazione Antonio Bartolini. Nella prima parte della giornata rappresentanti delle istituzioni locali, di associazioni ambientaliste, organizzazioni imprenditoriali e sindacali, operatori economici ed del turismo, altri portatori di interesse, docenti universitari ed esperti in varie discipline, studenti, molti cittadini, hanno dato vita a quattro tavoli tematici, che hanno registrato una grande partecipazione, per analizzare lo stato dell’arte e mettere insieme idee e proposte sui temi della rigenerazione del patrimonio pubblico e trasporti alternativi, quadro normativo e semplificazione, turismo, beni culturali e ambientali per uno sviluppo sostenibile, fauna, microfauna e Centro ittiogenico. «Duplice l’obiettivo che ci siamo posti quando abbiamo organizzato questa giornata, raccogliendo gli stimoli giunti dal territorio – ha detto l’assessore Bartolini – quello di condividere le basi conoscitive e normative volte a risolvere le problematiche del lago, con gli strumenti che può mettere in campo la Regione, e quello di definire insieme un programma di attività per il rilancio del territorio, le esigenze di sviluppo sostenibile, l’occupazione, la valorizzazione anche attraverso un percorso per il riconoscimento Unesco del Trasimeno come patrimonio dell’umanità che potrà rappresentare il vero marchio per la promozione del lago, con una visione sistematica, per attrarre nuove risorse e investimenti». Fra i temi affrontati nel Tavolo tematico su quadro normativo e semplificazione, coordinato dall’assessore Bartolini insieme al sindaco di Castiglione del Lago Serf si è parlato, fra l’altro, dell’attività dell’Unione dei Comuni del Trasimeno è l’Unione dei Comuni del Trasimeno cui la Regione intende affidare la gestione di deleghe attualmente in carico alla Provincia «completando il percorso di riforma che permetterà direttamente al territorio di gestire funzioni e materie che riguardano abitanti, imprese e ambiente per una migliore e più efficiente gestione degli interventi». «Solo applicando il principio dell’unione fa la forza – ha detto l’assessore Bartolini – raggiungeremo l’obiettivo della semplificazione istituzionale. Il territorio del Trasimeno è l’unico finora a credere e vedere il futuro nell’unione dei Comuni. Un punto di forza e di sperimentazione in un processo che ci vede impegnati non solo a superare le diverse problematiche per il futuro del Trasimeno, ma anche a reperire le necessarie risorse, percorrendo anche la strada dell’autonomia legislativa della Regione». «Come Unione dei Comuni del Trasimeno – ha sottolineato il presidente della Giunta dell’Unione, il sindaco di Magione Giacomo Chiodini – va rimarcata la presenza di quasi tutti i sindaci e degli assessori di tutte le amministrazioni comunali, a dimostrazione dell’attenzione e delle grandi aspettative che riponiamo in questa giornata, con una discussione magari accesa ma franca, utile a determinare cambiamenti concreti. In particolare, per quanto riguarda quadro normativo e semplificazione, ci aspettiamo un ruolo centrale dell’Unione dei Comuni sia regolatorio che operativo in merito alla gestione del demanio, delle darsene, delle concessioni demaniali. Un altro tema fondamentale – ha aggiunto – è quello delle regole del Piano del Parco naturale, di cui nessuno vuol mettere in discussione l’esistenza, ma nel quale chiediamo regole più chiare e semplici in particolare per quanto riguarda la gestione delle aree spondali e le pertinenze pubbliche e private. Rimane poi – ha concluso Chiodini – il tema delle risorse per il taglio delle alghe, i dragaggi, privi di finanziamenti, la lotta ai chironomidi su cui va fatto di più, così come servono risorse su investimenti e manutenzioni per darsene, pontili e lungolago». «Per lo sviluppo del Trasimeno – ha detto Roberto Ferricelli, consigliere della Provincia di Perugia delegato per il Trasimeno e sindaco di Piegaro – sono stati raggiunti importanti risultati fin tanto che gli strumenti dati alla Provincia sono stati sufficienti. Nell’ultimo quadriennio, con una serie di concatenazioni, la riforma delle Province non conclusa, minori risorse a disposizione per la gestione delle tematiche del lago, sono intervenuti meccanismi di difficoltà. Dobbiamo perciò guardare all’evoluzione futura, all’Unione dei Comuni e alla legge delega che la Regione sta costruendo, e dobbiamo definire nuovi modelli per lo sviluppo perché quelli di prima non guardano più al futuro. Condivido – ha proseguito – le tematiche poste anche dal sindaco di Castiglione del Lago, Sergio Batino, sul Piano stralcio per il Trasimeno e sul Parco: è necessario semplificare la normativa per coniugare tutela dell’ambiente e gestione attenta allo sviluppo. Alla Regione vogliamo fornire spunti ed idee chiedendo di accoglierli e trasformarli in indicazioni e risposte concrete in tempi brevi». Semplificazione normativa, rapporto con i cittadini e soprattutto un nuovo rapporto uomo-lago sono stati i temi messi in rilievo dal sindaco di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali.

 

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