giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 21:08

Più grandi ma meno di valore rispetto al resto d’Italia: le case degli umbri valgono 75 miliardi

L’analisi di Agenzia delle entrate e Ministero dell’Economia: in media 134 metri quadrati stimati 138 mila euro

Una veduta di Terni

di Daniele Bovi

Un patrimonio abitativo da 74 miliardi di euro, con case tra le più grandi in Italia – che però valgono in media ben meno rispetto al resto del paese – e sulle quali gravano tributi comunali praticamente al massimo. In breve sintesi è questo il quadro che emerge dalla settima edizione di «Gli Immobili in Italia», la pubblicazione biennale che fotografa il patrimonio immobiliare italiano realizzata dall’Agenzia delle entrate e dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia in collaborazione con il partner tecnologico Sogei. Il volume, che quest’anno analizza i dati relativi al 2016, offre un quadro della ricchezza, dei redditi, degli utilizzi e dei valori imponibili degli immobili attraverso l’elaborazione di diversi dati che arrivano da più fonti.

Più grandi L’Umbria spicca per essere una delle regioni dove le abitazioni sono mediamente più grandi: 134 metri quadri (valori simili a Friuli e Veneto), cioè quasi venti in più rispetto alla media del paese. In tutto si parla di un valore stimato pari a 69 miliardi di euro, che diventano 74 se si aggiungono tutte le pertinenze, cioè cantine, soffitte, box o posti auto; in pratica, 3,5 volte il Pil regionale, in media con il valore nazionale. Lo studio prende in esame anche il rapporto tra superficie complessiva e numero di abitanti, che è un indicatore semplice di quel che è il fabbisogno abitativo potenziale. Complessivamente in Umbria ci sono case per 66,6 milioni di metri quadrati, cioè 75 per abitante e 173 per famiglia contro una media nazionale rispettiva,ente di 67 e 157 metri quadrati.

I numeri Accanto a questi numeri ci sono anche quelli che raccontano il valore di un’abitazione: in media si parla di 1.037 euro per un metro quadro contro i 1.385 del resto d’Italia; una casa di una miglia umbra dunque, secondo l’analisi di Agenzia delle entrate e Ministero vale 138 mila euro, quasi 30 mila in meno rispetto alla media nazionale. Quello umbro è il valore più basso del Centro Italia e, a esclusione del Piemonte, di tutto il Centro Nord. Rispetto ad altre regioni, dove ad esempio ci sono comuni ad altissimo tasso di turismo dove i prezzi delle abitazioni sono molto alti, in Umbria c’è una forte omogeneità dei valori medi delle abitazioni.

Tributi Nei lunghi anni della crisi a pagare un prezzo elevato sono stati anche i Comuni, che si sono visti tagliare consistenti fette di risorse da parte dello Stato. La reazione è stata quella di spingere sull’acceleratore in modo significativo per quanto riguarda l’imposizione immobiliare. Secondo i calcoli riportati nello studio infatti, gli spazi di manovrabilità per i sindaci sono ormai molto risicati: su un gettito massimo potenziale di 313 milioni di euro questo spazio è pari al 6,1%, dato che colloca la regione al quartultimo posto in Italia. Le prime in classifica, invece, sono le ragioni a statuto speciale come Valle d’Aosta (33%), Friuli (30,5%) e Sardegna (20,6%). Da ultimo, il dossier prende in considerazione anche il capitolo ristrutturazioni: nel 2016 sono stati 23.594 gli immobili oggetto di lavori, per una spesa complessiva pari a 203 milioni di euro.

Twitter @DanieleBovi

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