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martedì 9 agosto - Aggiornato alle 00:26

In piazza il grido degli ‘agricoltori indignati’: «Tutelati solo i grandi, dei piccoli se ne fregano»

Manifestazione a bordo dei trattori e assemblea: «Da Agea alle mense, ecco perché la Regione ci deve incontrare»

La protesta dei trattori davanti al Broletto

«I grandi, chi ha 4-500 ettari, prendono i soldi. Dei piccoli se ne fregano». È stata una protesta eclatante e rumorosa quella degli “agricoltori indignati”, che martedì hanno sfilato a bordo dei trattori da piazzale Umbria Jazz al Broletto, per riunirsi in assemblea in piazza Italia. Una manifestazione contro i ritardi dei pagamenti Agea, contro la troppa burocrazia, contro la politica agricola della Regione, ma anche contro le associazioni di categorie che, a dire di questi piccoli agricoltori, tutelano solo i grandi.

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I fondi non arrivano In assemblea, si è levata la richiesta di un incontro con l’assessorato regionale all’Agricoltura perché «ad oggi su 600 domande di insediamento giovani agricoltori solo circa il 25% sono state accettate. Finanziare i giovani in agricoltura significa combattere la disoccupazione giovanile». Inoltre «solo 7 Aziende su 392 hanno preso il 50% dei fondi, ignorando aziende che avevano bisogno di investimenti molto più modesti. Perché non è stato introdotto un tetto massimo di contribuzione per una più equa distribuzione degli aiuti?».

Mense e economia circolare «Chiediamo – ha aggiunto i manifestanti – tempi più rapidi possibili per l’erogazione dei contributi già stanziati e relativi alle annualità 2015- 2016 -2017. Chiediamo la riapertura dei bandi per l’agricoltura biologica. Chiediamo l’attivazione di processi per le pubbliche forniture di mense scolastiche con prodotti agricoli umbri di qualità, e sicuramente l’agricoltura biologica è quella che dà maggiori garanzie per la salubrità dei cibi e per l’ambiente. Chiediamo – hanno concluso – il coinvolgimento degli agricoltori nella stesura della Legge regionale sull’economia circolare. Essendo l’agricoltura un settore centrale per l’Umbria questa deve essere chiamata all’appello». Intanto prosegue la raccolta firme online per la petizione sulla piattaforma change.org.

Ecco i video con le testimonianze durante la manifestazione:

 

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