venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 12:03

Perugina, governo: «In campo strumenti e risorse». Nestlé: «Con orario ridotto 150 esuberi in meno». Rsu: «No fughe in avanti»

Incontro terminato alle 13.30, nuovo tavolo il 27 settembre. Marini e Romizi: «Bene impegno Bellanova, si parli di volumi produttivi». A Roma 200 lavoratori, a Perugia sciopero e presidio. La diretta

L'incontro nella sede del Mise (foto U24)
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Ore 17.50

Secondo i deputati del gruppo Civici e innovatori Adriana Galgano e Ivan Catalano «se vogliamo veramente scongiurare i 340 esuberi annunciati da Nestlé, dobbiamo dare alla multinazionale ragioni valide per non ridimensionarla». «Nestlé – aggiungono – sta modificando la propria strategia a livello globale a seguito delle richieste che sono state avanzate dal nuovo socio di maggioranza, il fondo americano Third Bird. Per questo, rimaniamo convinti che sia fondamentale rilanciare, proponendo soluzioni che siano in linea con questo cambio di business come le produzioni per l’infanzia e favorire i contatti con l’Università per avviare ricerche nel campo della nutrizione e del microbioma». A parlare è anche Elisabetta Piccolotti, segretario di Sinistra italiana in Umbria: «Non è pensabile – dice – che un’azienda che riceverà finanziamenti pubblici per i suoi investimenti in altri stabilimenti in Italia metta in discussione 340 posti. È chiaro che l’impegno della Nestlé a fronte di questi finanziamenti deve essere quello di tutelare i livelli occupazionali in maniera omogenea».

Ore 16.50

Nestlé prende posizione al termine dell’incontro con una nota in cui spiega che non c’è «Nessun disimpegno: confermiamo l’investimento di 60 milioni di euro per lo sviluppo internazionale di Perugina. Massima responsabilità dell’azienda nella gestione del riequilibrio occupazionale». La multinazionale ha intenzione anche di riferire in parlamento sul piano industriale «e su tutti gli strumenti e incentivi messi in campo dall’azienda per trovare soluzioni per tutte le persone coinvolte dal cambiamento». «L’assetto riorganizzativo» viene definito «necessario per garantire una produttività virtuosa e vincere così le sfide imposte già oggi dal mercato in veloce evoluzione e per assicurare il futuro allo stabilimento di San Sisto». «Lo stabilimento di Perugia – è detto ancora – ha usufruito per anni di ammortizzatori sociali che non saranno più disponibili dopo giugno 2018. Per questo parlare di esuberi di organico come di un fenomeno nuovo e inaspettato è sbagliato e strumentale». Da qui al giugno 2018 l’obiettivo è «favorire la ricollocazione professionale, tutte incentivate da Nestlé che ne sosterrà l’adesione volontaria. Si tratta di posizioni già immediatamente disponibili all’interno del sito di San Sisto con cambiamenti di mansioni o variazioni di orario, nuove e concrete opportunità professionali all’interno del Gruppo o all’esterno sul territorio».

Ore 16:28

Arriva a stretto giro la risposta della Rsu alla proposta dei manager Nestlé di ridurre l’orario di lavoro per diminuire gli esuberi (guarda il video). È il coordinatore Luca Turcheria a replicare attraverso Umbria24: «Ormai ci stiamo abituando al fatto che Nestlé dopo mezzora dagli incontri ufficiali esce con un comunicato dell’amministratore delegato o una intervista del capo delle relazioni industriali tirando fuori proposte di cui non si è parlato. Se il viceministro ci chiede senso di responsabilità non è buona cosa che si trovino soluzioni unilaterali ed estemporanee. Se è il momento di incendiare i pozzi siamo tutti capaci, se invece vogliamo stare nel merito e trovare soluzioni condivise, bisognerebbe tutti fare un passo indietro senza fare dichiarazioni pubbliche che scavalcano il tavolo».

Ore 16.13

Si susseguono i commenti dopo il termine della riunione. La vicepresidente della Camera Marina Sereni sostiene che «per ammissione della viceministro l’incontro di oggi ha mostrato una notevole distanza delle posizioni in campo» e che ora bisogna «scongiurare un ridimensionamento dello stabilimento di San Sisto e rilanciare attraverso l’internazionalizzazione delle produzioni del cioccolato – a partire dal Baci – sono i due assi da cui non possiamo distanziarci e in questa direzione anche dal Parlamento cercheremo di fare la nostra parte». «Positivo» secondo Giacomo Leonelli «l’approccio del Mise»; il segretario pd poi sottolinea che «accanto all’impegno delle istituzioni, però, serve un coinvolgimento emotivo della città, che non può essere distratta, voltarsi dall’altra parte o relegare le trattative ai sindacati, ma deve essere parte attiva di questa vertenza, fare della Perugina un punto di orgoglio e partecipare per il futuro della sua fabbrica».

Ore 15.48

Al termine della riunione la presidente Marini ha parlato di un «incontro particolarmente importante. Ora dobbiamo lavorare affinché vi sia una prospettiva industriale e non ragionare solo di esuberi e ammortizzatori sociali. Questo è ciò che dovremo fare da qui al 27 settembre». Marini parla della necessità di un aumento dei volumi produttivi a San Sisto e spiega che «da Nestlé ci attendiamo che aggiorni il piano industriale e di verificare ogni possibile opportunità che scongiuri lo snellimento dello stabilimento».

Ore 15.25

A margine dell’incontro Ciavaglia (Cgil Perugia) scrive che «quelle che Nestlé chiama candidamente ricollocazioni, cercando di confondere le acque, sono in realtà 340 esuberi, 340 posti di lavoro che la fabbrica e il nostro territorio non possono permettersi di perdere. Ci aspettiamo dalla multinazionale un deciso cambio di direzione, con il rispetto degli accordi sottoscritti un anno fa, e dal governo il pieno sostegno alle ragioni dei lavoratori e dei sindacati».

Ore 14.46

Toia e Ferro nel corso di una videointervista rilasciata a Umbria24: «Positivo il percorso intrapreso. Ribadiamo il piano e la volontà di fare di Perugina – dicono – il centro di un rilancio del Bacio su scala mondiale. Il riequilibrio della forza lavoro era parte del piano. In questi mesi di confronto metteremo sul tavolo proposte in questo senso, ad esempio una riduzione dell’orario di lavoro consentirebbe di riassorbire il 45 per cento degli esuberi». È la prima volta che sul piatto viene messa l’ipotesi di una possibile riduzione dell’orario.

L’intervista video integrale nel corso del pomeriggio

Ore 14.25

Al termine dell’incontro i sindacati, la presidente Marini e il sindaco Romizi hanno parlato col megafono ai lavoratori raccontando gli esiti dell’incontro.

Ore 13.58

Una nuova riunione si terrà al Mise il 27 settembre. Turcheria (Rsu): «L’incontro – dice – è stato interlocutorio ma è positivo che il Mise abbia dichiarato l’intento di voler parlare di politiche industriali, richiamando l’azienda all’applicazione del piano e sottolineando l’importanza di Perugina per il territorio».

Ore 13.50

Sulla vertenza intervengono anche i senatori Pd Rossi, Cardinali e Ginetti: «Non è una buona notizia – scrivono – che Nestlé, a poco più di un anno dalla firma dell’accordo per il rilancio di quel sito, abbia annunciato 340 esuberi su circa mille dipendenti. Vanno salvaguardati i livelli occupazionali e attuato il piano industriale, facendo del Bacio un prodotto destagionalizzato in grado di raggiungere i mercati esteri». Secondo il senatore di MdP Miguel Gotor «bisogna bloccare i 340 esuberi e impegnarsi con i sindacati per far rispettare il piano industriale». Solidarietà e sostegno anche da parte del segretario del Psi dell’Umbria Cesare Carini: «È necessario – dice – l’impegno comune di tutte le istituzioni interessate perché si possa garantire un progressivo incremento dei volumi della produzione, assicurando un futuro di certezze e stabilità per tutti i lavoratori».

Ore 13.33

Incontro terminato in questo momento. La proposta sarebbe quella di aggiornare il tavolo a settembre.

Ore 13.29

Il viceministro Bellanova ha spiegato che ognuno deve fare la sua parte e che anche il governo metterà in campo tutti gli strumenti e le risorse pubbliche a dispozione. «Qui – ha detto – l’elemento in più è il tratto identitario tra marchio e territorio». «Noi non siamo i camerieri di nessuno – avrebbe aggiunto – i nostri marchi vanno valorizzati e bisogna assumersi responsabilità sociale».

Ore 13.24

La presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, ha chiesto un confronto per ragionare di prospettiva industriale e non di dimagrimento della fabbrica: «In questo quadro – ha detto – occorre usare anche strumenti nazionali e regionali per accompagnare il percorso. Quindi va usato questo anno per fare ciò». La presidente ha ribadito che Perugina «è un pilastro della produzione e dell’industria manifatturiera della città e dell’intera regione». Il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, ha ricalcato gli stessi concetti della presidente, esprimendo preoccupazione per gli esuberi e l’impatto sulla città.

Ore 12.50

Luca Turcheria (Rsu) contesta all’azienda le previsioni sul riequilibrio occupazionale: «Anzi – ha detto – il piano prevede l’obiettivo del riassorbimento degli esuberi pre Piano il cui spirito dichiarato era salvaguardare l’occupazione».

Ore 12.47

La Flai Cgil nel corso dell’incontro ha ribadito la necessità di ritornare a quanto previsto nel piano presentato dall’azienda con nuovi volumi e un congruo periodo di tempo per verificarne l’efficacia con il ricorso a strumenti che prolunghino gli ammortizzatori sociali.

Ore 12.40

Stando alle indiscrezioni che filtrano dall’interno, per Nestlé ha parlato Toia ribadendo la volontà di fare del Bacio un brand mondiale con produzione esclusiva a San Sisto; al contempo l’azienda vuole fare un riequilibrio occupazionale usando quest’anno ogni soluzione possibile, dai prepensionamenti alle collocazioni in altre realtà del gruppo e così via.

Ore 12.26

Arrivato al Mise anche il segretario nazionale del Prc Maurizio Acerbo: «Sono qui – dice – per solidarizzare con i lavoratori. In questi anni i governi di centrodestra e centrosinistra non hanno fatto altro che creare precarietà e attaccare i diritti, il risultato è che le multinazionali cercano di eliminare i lavoratori con diritti e sostituirli con lavoro precario. Questa logica va ribaltata».

Ore 12.18

Iniziata anche la riunione plenaria. Per il Comune presente anche l’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni.

Ore 12.10

Iniziato ora un incontro preliminare tra governo, azienda, istituzioni e sindacati nazionali. Solo successivamente saranno coinvolte le sigle locali e le Rsu.

Ore 12.01

Per la Regione c’è la presidente Catiuscia Marini mentre per il Comune il sindaco Andrea Romizi. L’incontro, secondo quanto filtra dalla sede del Mise, non sarebbe ancora iniziato.

Ore 11.47

La delegazione di Nestlé è guidata da Gianluigi Toia, direttore relazione industriali e Massimo Ferro direttore corporate strategy. L’azienda parlerà con la stampa solo al termine dell’incontro.

Ore 11.40

La nostra diretta Facebook dalla sede del Ministero. Tra le interviste anche quella a Stefano Fassina di Sinistra italiana.

Ore 11.35

Tante i messaggi di solidarietà e vicinanza che arrivano ai lavoratori. Tra questi anche quello dei dipendenti della giunta regionale («è necessario che tutta la collettività umbra resti al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie, fortemente preoccupati per il loro futuro») e dell’associazione Generazioni senza sinistra: «Siamo stati stamane – dicono – dinanzi ai cancelli dello stabilimento della Perugina e staremo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento per portare il nostro sostegno a una lotta, ad una vertenza che riguarda non solo i lavoratori dello stabilimento umbro ma riguarda la storia, il presente e il futuro di un’intera comunità». Insieme ai lavoratori anche Rifondazione comunista: «Per prima cosa – dice il segretario regionale Enrico Flamini – vanno bloccati i 340 licenziamenti annunciati da Nestlé. In secondo luogo serve ridefinire un accordo che mantenga realmente le produzioni a Perugia. Nestlè dica chiaramente quali sono le sue intenzioni».

Ore 11.30

«L’adesione totale allo sciopero e la grande risposta delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno raggiunto Roma in massa con i mezzi organizzati dal sindacato sono un primo messaggio forte e chiaro per Nestlé: la Perugina, la nostra fabbrica, non si tocca». Così in una nota Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria al termine del presidio che è andato avanti a San Sisto dalle 5 di questa mattina. Una risposta forte anche a chi in questi mesi ha messo in discussione la credibilità del sindacato e il suo rapporto con i lavoratori e le lavoratrici di San Sisto».

Ore 11.27

Impegno del governo per salvaguardare i livelli occupazionali dello stabilimento della Perugina di San Sisto e attuare il piano industriale approvato. È quanto viene chiesto in una risoluzione presentata oggi in Commissione lavoro dal gruppo Pd di commissione e dai parlamentari umbri del Pd.

Ore 11.10

Le delegazioni sono arrivate al Mise e la riunione sta per iniziare. Sotto i lavoratori con slogan e fischietti manifestano per la Perugina.

di Ivano Porfiri

Mettere in moto strumenti “eccezionali” per prolungare gli ammortizzatori sociali e allontanare così gli esuberi, ma soprattutto capire le reali intenzioni di Nestlè sulla Perugina. Si sederanno con questi propositi i sindacati e le istituzioni umbre al Tavolo del ministero dello Sviluppo economico, chiamato a dirimere una vicenda che, nel giro di un anno, è passata dalle grandi speranze del Piano di rilancio dell’aprile 2016 al baratro dei 340 esuberi annunciati a sorpresa dal management Nestlè il 9 maggio scorso, durante una delle riunioni periodiche di verifica del progetto in Confindustria. In 200 lavoratori attenderanno risposte sotto al Mise. Intanto a San Sisto la fabbrica è ferma per sciopero e fin dalle 5 un presidio vede coinvolti gli operai rimasti a Perugia e la partecipazione di politici locali e cittadini in segno di solidarietà.

SITUAZIONE, SCENARI E LO SCIOPERO

Bellanova a capotavola A capotavola, alle 11, ci sarà il viceministro Teresa Bellanova. Sarà lei, che in questi anni ha affrontato tante e intricate crisi industriali, a guardare negli occhi i manager della multinazionale (di certo ci sarà il direttore delle relazioni industriali Gianluigi Toia, ma non è escluso che partecipi l’ad Leo Wencel). Chiederà risposte soddisfacenti sull’andamento del Piano di sviluppo, sugli orizzonti temporali dell’applicazione, sull’effettiva volontà di rispettare il proposito di riassorbire i 210 esuberi dichiarati a inizio Piano. Probabile che Nestlè ripeta quanto sostenuto il 15 giugno scorso a Palazzo Donini ovvero che gli investimenti sono confermati, ma i numeri attuali fanno prevedere 340 esuberi quando, il 15 luglio 2018, scadrà la cassa integrazione straordinaria per gli 819 lavoratori della Perugina.

VIDEO: GRECO (FLAI), PRONTI ALLA LOTTA

Le richieste dei sindacati I sindacati, dal canto loro, che saranno presenti anche con i segretari nazionali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, oltre che con quelli territoriali, ribadiranno il loro secco no agli esuberi denunciando – come annunciato lunedì scorso in conferenza stampa – la volontà di Nestlè di uscire dagli accordi del Piano. Allo stesso tempo, però, richiameranno il governo a un impegno per accompagnare lo sviluppo dell’azienda con ammortizzatori sociali almeno fino al 2019-2020. Come? Gli strumenti sono due: fare della Perugina “fabbrica di interesse nazionale” o ragionare sulla dichiarazione di “Area di crisi complessa” facendo leva su altre gravi vertenze nell’agro alimentare come Novelli o come minaccia di diventare Colussi.

NESTLE’ IN REGIONE: «FABBRICA DA 600»
VIDEO: PARLANO AZIENDA, ISTITUZIONI E LAVORATORI

Regione e Comune Un ruolo lo giocheranno, infine, le istituzioni: Regione Umbria e Comune ovvero coloro che hanno premuto per la convocazione del Tavolo nazionale, consapevoli dell’importanza di una assunzione di responsabilità da parte del governo. Premeranno affinché venga definito un accordo che, come dichiarato congiuntamente il 15 giugno, «al di là dell’efficientamento della fabbrica, possa mettere in campo strumenti per investimenti in ricerca e sviluppo, nuove politiche industriali che siano in grado di offrire una prospettiva di nuova occupazione, traducendo in sostanza in nuovi posti di lavoro quelli che attualmente rappresentano esuberi».

LAVORATORI IN PARLAMENTO: «RISPETTO PER ACCORDI»

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