sabato 25 maggio - Aggiornato alle 00:01

Perugina al Mise. Bellanova: «Sei mesi per l’accordo». Sindacati: «Vacilla sicurezza azienda»

Incontro aggiornato al 9/11. Simbolicamente bloccata strada a Perugia. Nestlè: «Confermiamo piano». Regione: «Riprenda dialogo»

La manifestazione dei giorni scorsi di fronte alla fabbrica (foto F.Troccoli)
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Ore 17:11

«Il Governo, per il tramite del viceministro Bellanova, recependo anche i contenuti del nostro documento approvato in Commissione Lavoro lo scorso luglio, ha pronunciato parole chiare nel senso della contrarietà agli esuberi previsti per i lavoratori della Perugina e ha istituito il Comitato di monitoraggio dell’attuazione dell’accordo che l’azienda ha stretto, nel 2016, con i sindacati e che prevede un investimento di 60 milioni in tre anni. La trattativa sembra dunque essere partita col piede giusto, sancendo perlomeno una sorta di tregua, tuttavia anche alla luce della disponibilità espressa dal Governo a stanziare risorse che aiutino l’intesa tra le parti, saremo estremamente vigili sia sul metodo che sul merito del dialogo giacché la città di Perugia e l’Umbria tutta sono possono permettersi passi falsi rispetto al futuro di una azienda italiana conosciuta in tutto il mondo e di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie». Lo dichiara in una nota Pietro Laffranco, deputato umbro di Forza Italia

Ore 16:09

«Oggi, durante l’incontro svoltosi al Mise alla presenza del vice ministro, On. Teresa Bellanova, le Istituzioni locali, e le organizzazioni sindacali, Nestlé Italia ha confermato in toto gli obiettivi del piano industriale, e ha dato conto del puntuale adempimento di tutti gli impegni sottoscritti, che stanno procedendo integralmente e nel pieno rispetto dei tempi previsti». Lo riferisce una nota della Nestlè. «Gli investimenti da 60 milioni per l’ammodernamento della fabbrica e lo sviluppo di Perugina in Italia e all’estero con l’export di Baci come simbolo del Made in Italy sono stati tutti confermati – si legge ancora -. Le accuse di inadempienza o di ripensamenti rivolte all’azienda sono stati pertanto totalmente smentiti in sede ministeriale. Per quanto riguarda la gestione responsabile degli esuberi  che, come già annunciato, si determineranno con la fine della cassa integrazione, per scongiurare il rischio licenziamenti cogliamo favorevolmente l’invito del Vice Ministro Bellanova a impostare il dialogo ripartendo dagli impegni sottoscritti presso il Ministero del Lavoro l’11 gennaio 2017: confronto su eventuali modifiche dell’organizzazione del lavoro nonché percorsi di formazione e riconversione professionali per favorire la continuità occupazionale o la ricollocazione dei lavoratori coinvolti». «Siamo convinti che il piano presentato nel 2016 per il rilancio del sito perugino e per il suo sviluppo sostenibile, rappresenti la miglior scelta per prenderci cura del business e delle nostre persone», ha dichiarato Massimo Ferro, Corporate Strategy Director. «Il Gruppo Nestlé – prosegue – due anni fa ha definito gli investimenti e il tempo per fare di Perugina un hub internazionale per la produzione di cioccolato premium. Già ora il 40% dei volumi di San Sisto dipendono dalle commesse delle altre consociate europee. Con l’aiuto di tutti, vogliamo perseguire l’obbiettivo di dare un futuro sostenibile allo stabilimento di Perugia».

Ore 15:40

«Un primo passo in avanti c’e’ stato, per la prima volta i toni si sono abbassati e l’azienda non ha utilizzato in maniera forte la questione esuberi». Lo ha detto Pietro Pellegrini, segretario nazionale Uila-Uil, il quale riferisce dell’impegno di Regione e Comune su una «disponibilità di fondi da utilizzare per la riconversione industriale».

Ore 15:00

«Abbiamo ribadito innanzitutto che il governo e le istituzioni sono fermamente contrari a qualunque licenziamento. Siamo fermamente convinti che con un lavoro condiviso si possa individuare la soluzione migliore, le risorse ci sono, il governo le garantisce a fronte, però, di un percorso chiaro e condiviso», ha detto il viceministro Teresa Bellanova dopo il vertice. «Con l’incontro di questa mattina – ha proseguito – viene istituito un tavolo di monitoraggio della durata di sei mesi attraverso il quale verificheremo l’attuazione degli impegni sottoscritti tra azienda e sindacato ad aprile 2016. Quell’accordo contiene un percorso e relativi compiti per ciascuna delle parti, nonché un congruo piano investimenti, che ancora non è stato del tutto esperito nei fatti. Ho invitato le parti a incontrarsi fin da subito in sede territoriale per avviare tutti gli approfondimenti tecnici relativi ai siti produttivi interessati, e a riprendere la strada del rilancio, chiudendo il capitolo del rimpallo delle responsabilità. Riuniremo il tavolo di monitoraggio bimestralmente per verificare lo stato di avanzamento e arrivare ad una conclusione positiva».

Ore 14:19

«Un incontro interlocutorio quello che si è svolto oggi al Mise. Tuttavia grazie alla grande mobilitazione dei lavoratori, di politica, istituzioni e società civile locale, per la prima volta l’atteggiamento monolitico dell’azienda ha vacillato. Per la prima volta non sono stati rimessi sul tavolo i numeri degli esuberi». Lo dichiara Mauro Macchiesi, Segretario nazionale Flai Cgil, al termine dell’incontro al Mise. «Nel merito siamo ancora lontani da una soluzione, ma abbiamo apprezzato la disponibilità di Ministero e Regione a mettere risorse sul Piano industriale per implementare sviluppo e ricerca. Chiederemo un tavolo di confronto presso Confindustria Umbria e seguitiamo a mantenere alta l’attenzione su tutto il Gruppo Nestle’. Ci auguriamo da queste ore – conclude Macchiesi – di poter ragionare su altro che non siano gli esuberi e speriamo che l’azienda colga l’invito del viceministro Bellanova a non procedere con azioni unilaterali».

Ore 14:00

«La Perugina è l’azienda simbolo della storia e dell’identità di una città e di un intero territorio e proprio per questa valenza economica e sociale va tutelata. Il governo deve, quindi, lavorare affinché Nestlè continui ad investire sullo stabilimento di San Sisto offrendo anche soluzioni innovative per far tornare l’azienda al centro della strategia della multinazionale». Così Adriana Galgano, deputata di Civici e Innovatori, nel giorno del tavolo al Mise sulla vertenza della Perugina. «Nella nostra mozione abbiamo proposto alcune soluzioni innovative proprio per rendere più attrattiva la Perugina – continua – Innanzitutto trasferendo a San Sisto le produzioni ‘healthy’ sulle quali Nestlè sta investendo come i prodotti per l’infanzia. In secondo luogo proponendo collaborazioni con l’Università degli studi di Perugia sulle ricerche relative al rapporto tra macrobioma e alimentazione, altro settore sul quale la multinazionale sta puntando. Infine incentivando l’immagine di ‘Perugia città del cioccolato’ attraverso nuovi progetti di attrattività turistica. Noi di Civici e Innovatori continueremo a seguire la vertenza e a batterci perché la Perugina resti l’azienda simbolo della città e non venga ridimensionata».

Ore 13.07

L’incontro è terminato: prossimo vertice al Mise il 9 novembre

Ore 13:00

Il viceministro Bellanova ha proposto sei mesi di lavoro per definire contenuti condivisi di piano industriale con un monitoraggio del piano ogni due mesi al ministero.

Ore 12.48

L’assessore Bartolini a nome della Regione: «Deve riprendere il confronto sul piano industriale, la Regione Umbria mette a disposizione per quanto possibile strumenti di sviluppo».

Ore 12:45

«La Perugina deve appartenere alla città di Perugia». È quanto afferma Carla Casciari (Partito democratico), in merito alla questione dei 364 esuberi annunciati dalla multinazionale Nestlé. «Questa mattina – prosegue – ho preso parte al presidio indetto dalle sigle sindacali davanti allo stabilimento di San Sisto in concomitanza all’incontro promosso a Roma presso la sede del ministero dello Sviluppo economico. La Perugina è uno dei simboli della nostra città, un patrimonio, non solo economico, che va difeso non solo dalla politica ma da tutta la società civile perugina. La sua fondatrice, Luisa Spagnoli – continua Casciari -, è considerata una delle prime imprenditrici in Italia, donna creativa ed intraprendente. Presidieremo politicamente l’evolversi della vertenza ed il rispetto del piano presentato nel 2016, affinché vengano assicurate garanzie di piena produttività allo stabilimento di San Sisto. Ma – conclude – dalla città di Perugia mi aspetto una mobilitazione importante e partecipata in difesa di un simbolo della peruginità».

Ore 12:40

Poche decine di lavoratori restano al presidio davanti ai cancelli. L’appuntamento è all’assemblea di fabbrica di giovedì per decidere in base a quanto riferirà la delegazione che oggi è a Roma.

Ore 12.30

Sindacato chiede di tornare al confronto ma per ridiscutere il piano e aggiornarlo, non per gestire la ricollocazione di 364 esuberi.

Ore 12:20

«Sono stato davanti ai cancelli della Perugina, stamattina, per ribadire l’impegno mio e di tutto il Partito Democratico al fianco dei lavoratori e dei loro rappresentanti oltre che delle istituzioni in difesa dell’occupazione e a sostegno di una visione strategica per la città e per la regione che vede nello stabilimento di San Sisto un elemento imprescindibile». Così, in una nota, il segretario regionale Pd Giacomo Leonelli, che aggiunge: «La soluzione non può essere quella di un ricollocamento degli esuberi in altre realtà in via di definizione sul territorio, che devono, invece, rappresentare un’occasione per una generazione, quella dei giovani e dei giovanissimi, tagliata fuori dal mondo del lavoro, come abbiamo ricordato anche in occasione della nostra assemblea programmatica qualche settimana fa a Castiglione del Lago. La vertenza Perugina – inoltre – non è solo una questione occupazionale, ma riguarda, soprattutto, una visione strategica per Perugia e per l’Umbria. Non possiamo, dunque, lasciare che la battaglia resti una battaglia solo sindacale, ma dobbiamo sentirci tutti chiamati in causa: la politica e le istituzioni, ma anche i cittadini, le forze studentesche, le realtà associative. L’auspicio è che tutta la città sia pronta a sostenere una mobilitazione straordinaria e fondamentale per il futuro delle nostre comunità; evidentemente le istituzioni da sole non bastano, soprattutto quando si fa assordante – e assolutamente da stigmatizzare – l’assenza della maggioranza al governo di Perugia al presidio organizzato oggi davanti ai cancelli della fabbrica. Dobbiamo tutti – conclude Leonelli – difendere la Perugina».

Ore 12.04

Dall’incontro al Mise Nestlè ha comunicato che il piano va avanti e l’azienda mantiene gli impegni assunti. Sia in termini di investimenti, sia rispetto alla gestione sociale rispetto alla ricollocazione dei lavoratori. Presenti Gialuigi Toia, direttore delle relazioni industriali di Nestlè italiana, Stefano Di Giulio, direttore risorse umane di San Sisto, Massimo Ferro, direttore strategie e Manuela Kron della divisione Corporate Affair.

Ore 11.35

Una rappresentante delle Rsu, in presidio davanti ai cancelli, Simona Marchesi dice forte e chiaro: «Se oggi non andrà bene, questa è solo la prima occasione di lotta. Oggi abbiamo bloccato per 5 minuti la strada, se da Roma non andrà bene perché non bloccare tutta la città? Domani in assemblea decideremo cosa fare».

Ore 11.10

I lavoratori a San Sisto occupano la strada per qualche minuto, nel momento in cui a Roma si avvia il summit con azienda e ministero. «Una azione simbolica», viene spiegato dai manifestanti.

Ore 11.05

Al microfono si sono susseguiti gli interventi di Filippo Ciavaglia della Cgil, Claudio Bendini della UIL e soprattutto don Claudio, parroco di San Sisto quando apri’ la fabbrica e per 26 anni sacerdote ‘nella fabbrica’. «I lavoratori devono essere uniti – ha detto – devono manifestare perché contro le multinazionali l’unica arma è l’unità, intaccare la loro immagine. La fabbrica è cambiata tantissimo, erano meglio ‘i padroni ‘ di un tempo, oggi è come parlare al vento».

Ore 11.00

Mentre a Roma, al ministero, con il sottosegretario Bellanova, inizia l’atteso summit, a Perugia sono alcune centinaia le persone che si sono raccolte fuori dai cancelli in attesa di notizie da Roma. Sono lì dalle 5 del mattino e sono lavoratori, sindacalisti, qualche politico come il segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli e il consigliere regionale di opposizione Marco Squarta (Fratelli d’Italia), in rappresentanza del Comune c’è l’assessore Prisco e poi esponenti di tutti i partiti, ma anche cittadini di Perugia. Gli striscioni recitano ‘Difendiamo il nostro lavoro’, ‘Io difendo la Perugina’, ‘Lavoro = dignità’.

di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli

C’è chi dice che, alla fine, una mediazione si troverà. Che, in fondo, conviene anche alla Nestlè non mandare in pezzi quel clima di concordia sbocciato coi sindacati nella primavera 2016. Per cui sui 364 esuberi (340 operai e 24 impiegati) si medierà e qualcuno ha già nella manica l’asso per salvare apparenza, e forse anche sostanza, dell’accordo da 60 milioni di euro di investimenti. Ma c’è pure chi è pessimista e sostiene che ormai il management italiano della multinazionale si muova solo sui binari che, da Ginevra, indicano l’unica direzione nel taglio dei costi di produzione, per cui saranno irremovibili.

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NULLA DI FATTO IN CONFINDUSTRIA

Governo chiamato a mediare In mezzo a questo braccio di ferro, chi è chiamato a trovare una difficile quadra è il governo, nella persona del sottosegretario Teresa Bellanova. Lei, nell’incontro di luglio, aveva fatto appello alle parti di fare un passo avanti per arrivare al 27 settembre con una possibilità di accordo. Dall’altro lato del tavolo rispetto a Nestlè ci sono Rsu e sindacati, nazionali e territoriali, che chiedono il ritiro immediato degli esuberi e il rispetto dell’accordo. All’incontro partecipano anche la Regione con l’assessore Antonio Bartolini e il direttore Luigi Rossetti (la presidente Catiuscia Marini è impegnata a Foligno nel Comitato istituzionale sul terremoto) e il Comune col sindaco Andrea Romizi. Le istituzioni tutte premono affinché venga tutelato il ruolo chiave, sia in termini di lavoro che simbolico, della Perugina nel territorio.

L’INCONTRO DI LUGLIO AL MISE

Perugia si ferma per difendere la fabbrica Mentre a Roma c’è il vertice, a Perugia i lavoratori manifestano davanti ai cancelli, anche alla luce dello sciopero proclamato dalle Rsu. A partire dalle 5 è scattato un presidio, che ha visto il suo culmine dalle 10, quando sono iniziati gli interventi. L’appello delle Rsu è stato alla città nel suo insieme all’insegna dell’Hashtag #IoDifendoLaPerugina. Certo, ovviamente tutti tengono l’orecchio teso per capire quali segnali arrivano da Roma. Per giovedì 28, intanto, è già in calendario un’assemblea di fabbrica alla presenza dei vertici nazionali dei sindacati: lì si ragiona sugli esiti del vertice al Mise e sulle strategie da adottare nei giorni e settimane successive.

VIDEO – NESTLE’: «CON MENO ORE SALVI 150 ESUBERI»

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